Nella memoria collettiva inglese il 2012 è stato l'anno dei Giochi Olimpici, con Londra diventata la prima città al mondo ad ospitare per la terza volta l'appuntamento a cinque cerchi e, prima ancora, l'anno del "Giubileo di diamante" della Regina Elisabetta, che ha celebrato lo scorso giugno i suoi sessanta anni di regno.

Entrambi questi eventi hanno avuto un impatto rilevante sull'economia inglese, in particolare su quella dell'area londinese, sempre più cuore pulsante e centro dominante del Regno Unito.

Nel complesso il 2012 non è stato particolarmente roseo per l'economia britannica: dopo i dati positivi della produzione inglese relativi al periodo luglio-settembre 2012, con il Pil trascinato al rialzo dai Giochi Olimpici (+1%), il trimestre successivo (da ottobre a dicembre 2012) si è chiuso con una flessione dello 0,3%, accrescendo i timori per una nuova recessione. Se, da definizione, un paese attraversa una fase di recessione quando vi sono almeno due trimestri consecutivi di crescita economica negativa, è facile comprendere quanto possa essere pericolosa una "double-dip", cioè una doppia recessione. Praticamente l'economia dopo essere uscita da una fase di crescita negativa ricade nel giro di pochi trimestri in una nuova fase recessiva. La situazione inglese era ancora peggiore, in quanto il rischio era quello di una temuta recessione "triple-dip", ovvero addirittura la terza nel giro di appena quattro anni

Tale rischio è' stato scongiurato con la pubblicazione del Pil del primo trimestre 2013 (reso noto a fine aprile) a +0,3%, che ha superato le attese degli analisti, ferme ad un più modesto +0,1% (Figura 1).
Permangono tuttavia molti problemi strutturali di lungo periodo, su cui le misure attuate dai governi in questi ultimi anni non sono riuscite a trovare valide soluzioni.

La "distanza" fra la Capitale ed il resto del paese è cresciuta nell'ultimo decennio in modo preoccupante, basti pensare che la macroregione di Londra rappresentava nel 1997 il 41,4% del valore aggiunto inglese, percentuale che è salita al 45,2%  nel 2011.
Viceversa il resto dell'Inghilterra ed il Galles sono scesi dal 47,9% al 44,3% del 2011, meno di quanto prodotto dalla sola area londinese (Figura 2).

Gran parte della crescita dell'area meridionale inglese, la parte più ricca dell'Isola, è da attribuirsi a Londra città: la Capitale (questa volta da sola, senza l'area economica limitrofa) rappresentava nel 2011 il 21,9% del Pil UK, contro il 18,8% del 1997. Nick Crafts, professore di storia economica all'Università di Warwick, ha fatto notare come il dato attuale (21,9%) sia addirittura maggiore di quello del 1911 (21,5%), quando Londra era ancora la maggiore città globalizzata del pianeta.

Inoltre nella Capitale il mercato del lavoro è estremamente più vivace rispetto al resto dell'Isola, sia per quanto riguarda i lavori meno qualificati, che a livello manageriale.
Su questi scenari e sulla crescente distanza fra Londra ed il resto del Regno Unito vi è l'ombra di Margareth Thatcher: la situazione attuale è infatti in gran parte frutto e conseguenza delle politiche dell'Iron Lady, scomparsa lo scorso aprile  a 88 anni.

La notizia della morte della Thatcher è stata accolta in modo diametralmente opposto nelle varie zone di Londra. Il Governo si è premurato di darle sontuosi funerali nella Cattedrale di St Paul's e a Chelsea e Belgravia, quartieri della borghesia Londinese, si sono registrati omaggi floreali per la "Signora delle Falkland". Ben diversa la situazione nelle periferie e al di fuori della Capitale, dove si sono susseguiti festeggiamenti e celebrazioni per la scomparsa della Thatcher, colpevole a detta dei manifestanti di aver lasciato tante famiglie senza un lavoro ed impoverito con le sue politiche intere città e zone rurali per puntare tutto sulla metropoli.

Margareth Thatcher aveva pianificato Londra come Capitale della Finanza, opera poi proseguita da Tony Blair, condannando di fatto alla chiusura le industrie statali di alcuni importanti settori (da quello automobilistico, alle acciaierie, alle miniere),  riducendo al  minimo il potere dei sindacati, per muoversi verso una sempre maggiore "deregulation" nel mondo del lavoro e dei servizi, divenuti il cuore portante della Londra moderna.

 

Fra i problemi della Capitale figura anche il "caro abitazioni" (Figura 3). A Londra i valori delle case stanno correndo di più che nel resto del Regno Unito, tant'è vero che si può parlare di una vera e propria bolla immobiliare, con i prezzi (sia per acquistare che per affittare abitazioni e terreni) in continua ascesa, basti pensare che secondo l'Office for National Statistics (ONS) nello scorso febbraio le quotazioni delle abitazioni a Londra sono salite su base annuale del 5,9% (5.5% il dato del mese precedente), contro l'1,9% della media UK e lo 0,6% del Regno Unito esclusi Londra ed il sud est dell'Isola (Figura 4).

Nel centro di Londra, sulla sponda sud del London Bridge, è stato inaugurato da pochi mesi lo "Shard", il più alto grattacielo dell'Unione Europea progettato da Renzo Piano, ma la City non si ferma e sono già in costruzione altri due colossi, questa volta sulla sponda nord del fiume, in aggiunta alla nuova sede di Bloomberg, che sarà ultimata nel giro di pochi anni.

Le ragioni di questa "bolla" sono create sia dalla forte domanda che dagli appositi programmi del governo, volti a favorire l'acquisto di abitazioni da parte dei cittadini. Sui risultati, va sottolineato che tali misure non sempre hanno raggiunto lo scopo desiderato, spingendo ulteriormente al rialzo i prezzi degli immobili e favorendo, di fatto, più il proliferare di agenzie immobiliari che l'acquisto di abitazioni da parte della classe media a causa dei valori ormai elevatissimi.

Il Regno Unito di oggi si trova a fronteggiare altre problematiche, come la perdita della tripla "A" dalle agenzie di rating, che va a ledere la fiducia dei mercati sull'isola Britannica, così come un rapporto deficit/PIL ancora altissimo all'8%, contro il 3% dell'Italia. Stesso discorso vale per l'indebitamento totale (dato da debito del governo, famiglie, aziende, aziende non finanziarie ed istituzioni finanziarie) dell'economia UK che è prossimo al 500%, notevolmente maggiore di quello italiano, fermo al 310%.

Sul fronte valutario la sterlina inglese è stata oggetto di forti vendite nel corso delle prime dieci settimane del 2013.
Ad inizio anno con una sterlina era possibile acquistare 1,62 dollari, scesi a 1,57 a fine gennaio, per poi aggiornare i nuovi minimi degli ultimi 3 anni a quota 1,48 ad inizio marzo (Figura 5).
Situazione simile sul cambio euro/sterlina, scambiato ad inizio 2013 a 0,81, prima che l'euro recuperasse terreno fino a raggiungere i massimi degli ultimi due anni a quota 0,88, anche in questo caso a cavallo fra febbraio e marzo 2013 (Figura 6).

L'indebolimento del pound si è però arrestato sul finire del primo trimestre 2013, quando la valuta britannica ha iniziato a recuperare terreno sia nei confronti del dollaro americano che dell'euro. Sul cambio sterlina/yen il recupero era già in atto nei mesi precedenti per via delle pesanti manovre espansive messe in atto dalla Bank of Japan per combattere la deflazione cronica giapponese degli ultimi quindici anni.

Il cambio sterlina/dollaro, definito in gergo dagli operatori "Cable" (per via del cavo transatlantico che trasmetteva le quotazioni fra Regno Unito ed Stati Uniti già nell'Ottocento) è così risalito in area 1,55, mentre la coppia euro/sterlina è scesa a 0,84, a testimoniare l'allentamento della tensione sulla sterlina.

Nei prossimi mesi sarà importante capire se questi timidi segnali di ripresa troveranno conferme, consentendo al Regno Unito di muoversi verso un lento miglioramento, trascinato dalle attività economico-finanziarie della capitale, oppure se i problemi strutturali non risolti del sistema economico inglese, molto focalizzato sull'area della Capitale, rappresenteranno un ostacolo troppo elevato per la crescita britannica.

                                 Carlo Alberto De Casa

                             

 

                                            

                                         

                                               

 

                                            

                                          

                              

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