L'edizione 2007 dell'Indice della Libertà Economica dell'Unione Europea (ILEUE) allarga la sua analisi anche ai due probabili protagonisti dell'economia mondiale di domani: Cina e India (Figura1).

L'obiettivo è quello di iniziare a confrontare le performance europee in termini di libertà economica non solo con quelle dei concorrenti storici, USA e Giappone, ma anche con quelle dei due paesi che promettono essere i grandi concorrenti del futuro.

Cina e India: i giganti economici di domani

I risultati ottenuti dai due paesi sono molto differenti (Figura2):

·La Cina ottiene un voto pari a 6,53, parecchio inferiore rispetto a quello ottenuto dall'Unione Europea (-1,14 punti);

·L'India raggiunge un buon 7,95, superando di poco il risultato ottenuto dall'Unione Europea (+0,28);

Analizzando i risultati ottenuti nelle singole aree di analisi osserviamo che la Cina è sostanzialmente in linea con l'Unione Europea in tre aree importanti:

· Peso dello Stato (6,48 contro 6,26), area nella quale però gli indicatori utilizzati, adatti alla realtà europea, potrebbero non cogliere alcune peculiarità della realtà cinese;

· Stabilità dei prezzi (9,33 contro 9,56), con un voto in crescita dal 1995 e con una crescita di 1,5 punti tra il 1990 e il 2005;

· Mercato del credito (9,5 contro 9,01), con valutazioni sempre piuttosto elevate in tutti gli anni considerati.

Deludenti invece i risultati nelle aree Legalità (5,42) e Struttura dell'economia (3,76). Per quanto riguarda quest'ultima, l'unica nota positiva è costituita della flessibilità del mercato del lavoro (ma il mercato del lavoro cinese è strutturato in maniera completamente diversa da quello europeo e i due sistemi non sono quindi direttamente comparabili).

Guardando all'India sono positive le performance riguardanti:

· Peso dello Stato, area nella quale, con un 9,53, l'India distacca di più di tre punti l'Unione Europea;

· Struttura di base dell'economia (8,33 contro 7,72 dell'UE a 27), con un voto elevato grazie ad una buona flessibilità del mercato del lavoro e all'assenza del servizio militare obbligatorio;

 

Stabilità dei prezzi (9,40), quasi al livello dell'Unione Europea e performance in crescita rispetto al 2000.

Sufficiente il risultato per quel che riguarda l'area Mercato del credito, solo 5,42 invece la valutazione nel campo della Legalità.

Analizzando il trend seguito dai due paesi (Figura3) osserviamo che:

· La Cina partiva da un voto piuttosto basso (5,96 nel 1990) ed è migliorata soprattutto tra il 1995 e il 2000, per stabilizzarsi su valori intorno al 6,5;

· L'India mostra sempre una performance di buon livello, e ottiene negli anni considerati un'ulteriore, lieve, crescita.

Cina e India vs Stati Uniti e Giappone

Le performance della Cina (Figura4)  in termini di libertà economica sono molto inferiori rispetto a quelle di USA e Giappone. Con un 6,53 viene distaccata di quasi tre punti dagli Stati Uniti, che ottengono un 9,27, e di circa due punti dal Giappone, che ottiene un 8,44.

La Cina si distanzia infatti di molto dai risultati ottenuti dalle 2 grandi potenze sotto il profilo del Peso dello Stato, della Struttura di base dell'economia e della Legalità, riuscendo a raggiungere i loro livelli nella Stabilità dei prezzi e a superarli solamente nel Mercato del credito. In quest'ultima area distacca in modo particolare il Giappone che, con il suo 6,99, raggiunge di poco la sufficienza.

L'India, invece, tiene il passo di Stati Uniti e Giappone per la Stabilità dei prezzi e li supera, con un ottimo 9,53, per quel che riguarda il Peso dello Stato. Perde, invece, nettamente sotto il punto di vista della Legalità e del Mercato del credito dove, con il 7,33 raggiunto, supera solo il Giappone. Buono il risultato ottenuto nell'area Struttura dell'Economia (8,32), che però non le permette di raggiungere il livello degli altri due paesi.

Il voto complessivo, seppur buono, è comunque inferiore a quello di Stati Uniti e Giappone.

          Gabriele Guggiola, Giovanni Ronca

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