Sin dalla convergenza della Romania nella EU (gennaio 2007), si sono avvertiti crescenti dissapori fra il Partito Nazional-Liberale (NLP) ed il Partito Liberal-Democratico (DLP), accentuati dal contrasto fra il Primo Ministro (appartenete all'NLP) ed il Presidente della Repubblica (del DLP).
La situazione è scivolata in piena crisi istituzionale nella primavera del 2007.

In un rimpasto di Governo, l'NPL ha estromesso il DLP ed ha creato una coalizione di minoranza comprendente l'Unione Democratica degli Ungheresi in Romania (HDUR), sostenuta in Parlamento anche dai Socialdemocratici (SDP), partito in precedenza all'opposizione e che è riuscito a strappare non poche concessioni in termini di politica economica.

Il Presidente, respinto un attacco di impeachment nella primavera '07, sta cercando di risolvere la situazione. La confusione del quadro politico, destinata a prolungarsi, frena non poco la concretizzazione delle riforme richieste in sede EU. La politica economica è andata avanti un po' alla cieca, rivelandosi decisamente lasca sul fronte fiscale. Ciò ha contribuito a gonfiare la domanda finale (consumi), generando pressioni inflattive ed alimentando una crescita, un po' fuori controllo, del deficit delle partite correnti.

La Figura 1, elaborata partendo dalla banca dati dell'Economist, evidenzia l'andamento delle principali variabili economico-finanziarie, con proiezioni fino al 2012. Il PIL, dopo la "frenata" del 2005 (da 8,4% a 4,1%), è rimbalzato al 6% - 7%, ma è stimato in strutturale assestamento al 4% annuo nel prossimo quadriennio.

L'inflazione sta seguendo un trend di ridimensionamento, perché partiva da livelli "lunari" (22,5% nel 2002): tuttavia la pressione della domanda finale interna induce gli analisti a prevedere un rimbalzo al 7,5% nel 2008, salvo successivo ridimensionamento verso il 3%-4% annuo.  I tassi a breve, portati sotto al 10% nel recente passato in un'ottica di convergenza con quelli europei (inferiori al 5%), sono rimbalzati a causa della pressione inflattiva e potrebbero salire al 12-13% ('08), salvo ridimensionarsi poi al 7-8%.

 

La Figura 2 riassume graficamente l'andamento delle suddette variabili.
Proprio il rischio inflazione è, ora come ora, il principale problema dell'economia rumena. Si ritiene che le autorità, risolta in un modo o nell'altro la crisi istituzionale, tenderanno ad irrigidire la politica fiscale dei prossimi anni. Ecco perchè gli analisti ipotizzano che l'economia rallenterà sensibilmente nel prossimo futuro.

In attesa che si percepiscano i risvolti dell'irrigidimento prospettico della politica fiscale, le autorità monetarie sono già state costrette ad intervenire, rendendo più severa la politica monetaria.
La Figura 3 sottolinea come la Banca Centrale, che aveva accompagnato al ribasso il tasso di intervento fino al 7% (metà '07 circa), da quel momento ha dovuto ripetutamente alzarlo fino all'attuale 9,50%.

La stretta monetaria è stata richiesta anche dalla necessità di arginare l'indebolimento del cambio a partire dalla metà del 2007 circa (Figura 4). Fino a quel punto, il Leu aveva recuperato circa il
25% - 30% rispetto ai suoi peggiori livelli del 2003 -'04: il successivo indebolimento della moneta romena è risultato più accentuato nei confronti dell'Euro (20% circa), visto il non felice andamento seguito dal Dollaro negli ultimi mesi.

Tornando alla Figura 1, notiamo che gli analisti si aspettano che il Leu perderà contro Euro nel 2008 un altro 10% circa, per poi indirizzarsi a livelli di equilibrio più o meno simili alle quotazioni del 2007 (3,30-3,35).

 

                                                 Carlo Crovella

Commenti

Comments are now closed for this entry