L'energia eolica sta rapidamente assumendo un ruolo sempre più importante nel variegato insieme delle fonti energetiche a nostra disposizione: dall'inizio del XXI secolo la sua potenza complessiva mondiale è cresciuta di circa nove volte (Figura 1).  

Il tentativo dei governi di liberarsi dalla dipendenza dalle oscillazioni dei prezzi dei combustibili fossili e di ridurre le emissioni nocive ha senz'altro favorito il ricorso al vento, una risorsa presente quasi ovunque, abbondante e inestinguibile e che, soprattutto, non richiede alcun carburante.

In uno studio del 2009 sulle risorse eoliche mondiali, scienziati della Harvard University hanno concluso che i 10 paesi con le più alte emissioni di anidride carbonica potrebbero soddisfare tutti i loro bisogni elettrici usando solo il vento. Naturalmente il progresso tecnologico farà sì che nel mondo del futuro saranno usate diverse forme di approvvigionamento energetico, ma non ci sono ormai più dubbi sul ruolo di primo piano dell'eolico come sostituto dei combustibili fossili nell'ottica di un miglioramento dell'aria che respiriamo.

Come si può notare dalla Figura 2, l'Europa come continente è da sempre stata all'avanguardia nel ricorso all'energia eolica, almeno fino al 2009, quando è stata superata di poco dal nord America e nettamente dall'Asia.
Nel 2009 sono stati installati in Europa impianti per energia eolica per un totale di 10526 MegaWatt, 10163 dei quali nei paesi delll'Unione, con una crescita del mercato del 23% rispetto all'anno precedente e con investimenti che hanno raggiunto i 13 miliardi di euro

I nuovi impianti nell'UE sono situati in gran parte a terra (9851MW) e per il resto (582MW) offshore, cioè ad alcune miglia dalla costa di mari o laghi, al fine di sfruttarne le correnti; quest'ultimo settore in particolare è cresciuto ben del 56% rispetto all'anno precedente ed è sviluppato soprattutto nel Regno Unito e in Danimarca. All'inizio di dicembre dieci paesi del nord Europa hanno firmato un importante accordo (denominato Memorandum of Understanding) per creare una rete di distribuzione di energia elettrica prodotta proprio dal vento sugli impianti offshore del mare del Nord.

Ciò ha fatto sì che, per il secondo anno consecutivo, l'eolico sia stata la prima tecnologia in assoluto (39% del totale) fra tutte quelle che generano elettricità, per quanto riguarda le nuove installazioni, davanti a gas e solare. D'altra parte il 2009 è stato anche il secondo anno consecutivo in cui le rinnovabili nel loro insieme hanno superato il 50% delle nuove installazioni (il 62%, per la precisione) confermando una tendenza in crescita nell'ultimo decennio (Figura 3).

Settori come il nucleare e il carbone registrano addirittura arretramenti invece di espandersi.

Il paese europeo in maggior crescita nell'utilizzo di questa fonte nel 2009 è la Spagna, davanti a Germania, che rimane leader nella capacità totale installata (Figura 4), Italia, Francia e Regno Unito; in forte crescita è anche la produzione di Portogallo, Svezia, Danimarca e Irlanda.
La Danimarca in particolare, al nono posto mondiale assoluto, con ben un quinto di tutta la sua elettricità prodotta da energia eolica guida altresì la classifica sotto questo punto di vista.

 

Ma il 2009 è stato un anno positivo per l'eolico anche in Cina (Figura 5), la quale ha più che raddoppiato la sua produzione, da 12,1 Gigawatt nel 2008 a 25,1nel 2009. Sei province particolarmente ventose nel nord - nord ovest del paese sono state selezionate per ospitare 7 enormi impianti eolici che una volta completati saranno in grado di fornire energia in una quantità superiore a quella ottenuta dall'eolico in tutto il mondo nel 2008.
Grazie alle nuove leggi approvate, la Cina continuando di questo passo raggiungerà in pochi anni la leadership anche in questo settore.

A livello complessivo mondiale l'aumento è stato ben del 31%, da 120,5 GW nel 2008 a 157,9 nel 2009, facilmente spiegabile con l'esigenza di ridurre le emissioni dannose di Co2, ma sorprendente se consideriamo la critica  congiuntura economica di molte nazioni. Si stima che l'attuale capacità di produzione dell'eolico possa soddisfare la domanda di elettricità residenziale di 250 milioni di persone e oltre 70 paesi si sono dotati in diversa misura di questa tecnologia (Figura 6).

L'Unione Europea nel suo insieme rimane ancora al primo posto nella produzione di elettricità e nel numero di insediamenti eolici, per quanto il più grande produttore individuale siano gli Stati Uniti (con il Texas di gran lunga stato leader), al secondo posto anche nell'installazione di nuovi impianti nel 2009, grazie soprattutto all'American Recovery and Reinvestment Act che ha stanziato 68 miliardi dollari per incentivare il mercato delle energie rinnovabili.

Se dunque UE, USA e Cina dominano la scena mondiale, altri paesi stanno percorrendo la stessa strada; l'India, pur se in calo nel 2009, è stato il quinto paese a superare i 10000 MW di energia eolica installata, il Canada sta affrontando significativi passi in avanti.

America Latina e Africa, ricche di questa risorsa ma ancora poco sviluppate, stanno lentamente tentando di affermarsi, in particolare Brasile, Messico e Cile da una parte ed Egitto, Marocco e Kenya dall'altra.

Gli impianti eolici consentono di abbattere il costo del chilowattora elettrico con l'utilizzo di pale lunghe ed efficienti, dalla produzione di diversi megawatt ciascuna. Una maggiore potenza elettrica in termini di megawatt significa quindi risparmi sui costi di produzione, ma anche pale più lunghe e visibili da grandi distanze, con un maggiore impatto ambientale sul paesaggio, difficile da attenuare date le altezze degli impianti.

E' importante quindi cercare un compromesso fra le due diverse esigenze per evitare pericolose speculazioni e polemiche sorte soprattutto nel nostro paese, dove dopo anni di ritardi e stagnazione si è registrato nell'ultimo biennio un autentico boom dell'eolico, non sempre con nobili fini, come nel caso delle cosiddette eco-mafie che, secondo recenti indagini,  avrebbero iniziato ad accaparrarsi illecitamente i milioni di euro del Governo italiano e dell'Unione europea destinati a promuovere l'utilizzo dell'energia alternativa.

                                                   Luca Deaglio

 

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