La straordinaria crescita cinese degli ultimi anni ha determinato un miglioramento di diversi indicatori riguardanti la qualità della vita in Cina, permettendo, in primis, ad una cospicua parte di popolazione di uscire dallo stato di povertà in cui si trovava. Una crescita così rapida, favorita da scelte politiche precise, ha però generato degli scompensi e, per la prima volta, con l'undicesimo piano quinquennale il governo cinese si pone l'obiettivo di costruire una "società armoniosa"  (xiaokang).

L'obiettivo primario resta, senza dubbio, la crescita, ma ad essa sono affiancati altri obiettivi tra i quali ricoprono una fondamentale importanza:

-La riduzione della diseguaglianza tra classi sociali e regioni geografiche diverse;

-Una maggiore attenzione alle questioni ambientali e il raggiungimento di una maggior efficienza energetica.

Tratteremo, nel seguito dell'articolo, quest'ultimo punto, cercando di comprendere le origini delle problematiche ad oggi riscontrate e le possibili evoluzioni che è lecito attendersi.

La questione ambientale/energetica, oltre ad essere importante per raggiungere lo sviluppo equilibrato che il governo cinese intende perseguire, ha una forte rilevanza esterna, per due serie di ragioni. In primo luogo, per la dimensione della Cina e per il forte sviluppo che sta registrando la sua economia, l'inquinamento prodotto non può essere considerato un fenomeno locale in quanto ha forti ripercussioni a livello globale. In secondo luogo occorre considerare la forte pressione che la domanda cinese di risorse naturali (come il petrolio) determina sui prezzi delle risorse stesse a livello globale. La crescita della domanda cinese è il risultato congiunto della forte crescita economica unita ad una scarsa efficienza energetica, ed una maggior attenzione ad un uso razionale delle risorse è importante per un suo futuro contenimento.

Possiamo suddividere le problematiche ambientali in due macro-categorie: le problematiche relative all'inquinamento e le problematiche relative all'utilizzo intensivo (e scarsamente efficiente) di risorse naturali ed energetiche.

Il problema dell'inquinamento sta diventando rilevante in Cina in quanto, in questi anni di forte crescita, si è posta poca attenzione alle questioni ambientali, generando così situazioni di forte deterioramento (Figura1).Non è facile stimare il costo dell'inquinamento in termini quantitativi. Secondo alcuni studi (Peng e altri, 2002) il costo dell'inquinamento arrivava, già nel 1995, ad un valore pari al 7% del PIL (calcolando i danni alla salute e le morti premature). Kan e Chen, già in uno studio del 2004, stimavano che oltre 6 milioni di residenti, a Shangai, erano esposti a biossido di zolfo e biossido di azoto a livelli considerati pericolosi, e il costo stimato per la città destinato a spese mediche aggiuntive ammontava a 16 miliardi di dollari.

Per una riduzione dell'inquinamento delle città dovrebbe essere progressivamente abbandonato l'uso del carbone in favore del gas naturale (Figura 2).

Inoltre, come si rileva in un report della World Bank (China's Development Priorities, 2006) la Cina ha un ampio ventaglio di possibili interventi. In particolare, si osserva come:

-Il tasso di urbanizzazione (Figura 3) è ancora relativamente basso, ed è quindi possibile strutturare le città con le infrastrutture adeguate per contenere i futuri livelli di inquinamento;

-Pur dovendo mantenere come obiettivo primario la crescita (necessaria per la riduzione della povertà), si possono ipotizzare diverse policy per il contenimento della domanda e per una più elevata efficienza energetica;

-L'adozione di una "contabilità ambientale" faciliterebbe l'opera di adozione di politiche contro l'inquinamento, consentendo una più agevole misurazione dei danni causati.

Un'altra faccia del problema dell'inquinamento è il fenomeno dello sfruttamento intensivo (e poco efficiente) delle risorse naturali, in particolar modo dell'acqua e delle fonti di energia.

Sempre secondo la Banca Mondiale l'inquinamento delle acque (Figura 4)rende inadatta ad essere utilizzata il 70% dell'acqua disponibile e si osservano fenomeni sempre più diffusi di siccità dei fiumi e di riduzione delle aree dei laghi.
Tre tipi di politiche sono auspicabili:

-L'incentivazione di tecnologie che riducano l'inquinamento delle acque;

-L'introduzione di standard più severi per limitare l'utilizzo dell'acqua;

-L'adozione di politiche di prezzo più coerenti: nonostante la scarsità di acqua disponibile ed utilizzabile, il prezzo rimane basso in confronto ad altre nazioni relativamente più dotate di acqua.

Politiche simili (di prezzo e di incentivi) sono anche auspicabili in campo energetico. La Cina ha di fatto migliorato la propria efficienza energetica, ma rimangono differenze notevoli (Figura 5)rispetto ad altri paesi sviluppati.

Fino ad oggi il relativo miglioramento tecnologico ha permesso di raggiungere una maggior efficienza energetica; in futuro è verosimile che una forte spinta il tal senso arrivi dalla variazione della composizione settoriale del PIL, con la crescita dell'importanza dei servizi (poco inquinanti) rispetto all'industria (fonte principale di inquinamento - Figura 6 -).

Il raggiungimento di una maggior efficienza avrà poi anche l'"effetto collaterale" di smorzare le tensioni sul mercato delle risorse energetiche provocate dalla crescente domanda da parte cinese (Figura 7).

Inquinamento, utilizzo di energia e crescita economica sono fenomeni, come abbiamo visto, strettamente collegati, di rilevanza interna ed estera e gli sviluppi determinati dal nuovo corso cinese avranno quindi rilevanza a livello globale.

                                          Gabriele Guggiola

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