Quali strumenti per misurare la libertà economica in un contesto europeo?

L’idea di costruire un Indice di Libertà Economica dell’Unione Europea nasce nel 2000 e fa seguito a una collaborazione pluriennale con il Fraser Institute, che realizza l’ormai rodato Economic Freedom of the World Index (www.freetheworld.com), che copre circa 130 paesi del mondo.

La necessità di sviluppare un apposito indice per la misurazione della libertà economica (Figura 1)dell’Unione Europea nasce da una duplice esigenza.

Da una parte si volevano rendere più sensibili alla realtà europea gli indicatori utilizzati per l’analisi e la misurazione. L’indice del Fraser ha un raggio di copertura molto ampio, e pertanto utilizza indicatori utili a misurare le performance di paesi più o meno sviluppati, più o meno aperti al commercio internazionale, di qualsiasi dimensione e continente. Costruendo un apposito indice per l’UE si sono potuti eliminare gli indicatori non adatti al contesto europeo e se ne sono potuti aggiungere di nuovi che permettessero un’analisi più approfondita e mirata.

In secondo luogo si voleva, tramite l’elaborazione di uno specifico indice più direttamente utilizzabile per l’analisi della situazione europea, contribuire allo sviluppo di una sensibilità su questi temi anche in Italia, contribuendo ad un dibattito che nel nostro paese stenta a decollare.

L’Indice della Libertà Economica dell’Unione Europea (ILEUE)

L’edizione 2007 dell’’Indice della Libertà Economica dell’Unione estende la sua copertura ai nuovi membri dell’Unione Europea (arrivando ad analizzare tutti e 27 gli attuali membri) e alla Turchia (simulando così gli effetti di un’eventuale adesione sul grado di libertà complessiva dell’Unione).

Si è voluto inoltre rendere disponibili un maggior numero di paesi con cui confrontare le performance europee. Oltre a Giappone e Stati Uniti (già analizzati nelle scorse edizioni dell’indice) sono stati considerati alcuni paesi dell'ex Jugoslavia, paesi che si affacciano sulla sponda sud del Mediterraneo e le due grandi economie emergenti: Cina e India.

L’indice ILEUE  è composto da 15 parametri suddivisi in 6 aree di analisi (Figura 2):

-  Peso dello Stato, composto da due parametri, il primo relativo ai consumi pubblici (come percentuale sui consumi privati), il secondo relativo alle spese totali dello Stato (come percentuale del PIL);

Struttura di base dell’economia, calcolata utilizzando quattro componenti: Qualità della Burocrazia, Flessibilità del Mercato del Lavoro, Diffusione dell’Information Technology (IT), Obbligo del Servizio Militare.

-  Legalità, composta dalle variabili Applicazione e Rispetto delle Leggi e Corruzione;

Struttura della Tassazione, basata sulle componenti Contributi Sociali, Implicit Tax Rate sui consumi e Implicit Tax Rate sul lavoro dipendente;

Politica Monetaria e Stabilità dei Prezzi, calcolata considerando Stabilità dei Prezzi (variazione dell’inflazione negli ultimi cinque anni) e Inflazione;

-  Mercato del Credito, composto dalle variabili Credito al Settore Privato e Tassi di Interesse Negativi.

L’Indice della Libertà Economica delle Regioni Italiane (ILERI)

La prima edizione dell’Indice della Libertà Economica delle Regioni Italiane è stata presentata nel 2004. L’edizione 2007 esce in una veste più evoluta, includendo indicatori che recepiscono le osservazioni seguite alla presentazione della prima edizione, consentendo un calcolo più “raffinato” della performance delle diverse regioni.

L'Indice è composto da 25 componenti raggruppate in 7 aree di analisi (Figura 3):

-  Economia, per misurare quanto il contesto regionale favorisca lo sviluppo e la dinamicità dell’economia locale;

- Peso della Pubblica Amministrazione, per valutare l’ingerenza del settore pubblico nell’economia regionale;

- Finanza, per verificare l'accessibilità del credito nella regione;

- Infrastrutture, per valutare l’aspetto quantitativo delle infrastrutture;

- Lavoro, per valutare l’impatto di disoccupazione e lavoro irregolare;

- Società, per misurare la dinamicità della società civile;

- Istruzione e accesso al mercato del lavoro, per valutare il tasso di scolarizzazione e l’efficacia con cui diplomati e laureati si inseriscono nel mercato del lavoro.

Sul sito web del Centro Einaudi (www.centroeinaudi.it) nella sezione “Ricerche/Indici della libertà economica”, sono disponibili e scaricabili gratuitamente i database in formato excel contenenti tutti i dati numerici relativi agli Indici presentati.

          Gabriele Guggiola, Giovanni Ronca

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