L’Unione Europea è la seconda potenza mondiale del settore aerospaziale. A differenza degli Stati Uniti,  le attività più avanzate, anche in termini di implicazioni strategiche, si concentrano nell’ambito civile.

 Alcuni paesi hanno una solida tradizione nella ricerca e nello sviluppo di programmi spaziali, come l’Italia, la Gran Bretagna e soprattutto la Francia (i cui investimenti coprono la metà del totale degli investimenti europei, sia in ambito civile sia in ambito militare). Dal 1975 le principali attività comuni vengono condotte dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) (Figura 1), un’organizzazione intergovernativa cui è diretta più della metà della spesa pubblica europea nel settore, contro il 29% delle agenzie nazionali (ESA, 2005). I principali contributori sono: Francia (29,9%), Germania (22,6%), Italia (14,2%) (Figura 2). La gran parte dei fondi e le attività più avanzate riguardano programmi a partecipazione facoltativa, tra i quali lo sviluppo di lanciatori, i voli abitati (missioni spaziali con equipaggio), l’osservazione della Terra, la navigazione satellitare, le telecomunicazioni, la ricerca in microgravità (Figura 3 e Figura 4). Fin dalle origini uno dei settori più moderni è quello dei lanciatori, con il vettore Ariane, di fabbricazione francese, che dal 1979 al 2006 ha effettuato più di 160 lanci, mettendo in orbita con successo più di 260 satelliti tra militari, civili e commerciali.

 Nel 1998 i paesi europei, in un quadro di collaborazione tra ESA e UE, hanno dato vita al programma Galileo, un sistema di navigazione satellitare composto da 27 satelliti operativi collocati su tre orbite circolari, che infrange il monopolio del GPS americano. La sua entrata in servizio è prevista per il 2008, ma ha già suscitato interesse in tutto il mondo, tanto che nel 2003 la Cina ha firmato un accordo di partecipazione al progetto. Galileo risponde esclusivamente ad autorità civili, ma la sua realizzazione è stata accolta con preoccupazione dagli USA, che vedono diminuire il proprio vantaggio competitivo e vengono esclusi dal controllo di una fonte di informazioni che potrebbe essere sfruttata da terzi a fini non pacifici. Per questo motivo si è aperta una querelle tra UE e USA sulla gestione del codice del segnale satellitare.

 

I satelliti costituiscono uno dei pochi ambiti dell’attività spaziale europea in cui c’è una forte partecipazione del settore militare. Di recente sono stati lanciati diversi programmi relativi a sistemi di telecomunicazioni a supporto delle agenzie nazionali di difesa (che altrimenti dovrebbero affidarsi a infrastrutture non europee): Syracuse 3 (Francia), Skynet 5 (UK), Spainsat (Spagna), G MilSatCom (Germania) e Sicral (Italia). Un accordo di cooperazione tra Francia e Italia è stato firmato nel 2001, in relazione allo sviluppo di due missioni tecnicamente complementari: Helios II (Francia), satellite specializzato nelle immagini ottiche di alta risoluzione, e Cosmo SkyMed  (Italia), una costellazione di satelliti per l’acquisizione di immagini radar di alta risoluzione.

 I due paesi collaborano anche a livello industriale. Nel 2005 Alcatel e Finmeccanica hanno annunciato una fusione che ha portato alla creazione di due società, Alcatel Alenia Space, specializzata nei sistemi spaziali, e Telespazio, operante nel campo dei servizi satellitari. La prima azienda europea del settore è la EADS, impresa di proprietà francese, tedesca e spagnola che raccoglie più della metà degli utili dell’intero mercato europeo e occupa la terza posizione a livello mondiale dietro i due colossi americani Boeing e Lockheed Martin. La quota di mercato per prodotto vede al primo posto i satelliti (46%), seguiti dai lanciatori (29%) (Figura 5)

 Il quadro di raccordo delle politiche europee è stato formulato nel Libro Bianco della Commissione Europea sulla European Space Policy (2003). Lo spazio è stato menzionato come “asset strategico” addirittura nel testo della Costituzione Europea. Il settimo programma quadro per la ricerca europea (FP7-2007/2013) prevede spese fino a 10 miliardi €, concentrate in tre aree: tecnologie per l’exploitation dello Spazio nei settori della navigazione, osservazione della Terra e telecomunicazioni; tecnologie relative ai sistemi di trasporto per un “Independent access to Space”; attività scientifiche spaziali connesse alla Stazione Spaziale Internazionale ed ai programmi di esplorazione.

                                           Stefano Procacci

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