Il Six Sigma rappresenta l'ultima frontiera in termini di metodologie per la qualità.
Si tratta di una metodologia che mira a misurare e migliorare le performance di un processo utilizzando tecniche statistiche e analisi dei dati. E soprattutto, mira a prevenire la difettosità di un prodotto anziché correggerla a posteriori con appositi controlli di qualità.

La cultura del Six Sigma (Figura 1) è nata e si è affermata nei grandi gruppi industriali a partire dagli anni Ottanta, come evoluzione delle logiche di Total Quality Management.

La metodologia ricevette grande notorietà quando, nei primi mesi del 1987, Motorola ideò un programma per fronteggiare la concorrenza che forniva semiconduttori di qualità superiore. L'iniziativa, che venne chiamata "The Six Sigma Quality Program", aveva l'obiettivo di ottenere una difettosità tendente a zero, migliorando la qualità di prodotti e servizi di 10 volte entro il 1989, di 100 volte entro il 1991 e raggiungere le fatidiche sei sigma entro il 1992 in tutte le attività Motorola nel mondo (secondo le regole della distribuzione normale, solo lo 0,00034% degli eventi cade fuori dall'intervallo +/- 6 sigma. Tradotto in termini produttivi significa che, su un milione di pezzi prodotti, solo 3,4 risulteranno difettosi).

I risultati furono ragguardevoli, e furono raggiunti attraverso la responsabilizzazione di tutti i dipendenti, l'attenzione verso qualsiasi suggerimento e la valutazione e l'implementazione continua di possibili azioni di miglioramento.

L'altra grande azienda che ha contribuito a consolidare e diffondere il Six Sigma è stata la General Electric, che ha stimato i risparmi ottenuti applicando la metodologia nell'ordine dei 6 miliardi di dollari in 5 anni (su 75 di fatturato).

Tra il 1996 ed il 1999 numerosi rappresentanti della grande industria U.S.A. ne seguivano l'esempio, (Honeywell, Allied Signal, ABB, Xerox, Polaroid, Texas Instruments, Whirlpool, Nokia, Sony, Dell Computer, American Express, Hertz, ecc.). Ad oggi, circa l'80% delle prime l00 aziende mondiali censite da Fortune, ed il 50% delle prime 500, utilizzano correntemente il Six Sigma e dichiarano di aver ottenuto grazie alla sua applicazione, risparmi consistenti.

Il Six Sigma è solamente l'ultima evoluzione dei sistemi per la gestione della qualità (Figura 2).
L'esigenza di controllare la qualità in maniera sistematica nasce in ambiti, quali quello aeronautico o militare, nei quali è necessario minimizzare le possibilità di errore. Inoltre, in seguito alla crescita delle dimensioni medie delle imprese, è venuta progressivamente meno la possibilità di effettuare controlli diretti (da parte dei manager e degli imprenditori).

 

Occorreva, a fronte di organizzazioni sempre più complesse, ricorrere a una formalizzazione delle procedure e a una chiara identificazione di ruoli e responsabilità all'interno dell'azienda.

Il miglioramento continuo (Figura 3), il coinvolgimento di tutti i dipendenti nella ricerca di soluzioni innovative e l'enfasi sulla formazione diventano presto elementi fondamentali che concorrono al successo delle grandi multinazionali.

Le aziende diventano sistemi aperti, che si confrontano continuamente con l'esterno. In quest'ottica si sviluppano sia la filosofia del Total Quality Management sia premi per la qualità. Nati in Giappone, questi premi  scatenano una vera e propria corsa delle imprese per dimostrare l'eccellenza della propria organizzazione. La loro importanza va, però, ben oltre il riconoscimento dato ad alcune aziende particolarmente meritevoli. Attraverso questo tipo di competizioni i casi di successo vengono, infatti, analizzati e portati a conoscenza del grande pubblico, favorendo così lo scambio di conoscenze e promuovendo, tramite l'effetto imitazione, l'adozione delle modalità produttive più efficienti.

Solo grazie a queste evoluzioni storiche nelle metodologie per la gestione della qualità è stato possibile arrivare alla metodologia del Six Sigma.

Con l'attuale crisi economica molte imprese si sono scontrate con l'esigenza di ridurre, in tempi rapidi, i propri costi.
Il Six Sigma ha attraversato così una nuova fase di successo, grazie alla capacità di associare obiettivi quali la  riduzione dei costi e l'aumento della qualità sostenendo che, contrariamente all'opinione comune, è possibile risparmiare e ottenere prodotti di qualità superiore contemporaneamente.

L'approccio Six Sigma è stato così applicato in questi mesi, oltre che all'ambito produttivo, anche ai servizi e ai processi amministrativi e finanziari e su aree maggiormente vicine al cliente (quali la post vendita), contribuendo ad aumentare la competitività delle imprese.

Adottare metodologie strutturate quali il Six Sigma o la Lean Production si sta quindi rivelando importante per permettere alle imprese di superare l'attuale momento di crisi ed essere attrezzate per affrontare un futuro aumento della domanda.

In periodi critici la normale tendenza è quella di ridurre drasticamente gli investimenti. È invece importante tagliare i costi senza pregiudicare la qualità dei prodotti e senza perdere il know how acquisito per non perdere la capacità di essere competitivi.

                                          Gabriele Guggiola

 

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