L'indice FTSE 100 della Borsa di Londra ha perso il 30% circa dai massimi di un anno fa (Figura 1): non si tratta chiaramente di un movimento "anomalo" rispetto al quadro dei principali listini, che più o meno hanno lasciato sul terreno percentuali analoghe.

La situazione londinese sta presentando però delle possibili conseguenze degne di nota. Gli svarioni borsistici e l'aria di crisi del sistema bancario in generale fanno aleggiare ripercussioni anche sul settore della costruzione edile: ricordiamo che Londra aveva già iniziato l'importante maquillage per presentarsi al meglio all'appuntamento delle Olimpiadi 2012.

La City, il cuore pulsante di Londra, l'emblema stesso dell'attività economico-finanziaria, brulicava di progetti se non di cantieri aperti. I committenti di tali progetti, finalizzati alla costruzioni di Torri o grattacieli, erano costituiti da istituzioni del sistema bancario, finanziario o assicurativo.
Nell'era del "sempre più in alto", sono le Torri (o grattacieli come si chiamavano 30 o 40 anni fa) a concretizzare l'idea di potere ed attivismo economico.
La Figura 2 conferma come fra i 21 edifici più alti di Londra (in ordine di numero di piani), ben 6 (sfondo giallo) sono classificati in costruzione, due hanno il progetto approvato, uno è stato cancellato da tempo e un altro è rimasto "mai iniziato".

Tuttavia l'ondata di crisi borsistica sta obbligando alla revisione dei programmi impostati nel recente passato. Una delle principali società di costruzioni britanniche, la British Land (quotata in Borsa), ha annunciato, al 30 giugno, risultati decisamente "sofferenti": la valutazione del portafoglio immobiliare è calata del 5%, addirittura del 10% a livello di valore netto degli asset per singola azione, il tutto condizionato dal difficile quadro di mercato (Figura 3) e dalle tensioni finanziarie e sui tassi di interesse.

La Bristih Land già qualche settimana fa ha annunciato di voler allungare la tempistica di realizzazione di una Torre ufficialmente denominata The Leadenhall Building, ma amichevolmente soprannominata The Cheesegrater, ovvero la Grattugia (Figura 4), per la sua particolare forma a piramide tronca, un po' stile piramide atzeca (naturalmente in acciaio e vetro). Si tratta di un edificio che si inserirebbe al quinto posto come numero di piani, vantando però un'altezza di 225 metri, e che doveva esser pronto per il 2011. Per ora il rinvio è di un solo anno (consegna 2012), ma mette in evidenza la crisi dell'attività edile nella City, conseguente all'andamento critico dei mercati  finanziari.

 

Il rinvio della Grattugia allunga non poche ombre sulle altre opere londinesi in programma proprio con proiezione Olimpiadi 2012: fra queste si distingue il Pinnacle (Figura 5), una torre di vetro e acciaio a forma di giornale ripiegato di sbieco. Con i suoi 64 piani e 288 metri, il Pinnacle si posizionerebbe al secondo posto effettivo della classifica londinese e sembrerebbe destinato, per la particolare silhouette, a caratterizzare lo skyline londinese a partire dalla consegna prevista nel 2010.

Non ci sono per ora annunci ufficiali di rinvii né per il Pinnacle, né per altri edifici in cantiere, come la Heron Tower (46 piani e 242 metri) il cui cantiere funziona regolarmente e dovrebbe concludersi nel 2011.
A cantiere aperto si trova anche lo smantellamento di un edificio, al fine di fare posto per il fantascientifico Shard of Glass (Figura 6), posto in corrispondenza di London Bridge. Si tratta di un'avveniristica guglia a forma di punta di freccia, progettata dall'italiano Renzo Piano: sarà alta 72 piani e 310 metri (record londinese) e la consegna è per ora prevista nel 2011.

L'edificio più elevato di Londra (385 metri) sarebbe stata la Millenium Tower, il cui progetto è stato però definitivamente accantonato nel 1996, dopo mille traversie, tra cui alcuni attentati dell'IRA. Questa Torre non doveva trovare posto nella City vera e propria, ma un po' più in là lungo le rive del Tamigi, ovvero a Canary Wharf, il centro direzionale preferito dalla Banche USA per la loro sede londinese e caratterizzato ora da tre torri .

E' proprio la grave crisi delle banche USA a scompaginare l'attività immobiliare ed edile della città di Londra. Per esempio Bear Sterns, riacciuffiata per il rotto della cuffia dal baratro finanziario, non va più ad occupare il grattacielo che aveva prenotato.
Ancora più pesante il contraccolpo del fallimento della Lehman Brothers, che ha sgomberato in fretta e furia la sua sede londinese alta 31 piani.

Hanno recentemente fatto il giro del mondo le foto dei money manager di Lehman che uscivano dai loro uffici tenendo in mano gli scatoloni da trasloco con i loro effetti personali……ma forse non sono gli unici danneggiati e probabilmente i capomastri della City stanno soffrendo anche loro per  l'effetto grattugia conseguente alle inconsuete difficoltà del settore finanziario.

                                                 Carlo Crovella

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