Quanto conta un sistema d'istruzione d'alto livello nelle economie contemporanee? Moltissimo, secondo il Consiglio europeo svoltosi a Lisbona il 23 e il 24 marzo 2000.  L'istruzione e la formazione costituiscono un obiettivo prioritario non solo per l'innovazione e la competitività a lungo termine, ma anche per l'integrazione sociale e l'autorealizzazione dei cittadini dell'Unione.

La necessità di essere più competitivi nei confronti degli Stati Uniti d'America e di nuove potenze emergenti, come Cina ed India, va di pari passo con l'esigenza di valorizzare il capitale umano e culturale di cui l'insieme degli stati europei dispone. Dinnanzi ad un mercato del lavoro in mutamento che privilegia un tipo di impiego più flessibile e meno duraturo,, le politiche di istruzione tentano di adeguarsi. Da questo punto di vista, è importante promuovere una maggiore cooperazione tra sistemi educativi nazionali e la conoscenza delle lingue comunitarie, tenendo conto dell'enorme potenziale dell'apprendimento a distanza offertoci da internet. Tutti elementi che giocherebbero un ruolo chiave in prospettiva dell'obiettivo di "diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo entro il 2010"". Nonostante il raggiungimento di un simile traguardo sembri lontano nel tempo, può essere utile trarre un bilancio dei risultati raggiunti sinora.

Come far coincidere le tante realtà locali e nazionali con l'esigenza di una maggiore mobilità tra Stati membri? La strada intrapresa va nella direzione di un'armonizzazione dei criteri di commutazione e riconoscimento dei titoli accademici e professionali comune al mercato europeo.

Il curriculum di oggi e di domani: l'imperativo del "lifelong learning"

Tre sono gli imperativi della formazione che i Paesi europei si impegnano a rendere una realtà per studenti e lavoratori. Prima di tutti la mobilità (Figura 1), resa possibile da un sistema comune di riconoscimento delle competenze di ciascuno, secondariamente la conoscenza delle lingue straniere, incentivata tramite occasioni di soggiorno e studio all'estero. Non da ultimo viene l'imperativo del "Lifelong learning", poco incisivamente tradotto in italiano come apprendimento permanente.

Il Lifelong learning comprende una formazione a scopo personale così come professionale. Tale concezione vede nell' apprendimento permanente un investimento nelle persone e nella conoscenza. Questo percorso può svilupparsi in ambiti differenti, ma anche al di fuori dei consueti circuiti formativi, con l'obiettivo di garantire a persone di ogni età un equo e libero accesso ad un'istruzione di alta qualità e ad una varietà di esperienze formative in tutta Europa. Sino ad oggi, quattro sono i programmi attivati: Comenius, per l'istruzione scolastica materna, elementare e secondaria, Erasmus per l'insegnamento universitario (Figura 2), Grundtvig per gli adulti ed Eurydice predisposto per lo scambio di best practices sulla scuola

Verso una maggiore armonizzazione del riconoscimento delle qualifiche

 Attualmente, una delle priorità della Commissione è il Quadro europeo delle qualifiche (EQF nella sigla inglese), pubblicato l'8 luglio 2005. Con questa iniziativa si intende facilitare la trascrizione e il riconoscimento delle qualifiche individuali, creando un legame d'interdipendenza tra i sistemi di qualifica a livello nazionale e quelli settoriali. L'EQF avrà la funzione di "traduttore" delle qualifiche e sarà uno dei principali meccanismi predisposti a facilitare la mobilità dei cittadini, siano essi studenti o lavoratori. Inoltre, fornirà una base per il potenziamento e l'aggiornamento di strumenti già esistenti come il Sistema europeo di Trasferimento Crediti (ECTS) per l'istruzione superiore e quello analogo per la formazione professionale (ECVET), oltre che Europass, lo strumento che ad oggi predispone la leggibilità di diplomi, certificati e competenze a livello europeo.

Il Quadro europeo delle qualifiche è costituito da un insieme di otto livelli di riferimento che descrivono le conoscenze e le capacità di ciascuno. La novità è che si punta sui risultati dell'apprendimento introducendo un linguaggio comune che rende possibile comparare i titoli secondo il loro profilo e i loro contenuti e non secondo metodi e processi di acquisizione.

Nell'EQF i risultati dell'apprendimento sono definiti da una combinazione di conoscenze, abilità e competenze e gli otto livelli sono applicabili all'intera gamma delle qualifiche, da quelle ottenute al termine dell'istruzione e della formazione obbligatoria a quelle assegnate ai più alti livelli di istruzione e formazione accademica e professionale.

Il 5 settembre 2006, la Commissione ha adottato una proposta di raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla sua istituzione. La proposta è attualmente all'esame del Parlamento europeo e la sua adozione è prevista entro il 2007, mentre sarebbe previsto che gli Stati membri colleghino i propri sistemi nazionali di qualifica all'EQF entro il 2009.

 

Resta da sottolineare che questa serie di programmi ed iniziative non si arresta ai soli stati membri dell'Unione europea. Essi s'iscrivono in una più ampia strategia promossa dal Consiglio d'Europa, nota con il nome di Processo di Bologna, che ha avuto inizio nel 1999 e comprende 45 Paesi, tra cui la Russia e l'Azerbaijan. Inoltre, la promozione di un'economia dell'informazione e della conoscenza viene portata avanti anche nei paesi extra europei, specialmente nei Paesi del Maghreb e del Medio Oriente, tramite l'attività della European Training Foundation, l'Agenzia europea con sede a Torino.

                                              Marta Semplici 

Commenti

Comments are now closed for this entry