Il 2008 nel calendario cinese rientra sotto il segno del topo, di solito poco favorevole per i mercati azionari. Il recente fallimento della Lehman Brothers, la storica banca d'affari statunitense, e la tempesta che si è abbattuta sui mercati finanziari di tutto il mondo, facendo evocare il fantasma di una crisi simile a quella del 1929, sembrano confermare l'inquietante ruolo della superstizione nelle vicende umane.

Queste grandi cadute delle Borse potevano essere previste da una cartomante seria? Ci sono regolarità non legate al calcolo economico razionale il cui studio può essere utile per anticipare il futuro?
La superstizione, come tutte le credenze legate alla sfera ancestrale della coscienza, è presente in varia misura in ognuno di noi.
La parola, che deriva dal latino "super"  (sopra) e "stare" (stare), da cui il termine superstite, pur avendo significato incerto, pare alludere proprio a qualcosa che sopravvive al passato, a dispetto della cultura, delle religioni e delle istituzioni moderne che la ritengono frutto dell'ignoranza e di convinzioni sorpassate. La sua funzione è sostanzialmente un estremo tentativo di mantenere il dominio della ragione sull'emotività in quei territori dove la logica finisce di essere stringente cedendo il passo al mistero, alla casualità e al caos (ma è vero anche il contrario: spesso cerca spiegazioni irrazionali per situazioni perfettamente spiegabili razionalmente…).

La superstizione può avere carattere astratto, come nel caso delle credenze o degli oroscopi che dovrebbero preannunciare eventi reali, o concreto, quando si materializza in riti e cerimonie propiziatorie di buona sorte. Gli strumenti e i campi in cui la superstizione si esplica sono numerosi.
"L'apertura della Borsa di venerdì probabilmente porterà beneficio ai brokers, che in tal modo potranno disporre di un giorno in più prima di domenica, ma è dubbio che si concludano molti affari. L'elemento di superstizione vuole che non si trattino azioni il venerdì 13". Questo passo è tratto da un articolo del New York Times del 13 Aprile 1906, che commenta l'apertura straordinaria della Borsa il venerdì santo prima di Pasqua (è noto che gli anglosassoni ritengono venerdì 13 un giorno sfortunato).

In presenza di incertezze e speranze, la superstizione trova terreno fertile, cosicché non deve stupire il legame con il mondo della finanza, dove l'instabilità da sempre domina prezzi e  mercati.  La stessa saggezza consigliata negli investimenti spesso non è una strategia ma superstizione, che sopravvive perché la gente aspira a conoscere il futuro e desidera profitti veloci e sicuri.Tutti vorrebbero un aiuto dall'alto per eliminare le indecisioni sul momento propizio per un investimento.

Alcuni credono che l'andamento della Borsa sia influenzato soltanto da fattori di natura economica e politica e concentrano le loro previsioni su questi, altri si lasciano sedurre dalle teorie divinatorie dell'analisi tecnico-statistica, ma non sono pochi coloro che si rivolgono all' astrologia finanziaria che, in mezzo al buio delle ipotesi, potrebbe fornire suggerimenti in qualche modo basati su una logica razionale. L'astrologia finanziaria (astroeconomics) studia l’influenza dei pianeti , delle fasi lunari e del sole sugli indici di Borsa (Figura 1), tentando di prevedere l’andamento dei mercati nel medio e lungo termine, ma anche nel giro di poche ore.

Non diversamente dalle statistiche sull’andamento dei prezzi, elaborate con formule più o meno esoteriche, l’astrofinanza si basa sul principio che solo analizzando il passato si conosce il futuro; per esempio, il ciclo planetario Giove/Saturno, uno degli indicatori più importanti della finanza mondiale, dura circa vent'anni e testimonia di come in borsa la fretta non sia buona consigliera .
I parametri degli oroscopi finanziari possono essere di vario tipo e focalizzarsi su un singolo business, sulle tendenze mondiali, su una singola compagnia o sull’investitore stesso.

Non mancano siti internet che predicono il futuro dei rendimenti azionari, delle valute e dei mercati delle merci, con analisi in tempo reale e software appositi di astrologia applicata alla finanza.
Gli anglosassoni, spesso più superstiziosi di noi latini (Figura 2), hanno sviluppato indicatori più o meno assurdi, collegando l’andamento della Borsa alla produzione di aspirine, alle vendite di rossetti, alla lunghezza delle gonne piuttosto che alla squadra che vince il Super Bowl.
Anche i mesi dell’anno forniscono indicazioni preziose. Gennaio (Figura 3) è un mese in cui i mercati tenderebbero a salire, spesso anticipati da un rialzo natalizio. Ottobre, il mese in cui si verificarono i "martedì neri" che affondarono New York nel '29 e Hong Kong nel '97 e il "lunedì nero" che scatenò il panico a Wall Street nell''87 (quando il Dow Jones perse il 22% in un giorno), è ritenuto periodo infausto e anche sui nostri mercati è noto come “liquidazione dei morti”.
Il lunedì, d’altra parte, è considerato un po’ dovunque il giorno più negativo nella storia delle operazioni in Borsa.


Anche l’Oriente non è immune alla superstizione: in India, per esempio, gli investitori evitano di operare dopo la festività di Holi, la commemorazione di una leggenda Indu che si tiene ai primi di Marzo, in quanto si ritiene che il primo  a investire farà bancarotta. Un’altra credenza orientale suggerisce: ‘Sell the full moon, and buy the new’, immaginando che le fasi lunari o solari possano influenzare i mercati.

La figura di riferimento per gli appassionati di astrofinanza è il leggendario trader americano William D. Gann, l’unico fra i consulenti finanziari ad annunciare il tonfo di Wall Street nel 1929 pochi mesi prima che avvenisse
(Figura 4). La sua metodologia e i suoi studi si basavano infatti sui movimenti planetari e sui cicli temporali, ma anche sulla lettura della Bibbia e sulla cabala ebraica. Le sue previsioni, che si verificavano con puntualità impressionante lo resero famoso e venerato dai suoi seguaci, benché i suoi detrattori lo considerassero un ciarlatano.

Nei moderni mercati finanziari, l’incertezza e la destabilizzazione portate da strumenti come gli Hedge Fund, sembrano aumentare ulteriormente l’importanza della psicologia personale degli investitori e dei trader e quindi il ricorso a strumenti divinatori o a superstizioni che potrebbero dar vita a nuove figure professionali, quasi dei tecno-aruspici al servizio della Borsa.

                                                   Luca Deaglio

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