Ideato solo nel 2004, è il fenomeno del momento e ha dato slancio al settore dei Social Network.
Di cosa parliamo? Di Facebook naturalmente che, progettato in origine per mettere in contatto gli universitari di Harvard, oggi connette in tutto il mondo 300 milioni di utenti (Figura 1).

È stato Mark Zuckerberg all'età di 19 anni a progettare e realizzare il portale che si impone come il secondo più visitato al mondo dopo Google.com (Figura 2), e la cui ascesa sembra inarrestabile: negli ultimi tre mesi ha superato Youtube, oggi al 4° posto, e Yahoo al 3°. Dal punto di vista economico Facebook ha un "free cash-flow" positivo, ovvero genera abbastanza ricavi da coprire tutti i propri costi operativi. All'inizio di quest'anno le previsioni sui guadagni di Facebook erano preoccupanti, tanto che si annunciava un calo nelle entrate a causa della recessione economica.

E, invece, Facebook conquista denaro, investitori e sponsor, tanto che, secondo il Wall Street Journal, chiuderà il 2009 con ricavi per circa 500 milioni di dollari, una crescita del 70% rispetto al 2008, e ha un valore stimato intorno a 6,5 miliardi di dollari.
L' ideatore è oggi l'uomo, anzi ragazzo (ha 25 anni), miliardario più giovane al mondo e fa parte della ristretta cerchia dei 400 americani più ricchi secondo le stime di Forbes al 30 settembre 2009.

Aumentano gli utenti di Internet che si collegano a Facebook - uno su quattro visita il sito - e aumenta anche il tempo giornaliero trascorso sul portale - circa 30 minuti  (Figura 3).

Ma cosa fa un utente su Facebook

(Figura 4)? Racconta di sé, allega fotografie al proprio profilo (e le "regala al portale" che ne diviene proprietario), cerca vecchi compagni di scuola, curiosa tra le informazioni altrui, gioca, chatta… ma anche trova lavoro con l'applicazione "Find a Better Job" sviluppata in seguito all'accordo che Facebook ha raggiunto con Careerbuilder.it, prioritizza gli appuntamenti della propria agenda personale grazie a Task Master, chiama tramite Skype, carica documenti, fa rivivere lingue "morte" come il latino e l'esperanto , si tiene informato grazie alle news offerte da quotidiani come La Stampa e Il Sole 24 Ore, fino ad annunciare matrimoni e suicidi (sono tristi casi di cronaca nera).

Nel mondo (Figura 5) sono gli USA ad avere il maggior numero di utenti (circa 87 milioni), poi Gran Bretagna e Turchia con rispettivamente 21 e 14 milioni di utenti, uno più uno meno. E in Italia?
Il nostro Paese è sesto nella speciale classifica con poco meno di 12 milioni di utenti.

La "febbre" di Facebook e dei social network dilaga, complice la diffusione della banda larga, lo sviluppo di interfacce accattivanti e soprattutto la soddisfazione da parte di questi strumenti di bisogni latenti e non latenti di milioni di persone.
Il successo di piattaforme spesso molto diverse tra loro come Facebook, Youtube, Gmail, Youtube, Myspace, Linkedin è proprio l'interazione delle persone.
Ed è possibile farlo anche comodamente dal proprio telefono cellulare. Negli ultimi due anni la crescita nel nostro Paese è stata esponenziale: da pochi centinaia di migliaia di utenti a inizio 2008 a quasi 12 milioni al 30 settembre 2009 (Figura 6).
Questo cosa vuol dire in termini relativi? Numeri alla mano, un italiano su cinque - neonati, bambini e ultra sessantacinquenni compresi - e un internauta su due sono utenti Facebook. Qual è l'identikit dell'italiano medio che usufruisce del portale? Maschio di età compresa tra i 19 e i 24 anni. Un dato su cui riflettere è questo: più del 40% degli utenti Facebook ha età inferiore di 24 anni (Figura 7). Sembra proprio sia diventato uno dei principali luoghi di socializzazione specialmente per giovanissimi (ma non solo). Tutte queste statistiche vanno comunque prese con cautela, dato che se è facile contare gli accessi a un sito, è meno semplice sapere cosa facciano gli utenti una volta aperta una pagina e a volte anche capire chi siano in realtà.

È una vera "mania", insomma,
con-causa della net-dipendenza di migliaia di internauti.
Secondo una ricerca effettuata da The Future Laboratory, istituto di ricerca britannico con sede a Londra, tale dipendenza coinvolge 2 utenti su 3 a diversi livelli: da una sensazione di ansietà a causa dell'"impossibilità di connessione" alla rete, a gravi forme di dipendenza comportamentale per il 3,7% dei 100.000 ragazzi coinvolti nell'indagine tra i 15 e i 21 anni. Il livello di allarmismo è tanto aumentato che si stanno aprendo i primi centri clinici - nel Mondo e in Italia - per la disintossicazione da "rete", il cosiddetto Internet Addiction Disorder, ed eccessivo coinvolgimento nelle relazioni nate sul web.

In conclusione, Facebook è uno strumento dalle grandi potenzialità, ma può causare diversi problemi di personalità se l'utilizzo che se ne fa è improprio; sta coinvolgendo sempre un maggior numero di utenti in ogni parte del mondo, dalla Turchia agli USA, dalla Thailandia all'Italia stessa e tale avanzata sembra inarrestabile. Il fondatore e CEO Mark Zuckerberg dichiara sul blog di Facebook che 300 milioni di utenti è sì un buon numero, ma solo la base di partenza per connettere tutti gli internauti al Mondo. L'obiettivo è molto ambizioso: ce la farà?

                                              Rocco Paradiso

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