Un'arma spuntata

"Sanzioni contro l'Iran" hanno chiesto gli Stati Uniti all'ONU; hanno cominciato ad applicarle per conto loro, ritengono che abbiano dissuaso l'Iran dal produrre armi nucleari e pertanto continueranno ad applicarle. Ma che cosa sono esattamente le sanzioni economiche internazionali? Quali effetti producono? E soprattutto sono efficaci per il raggiungimento dei fini politici per le quali sono decise?

Le sanzioni economiche internazionali sono uno strumento di politica estera alternativo alla guerra che viene utilizzato per costringere regimi ostili a piegarsi alle direttive di uno o più stati. Consistono nell'interruzione di relazioni economiche esistenti o nel divieto di nuove relazioni. Si distinguono in unilaterali. (imposte da un unico paese ai danni di un altro)  e multilaterali (imposte dalla comunità internazionale o da un gruppo di stati, (Figura 1).  Gli Stati Uniti nel secondo dopoguerra sono il paese che è ricorso maggiormente a sanzioni unilaterali(Figura 2), dalle Nazioni Unite è arrivata la grande maggioranza di quelle multilaterali.  Le sanzioni poi possono essere parziali o globali. Nel primo caso, esse riguardano lo scambio di particolari categorie di beni come armi e tecnologia militare, nel secondo (esempi: Cuba, Iraq, Jugoslavia) la quasi totalità degli scambi commerciali e finanziari.

Ovviamente le sanzioni producono una drastica interruzione degli scambi tra il paese che le impone e quello che le subisce (effetti negativi diretti) ma, grazie all'evoluzione dei mercati internazionali, l'eventualità di danni economici seri per il paese "sanzionato" è oggi piuttosto remota e in ogni caso si verifica solo quanto esiste una profonda complementarietà economica. Cuba, a esempio, la cui economia è fortemente complementare con quella degli Stati Uniti riesce a compensare, in parte, ma non del tutto, il vuoto lasciato dalle sanzioni americane con l'aumento degli scambi con altri paesi (UE e Russia) e lo stesso vale per altri paesi latino-americani come il Nicaragua.

Nell'attuale economia globale, però, il paese "sanzionato" trova sempre più facilmente altri partner commerciali, in grado di offrire beni simili e/o sostituti, disposti ad aggirare le sanzioni (fenomeno del sanction-busting). L'analisi dell'andamento economico dei paesi colpiti da sanzioni (Figura 3) non mostra differenze sostanziali rispetto a un andamento precedentemente già non brillante.

L'interruzione degli scambi paradossalmente rischia di penalizzare principalmente i produttori del paese che impone le sanzioni che così perdono un mercato. Le sanzioni più efficaci sembrano essere quelle parziali ma multilaterali, a patto che la comunità internazionale riesca validamente a coordinarsi, il che è auspicabile, ad esempio, per sanzioni imposte a danno di regimi oppressivi e dittatoriali aventi quali oggetto le transazioni di armi

Possono talora verificarsi effetti di rete negativi, specie quando le sanzioni imposte riguardano la totalità delle transazioni con il paese colpito. Se definiamo il mercato globale come una rete di scambi (caratterizzata da nodi e interconnessioni) la soppressione di un importante nodo crea effetti negativi anche per gli altri membri della rete. Una interruzione degli scambi con il paese colpito 'si estende' in questo caso anche ad altri potenziali partner commerciali. L'interruzione delle transazioni operata da alcuni paesi, infatti, è interpretata come un 'segnale' negativo dagli altri attori economici del sistema internazionale e i costi per eludere le sanzioni appaiono maggiori dei benefici. Ne consegue una riduzione diffusa delle relazioni economiche.  

In presenza di sanzioni multilaterali globali, l'offerta di beni per la popolazione del paese colpito si riduce, i prezzi degli stessi beni aumentano e - in molti casi - il mercato nero degli stessi beni fiorisce. Lo dimostra in modo impressionante la Figura 4. La scarsità di beni - spesso di beni di prima necessità - e l'aumento indiscriminato dei prezzi colpiscono in maniera importante la popolazione, in un quadro di recessione e inflazione ma non si può dire lo stesso per i regimi che dovrebbero essere i reali obiettivi delle sanzioni.

Malgrado le sanzioni, essi sono quasi sempre in grado di controllare i flussi di beni disponibili e indirizzare la spesa pubblica garantendo la sopravvivenza del proprio regime e delle proprie clientele. Nel contempo il tessuto produttivo soffre un tale profondo indebolimento che gli effetti negativi di sanzioni globali sono destinati a durare nel tempo.  Dal punto di vista politico, non stupisce quindi che il principale e visibile effetto sia il cosiddetto 'rally-around-the-flag', vale a dire un maggiore sostegno popolare al regime esistente. In questo caso, l'assoluta inefficacia delle sanzioni appare in tutta la sua evidenza.

                                                    Raul Caruso

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