Alla vigilia delle elezioni per il Parlamento Europeo del 6-7 Giugno, tracciamo una rapida sintesi delle attività svolte nel quinquennio 2004/2009.
Il Parlamento europeo (Figura 1) esprime le sue priorità politiche attraverso gli stanziamenti previsti per i diversi programmi. Ha quindi lasciato la sua impronta, insieme al Consiglio dei ministri UE, su ogni bilancio annuale  e sul quadro finanziario dell'Unione per il periodo 2007-2013.

Quest'ultimo è stato adottato dopo due anni di negoziati con i rappresentanti dei governi nazionali e prevede un aumento di oltre 4 miliardi di euro, per un totale complessivo di 864,4 miliardi di euro che saranno ripartiti nei diversi settori d'intervento, fra i quali segnaliamo:

- Fondi strutturali e di coesione (347,4 miliardi per il 2007-2013):
I fondi strutturali e di coesione, pari al 35,6% del bilancio generale dell'UE, hanno lo scopo di contribuire alla convergenza degli Stati membri e delle regioni in ritardo di sviluppo, sostenere la coesione sociale e promuovere la cooperazione territoriale. I principali fondi sono il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo di coesione e lo strumento chiamato Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT).

L'Europarlamento (Figura 2), in questi giorni, ha dato poi il via libera alle nuove regole per il Fondo per la globalizzazione. E' stato elevata la quota di finanziamento dei progetti per sostenere i lavori che fronteggiano crisi derivanti da effetti della globalizzazione da 50 al 65% fino a fine 2011 ed e' stata ridotta la soglia dei lavoratori interessati da mille a 500 addetti esuberanti. La durata dell'intervento passa da uno a due anni per dare tempo ai lavoratori piu' vulnerabili di reinserirsi in un nuovo lavoro

- Settimo Programma quadro di ricerca (54 miliardi di euro):
Il Parlamento ha approvato il nuovo Programma quadro di ricerca che, per il periodo 2007-2013, dispone di 54 miliardi di euro per promuovere l'innovazione e consentire all'UE una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale.

- Galileo, il sistema di navigazione satellitare dell'UE (3,4 miliardi di euro):
Il Parlamento ha approvato il regolamento che permetterà il proseguimento dell'attuazione dei programmi europei di navigazione satellitare a seguito del fallimento dei negoziati sul contratto di concessione che avrebbe dovuto affidare ai privati la gestione di Galileo. Il programma mira a realizzare la prima infrastruttura mondiale di radionavigazione e posizionamento via satellite concepita in modo specifico a fini civili e che insidierà i concorrenti americani (GPS) e russi (Glonass).

-Erasmus di nuova generazione
Il nuovo programma nel settore dell'istruzione e della formazione può contare su circa 7 miliardi di euro per il periodo 2007-2013,  il 40% dei quali destinati al programma Erasmus.

-Istituto europeo di innovazione e tecnologia (308,7 milioni di euro ):
E' stato approvato il regolamento che istituisce l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) con l'obiettivo di contribuire alla crescita economica e alla competitività sostenibili in Europa, rafforzando la capacità d'innovazione e dando priorità al trasferimento delle sue attività a vantaggio delle imprese, incluse le PMI, per l'applicazione commerciale.

- Daphne III: tolleranza zero contro la violenza a donne e bambini
Daphne III è un Programma adottato dal Parlamento inteso a prevenire e combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne e a proteggere e assistere le vittime e i gruppi a rischio.
E' dotato di circa 117 milioni di euro per il 2007-2013.

- Più mezzi per Frontex
Il Parlamento ha ottenuto il raddoppio dei fondi 2008, che salgono fino a 70 milioni, per Frontex, l'agenzia indipendente che ha il compito di coordinare la cooperazione tra gli Stati membri nella sorveglianza delle frontiere esterne dell'UE.

- Crisi: 4 miliardi per le infrastrutture energetiche
I gasdotti che collegano l'Italia con la Grecia e l'Algeria, il cavo elettrico sottomarino tra  Sicilia e Calabria, l'interconnessione con Malta e l'impianto di stoccaggio di CO2 di Porto Tolle, sono alcuni dei 43 progetti che, assieme al Nabucco, usufruiranno dei 3,98 miliardi di euro stanziati dall'UE per le infrastrutture energetiche nell'ambito del piano di ripresa economica.

Gli ultimi mesi di attività dell'attuale Parlamento hanno registrato poi alcune importanti decisioni, che mostrano il carattere di organo di indirizzo politico dell'assemblea comunitaria.

L'ultima assemblea plenaria del Parlamento si è chiusa con l'approvazione del Rapporto sullo stato dei diritti umani nel mondo per il 2008
Il rapporto analizza la situazione giudicando positivamente la graduale diminuzione dei casi di pena di morte e il generale  progresso nel riconoscimento dei diritti delle donne e dei bambini.
Viene ribadito, tuttavia, che serve una politica più coerente e omogenea di affermazione e promozione dei diritti umani nel mondo. Invita quindi Consiglio e Commissione a migliorare la capacità dell'Unione europea di rispondere rapidamente alle violazioni da parte di paesi terzi.

D'altra parte, però, critica l'Unione Europea stessa per non aver eseguito una valutazione dell'operato degli Stati membri rispetto alla politica di lotta al terrorismo, dato che alcuni di questi hanno collaborato in modo talora discutibile alla politica anti-terrorismo dell'amministrazione Bush e hanno preso decisioni dubbie soprattutto in materia d'immigrazione.

Le critiche più dettagliate sono rivolte alla Turchia, paese candidato a entrare nell'UE: secondo il Parlamento ci sono stati pochi passi in avanti, le riforme istituzionali e democratiche vanno a rilento, e il governo turco deve "dimostrare la volontà politica di continuare nel processo di trasformazione". Anche la questione curda non ha ancora trovato soluzione.
 
Il Parlamento ribadisce poi che l'UE è contraria alla pena di morte e, accogliendo con favore l'istituzione della giornata europea contro di essa, sottolinea che il divieto di pena capitale costituisce una delle disposizioni principali della Carta dei diritti fondamentali dell'UE (Figura 3).

Viene espressamente condannato il regime iraniano per il suo crescente ricorso alla pena capitale, che lo colloca in seconda posizione, alle spalle della Cina, nella classifica dei paesi con il più alto numero di esecuzioni. Medesima condanna alla Bielorussia, in quanto unico paese europeo che continua ad applicare la pena di morte.
 
Oltre alla questione della pena di morte, il Parlamento esprime inquietudine per le gravi violazioni dei diritti umani in Cina e rimarca che, malgrado le promesse fatte dal regime in vista dei Giochi olimpici di agosto 2008, la situazione non è migliorata nel paese. Condanna poi duramente le repressioni nei confronti dei tibetani, in seguito all'ondata di proteste che hanno interessato tutto il Tibet dal 10 marzo 2008.

Critiche ed esortazioni a migliorare la tutela dei diritti umani (Figura 4) sono rivolte, oltre che all'Iran, a Russia e Cuba; viene espressa preoccupazione per l'ulteriore deterioramento della situazione umanitaria a Gaza. Si invita infine l'UE a sviluppare una strategia quadro per i Rom a livello europeo, in considerazione della particolare situazione sociale di questa comunità 

Una delle altre priorità dell'Unione europea è la lotta ai cambiamenti climatici.
Non è una sfida che si può vincere a livello nazionale, e nemmeno l'Unione da sola può riuscire a rallentare il riscaldamento globale. E' necessario un accordo internazionale che vincoli tutti gli attori del pianeta a ridurre le loro emissioni di CO2. Quest'accordo si negozierà a Copenaghen nel dicembre prossimo.

Con la promessa di una 'rivoluzione verde' da parte di Obama e la Cina che inizia a investire sulle tecnologie pulite e sull'ambiente, sembra che l'Europa non sia più la sola a immaginare un futuro a basse emissioni. La conferenza internazionale di dicembre riunirà sotto l'egida dell'ONU tutti i paesi del mondo con lo scopo di definire obiettivi globali di riduzione delle emissioni di CO2 per il periodo successivo al protocollo di Kyoto, che espira nel 2012. L'Unione europea ha già fatto diversi passi avanti per arrivare a Copenaghen con proposte ambiziose e credibili. E in questa strada, il Parlamento ha avuto un ruolo chiave:

Lo scorso dicembre 2008 i deputati europei hanno approvato il 'pacchetto clima' che include importanti misure legislative per un nuovo sistema di scambio di emissioni (ETS), un meccanismo di stoccaggio del CO2 sottoterra, obiettivi di sviluppo per le energie rinnovabili e un limite alle emissioni di CO2 delle auto.
A febbraio 2009 la Commissione temporanea sui cambiamenti climatici ha presentato le sue conclusioni, indicando l' obiettivo di lungo termine dell'80% di emissioni in meno entro il 2050 e la via da percorrere per raggiungerli.

A marzo 2009  la risoluzione che illustra la posizione del Parlamento su Copenaghen e gli accordi post-Kyoto è stata finalmente votata dall'assemblea plenaria. La più importante raccomandazione riguarda il ruolo dell'l'Europa, che deve essere unita e continuare a fare da guida per il resto del mondo. Il Consiglio dei Ministri dovrebbe concludere in maggio la posizione comune da portare a Copenaghen.

Per concludere, proprio in questi giorni, dopo decenni di lotte da parte delle associazioni animaliste, il Parlamento europeo ha approvato l'adozione di un bando a tutti gli scambi commerciali di prodotti derivati da foche, all'interno del territorio dell'Unione europea, ad eccezione di quelli frutto della caccia tradizionale degli Inuit, o svolta ai fini della gestione sostenibile delle risorse marine. Gli Stati membri dell'Unione europea dovranno definire le sanzioni per chi viola tale divieto.

Nel 2009 i prezzi per ogni pelle erano già scesi a 9 Euro, inferiori alla meta' del prezzo dell' anno scorso, grazie anche al divieto di vendita di prodotti di foca espresso da 30 Paesi nel mondo, sette dei quali fanno parte dei 10 principali mercati di esportazione del Canada, il paese tradizionalmente nell'occhio del ciclone a causa della caccia ai cuccioli di foca.

Il bando del Parlamento europeo arriva poche settimane dopo l'annuncio della Russia del divieto di caccia alle foche nel Mar Bianco per gli animali di eta' inferiore a un anno, che ha messo fine, in pratica, a questo fenomeno in territorio russo.
Malgrado il preannunciato ricorso della Norvegia contro questo provvedimento, sembra che finalmente la civiltà sia riuscita a fare un passo in avanti contro interessi commerciali barbari e di scarso significato economico.

                                                   Luca Deaglio

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