Dallo scorso 5 Agosto 33 minatori,  sopravvissuti al crollo di una miniera di rame e oro  a San Jose'nella regione di Atacama nel Cile settentrionale, sono rimasti bloccati nel sottosuolo a 700 metri di profondità. La miniera è di proprietà dell'impresa mineraria San Esteban,  che ha dichiarato di essere sull'orlo della bancarotta e di non poter assicurare il salvataggio dei lavoratori né il loro eventuale stipendio. Fortunatamente il caso ha avuto vasta eco internazionale e sono giunti in soccorso mezzi e tecnologie in grado di riportare in superficie gli sfortunati minatori.

Approfittiamo di questo evento che ha avuto grande risonanza mediatica per analizzare il mercato del rame, metallo facilmente reperibile in natura,  il primo dopo l'oro ad essere stato ampiamente usato dall'uomo, al punto da dare il nome al periodo storico (età del rame), successivo all'età della pietra. Gli oggetti di rame più antichi sono gioielli provenienti dall'Egitto (4500 a.C), ma fin dal 3500 a.C. si incominciò a fondere questo metallo ottenendolo per riduzione dai suoi minerali: perciò il rame è il primo metallo in assoluto estratto dall'uomo. Intorno al 3000 a.C. il rame viene legato allo stagno per ottenere il bronzo: è la cosiddetta età del bronzo, che precede quella del ferro.

Metallo di colore rosso, deve il  successo iniziale anche alla sua relativamente bassa temperatura di fusione per l'eliminazione delle scorie, oltre che alla spiccata attitudine a legarsi con altri metalli, formando un elevatissimo numero di leghe di interesse tecnologico.

Il rame è un materiale ancor'oggi indispensabile in numerosissime applicazioni, grazie alle sue proprietà fisiche e meccaniche: è il miglior conduttore elettrico e di calore dopo l'argento e pertanto offre il miglior compromesso tra caratteristiche tecnologiche e  risparmio economico, ha un'alta resistenza  alla corrosione, è privo di magnetismo ed è al 100% riciclabile.

Il rame, nelle sue diverse varietà, viene estratto in miniere a cielo aperto o in gallerie; il principale produttore mondiale è di gran lunga il Cile, seguito da Perù e Stati Uniti (Figura 1), ma la produzione è assai diversificata nel mondo intero, al punto che tutte le nazioni che non rientrano nei primi 7 posti come produttori totalizzano insieme ben il 41% del totale (Figura 2).

I continenti con la maggior produzione di rame sono nell'ordine Asia e  Americhe (Figura 3), ma i più significativi aumenti nell'estrazione di questo metallo nel 2009 si sono registrati in Africa, soprattutto in Zambia e Repubblica Democratica del Congo, nell'area di confine tra questi due paesi denominata "African copper belt" oltre che nella Nuova Guinea indonesiana. Ciò ha  compensato il netto calo nella produzione da parte di Perù e, soprattutto Stati Uniti e Cile.

Nel corso del 2010 la situazione si è aggravata in Cile, prima con il clamoroso sciopero di oltre seimila lavoratori della miniera a cielo aperto più importante al mondo, di proprietà della compagnia statale Corporación del Cobre (Codelco), che si rifiutava di concedere ai minatori migliorie economiche e poi con il disastroso terremoto di fine febbraio che ha messo in ginocchio il settore provocando cali nella produzione e fallimenti.

 

 

Il prezzo del metallo, già in risalita in seguito al parziale miglioramento dell'economia mondiale dopo la forte recessione del 2008, è letteralmente schizzato alle stelle ed è addirittura raddoppiato negli ultimi dodici mesi (Figura 4).

Analizzando l'andamento del prezzo negli ultimi anni possiamo notare il fortissimo aumento (circa il 65%) fra il 2005 e il 2006, anni in cui tutti i metalli ebbero quotazioni in rialzo soprattutto a causa delle speculazioni del mercato, una serie di rimbalzi nel 2008 che raggiunsero massimi a cavallo degli 8.500 Dollari per tonnellata e un successivo crollo del 54%, addirittura superiore a quello delle Borse, fino all'attuale nuova impennata.

I forti aumenti del prezzo del rame sono spiegati anche con l'ormai onnipresente giustificazione della maggiore richiesta di alcune grandi economie in sviluppo, come quella cinese (Figura 5) e quella indiana, Paesi che stanno costruendo infrastrutture (ad esempio elettrodotti, centrali elettriche, sistemi di comunicazione e telecomunicazione) che richiedono un massiccio impiego di questo metallo.

Malgrado i problemi del Cile, l' International Copper Studies Group [ICSG] prevede nel 2010 un generale aumento della produzione mondiale di circa il 2%, invertendo l'attuale tendenza che vede la capacità delle raffinerie superare la capacità di estrazione dalle miniere.
Queste sono in genere di proprietà di grandi multinazionali, fra le più ricche al mondo in assoluto e presenti nel settore estrattivo di molti altri minerali, come Rio Tinto, BHP Billiton e Freeport Mc Moran, oltre alle cilene Antofagasta e Codelco.

Le alte quotazioni raggiunte dal rame hanno da qualche anno anche preoccupanti ripercussioni nella vita di tutti i giorni, a causa del continuo aumento di furti di questo metallo che si è già guadagnato il nome di "oro rosso".

La febbre da "oro rosso" che ha contagiato il nostro Paese è salita in virtù del fatto che il metallo ha ormai un mercato nero internazionale, ma il furto di rame è comunque molto praticato anche nel resto d'Europa, soprattutto in Polonia, Germania, dove il numero dei furti è in forte aumento, e Austria .

Ad essere presi di mira sono cimiteri, chiese, industrie ma soprattutto le linee ferroviarie, che usano le qualità migliori per purezza: i furti si sono moltiplicati sui binari morti, negli scali ferroviari in disuso, ma anche sulle stesse reti un po' ovunque nel nostro paese, con danni superiori ai tre milioni di euro all'anno e forti disagi e ritardi per gli utenti, in quanto la sottrazione dei cavi fa scattare i meccanismi di sicurezza che interrompono il circuito, bloccando la corrente e quindi la linea.

La maggior parte delle esportazioni riguarda i Paesi dell'Est fino all'Estremo Oriente. Il mercato clandestino non sembra gestito da organizzazioni criminali ma, secondo i dati della polizia, piuttosto da bande di nomadi che lo rivendono ai grossisti.

                                                   Luca Deaglio

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