Quando si acquista un telefono cellulare a un'asta online da un venditore canadese, piuttosto che quando si decide di investire parte dei propri risparmi in un ETF o in un bond argentino, si prendono decisioni finanziarie che spesso non sono semplici quanto potrebbe indurci a pensare il fatto che basta premere sul tasto d'invio per finalizzare l'ordine di acquisto.

E se non è certo richiesta una laurea in economia per decidere se comprare un paio di scarpe online oppure nel negozio sotto casa, troppo spesso si tende a sottovalutare l'importanza di avere conoscenze economico-finanziarie basilari.

Le scelte finanziarie sono entrate a far parte della vita di tutti. Dietro al rapido sviluppo dei mercati reali e finanziari degli ultimi decenni, ci sono merci e servizi scambiati tra paesi più o meno lontani attraverso canali di vendita tradizionali e online; e prodotti finanziari più o meno complessi che, un tempo accessibili solo a esperti del settore in un numero piuttosto contenuto, oggi sono a disposizione di chiunque abbia un conto online in grandi quantità e varietà.

La Figura 1 descrive fenomeni noti.
Gli scambi di merci e servizi, misurati come la somma di esportazioni e importazioni in rapporto al PIL, quelli che più hanno risentito della crisi come mostra il calo della linea blu nel 2008-09, tra il 1980 e il 2007 erano aumentati del 48 %. Uno sviluppo impressionante, anche se non tanto quanto quello del volume degli scambi di attività finanziarie (misurato dal peso del credito privato sul PIL) che nello stesso periodo era più che raddoppiato, registrando un aumento del 130%, numero che sale a 160% se si considera il valore raggiunto nel 2009.

Accanto alla sofisticazione e alla proliferazione di sistemi di scambio di beni e servizi reali e finanziari, oggi alla portata di chiunque voglia utilizzarli, ci sono decisioni che riguardano la gestione della propria carriera lavorativa e contributiva e, più in generale, la pianificazione del piano d'investimento dei propri risparmi nell'arco della vita. Individui e famiglie si trovano continuamente, volenti o nolenti, a fare scelte un tempo demandate allo stato o al datore di lavoro. Il punto è, hanno le competenze necessarie per fare la scelta migliore, o quantomeno per non prendere terribili cantonate?

Un semplice sistema per valutare il proprio grado di competenza finanziaria di base, anche detta alfabetizzazione finanziaria, può essere quello di provare a rispondere alle domande riportate in Figura 2. Domande che dovrebbero apparire semplici a chi abbia seguito un corso di economia, ma che risultano ostiche alla maggior parte della popolazione. Studi condotti su paesi avanzati quali Germania, Giappone, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, Russia, Svezia, e Stati Uniti d'America, hanno infatti mostrato che i concetti di tasso d'interesse composito, inflazione, e diversificazione del rischio sono ai più poco noti; e che le lacune più gravi si registrano tra i giovani e gli anziani e, non sorprendentemente, tra le fasce meno abbienti o meno istruite della popolazione.

 

A parte queste similitudini, il livello medio di conoscenze economico-finanziarie tra la popolazione è diverso tra paesi.
La Figura 3 riporta i valori di un indice di alfabetizzazione finanziaria e di un indice di alfabetizzazione economica, rilevati nel 2008. Questi indici si basano sul parere espresso da esperti uomini di affari circa il grado medio di competenze che riscontrano quando si trovano a operare con clienti e colleghi nel caso dell'alfabetizzazione finanziaria, e nella popolazione in genere quando si tratta di alfabetizzazione economica.

Sono dati indicativi, che rendono però bene l'idea delle differenze che in media è possibile riscontrare tra paesi. Quelli in cui si capisce di più di mercati e del loro funzionamento sono i paesi scandinavi, seguiti dall'Olanda, e da un misto di paesi anglosassoni e paesi asiatici. Nella parte bassa della classifica troviamo paesi con una minore alfabetizzazione finanziaria, quali il Regno Unito e il Giappone, che però riguadagnano posizioni se si considera il grado di alfabetizzazione economica della popolazione (barre di colore blu), e paesi che si distinguono per scarse conoscenze sia in termini economici che in termini finanziari, come i paesi che si piazzano agli ultimi due posti, Italia e Spagna.

Da qualche tempo il mondo accademico è attento a questi temi, come dimostra l'organizzazione del primo Global Financial Literacy Forum che si è tenuto il 14 novembre 2012 ad Amsterdam. Studi recenti hanno dimostrato l'importanza delle competenze economico-finanziarie per le scelte d'investimento e risparmio, e diverse amministrazioni pubbliche stanno sviluppando iniziative volte a diffondere l'alfabetizzazione finanziaria tra i giovani, nelle scuole, e/o tra gli adulti, tramite programmi formativi sul posto di lavoro o altre iniziative facilmente fruibili anche da casa. Quanto ai privati, banche e società d'investimento monitorano da tempo il grado di alfabetizzazione finanziaria dei loro clienti, con questionari e studi mirati, raccogliendo informazioni che utilizzano tra le altre cose per decidere quali prodotti offrire, a chi, e come.

Oggi è possibile avvicinarsi al mondo dell'economia e della finanza anche per conto proprio, attraverso libri rivolti a un pubblico di non esperti, siti d'informazione più o meno tecnici, o seguendo percorsi alternativi, museali per la precisione; i musei dedicati all'economia e alla finanza, come il Museo del Risparmio di Torino, sono per ora pochi (Figura 4) ma iniziative simili si stanno moltiplicando in varie parti del mondo.

Come studiare la segnaletica stradale per l'esame della patente può richiedere un investimento iniziale di tempo e pazienza, ma lo si fa per poter guidare, perché non dedicare qualche energia allo studio delle basi dell'economia, per essere in grado di scegliere in che modo allocare le nostre risorse (lavoro, tempo, denaro..), nel nostro interesse? Diversamente, il rischio di farsi male è dietro l'angolo, specie sui mercati finanziari; in un gioco a somma zero, dove nulla si crea e nulla si distrugge, l'ignoranza degli uni può fare la fortuna degli altri (Figura 5).

                                                 Anna Lo Prete

 

                                               

 

                                             

 

                                           

 

                                                 

                                                                          

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