Anche l'elefante indiano è risultato fragile durante la tempesta di questi anni. Nonostante i risultati raggiunti nei campi delle Information and Communication Technologies e della medicina, la crescita non è stata sufficiente a ridurre i divari nella qualità della vita nel Paese.

Il Premio nobel Amartya Sen ha posto in luce recentemente come, a causa della corruzione e degli scarsi investimenti statali in istruzione e sanità, solo il 50% della popolazione abbia accesso ai servizi igienici, il 50% dei bambini e delle donne siano ancora malnutriti, e nel 50% delle scuole di sette grandi stati nel nord del Paese non si sia avuta prova di attività didattica.

Uno sviluppo letteralmente a metà quindi, che ha patitosoprattutto per fattori di debolezza endogeni e strutturali quali il mancato sviluppo di una base industriale solida, una burocrazia soffocante, infrastrutture inadeguate, una scarsa liberalizzazione del sistema bancario e finanziario, la corruzione ad ogni livello.

L'hic ed nuncè complicato, tanto che alcuni analisti hanno paragonato l'attuale periodo al 1991, anno in cui il Paese arrivò a un passo dal default e fu costretto a chiedere l'intervento del Fondo Monetario Internazionale. Non siamo ancora, forse, a quei livelli, ma si è dovuto comunque urgentemente intervenire durante l'anno modificando la governance della Banca Centrale dell'India. Qui infatti si è insediato il celebre economista Raghuram Rajan per "scongiurare lo spettro del 1991" e stabilizzare l'economia. Chi è Raghuram Rajan? Dal suo curriculum vitae si legge che è stato capo economista del FMI e uno dei pochi a prevedere già nel 2005 un periodo nefasto negli anni a venire, causato dalla bolla immobiliare USA, e la crisi delle banche che avrebbe avuto ripercussioni sull'intera economia globale.

Partiamo ora dai fondamentali indiani (Figura 1). La dinamica del Pil, dopo la caduta del 2011, è lentamente in risalita, ma ancora lontano dai livelli del 2010/11, a causa del calo tendenziale del settore manifatturiero e minerario, e, dall'altro lato, della domanda di investimenti fissi  (il dato tendenziale a/a pari a -1,2%):  anche i consumi privati sono ulteriormente rallentati.
Le proiezioni per il 2013 mostrano il dato del Pil al 3,8% in aumento rispetto al 3,2% del 2012, ma quasi la metà rispetto al 2011 (6,3%) e un terzo rispetto al il 2010 (10,5%). In una economia matura come ad esempio l'Italia, il dato del 2013 indiano sarebbe un exploit, ma perché in India tale dato possa considerarsi sinonimo in crescita, il Pil indiano dovrebbe aumentare di almeno il 7-8% annuo. Infatti con circa 1.900 miliardi di dollari, il Pil nel 2012 è stato inferiore a quello italiano (circa 2.000 miliardi), malgrado l'India (Figura 2) abbia 1,2 miliardi di abitanti (contro 60 milioni) e un tasso di sviluppo demografico dell'1,28% (contro quello italiano dello 0,34%).

Nel 2013 la dinamica del pil ha ripreso slancio nel secondo semestre vista la buona performance attesa per il settore agricolo, grazie all'andamento favorevole del monsone estivo e meglio ancora dovrebbe andare nel 2014 quando dovrebbe aversi un incremento degli investimenti (la proiezione del pil 2014 è pari a 5,1%).

Dopo due mesi di variazioni tendenziali negative, la produzione industriale è salita al 2,75% ad agosto (Figura 3) per poi ritornare stabile nel mese successivo (+0,6%), grazie soprattutto al balzo della produzione di beni capitali. Strettamente legata alla dinamica della produzione dei beni, specialmente quelli di consumo, è l'indice di fiducia dei consumatori che stenta a risalire.

Infatti, la fiducia dei consumatori
(Figura 3) è in calo nell'ultimo periodo considerato (a luglio l'indice è sceso a 118 dopo aver toccato 120 ad aprile e 121 a gennaio 2013), mentre è stato più favorevole sull'inizio dell'anno con un miglioramento delle aspettative sia sul mercato del lavoro sia sulle intenzioni di spesa.
Resta positivo il dato della bilancia commerciale per il 2013 (Figura 4), grazie alla tenuta delle esportazioni, anche se il forecast per il 2014 è in calo a causa della tendenza prevista per le importazioni (+15%), superiore a quella delle esportazioni (+6%).

 

La borsa indianaha scontato nel secondo semestre del 2011 e nell'estate 2013 un brusco arretramento dovuto principalmente alle spinte inflazionistiche, alla rallentamento della crescita del Paese e alla debolezza della rupia a cui si deve aggiungere un preoccupante deflusso di capitali esteri. Nel corso degli ultimi mesi, però, l'India ha intrapreso un cambio di tendenza raggiungendo il massimo negli ultimi tre anni grazie soprattutto all'afflusso di nuovi capitali dai mercati esteri in ottobre (la stima è di circa 2,4 miliardi di dollari nel mese) e alla attesa iniezione di liquidità da parte della Fed all'economia americana.

Altra buona notizia per i mercati è stata, come detto, l'arrivo ad agosto alla guida della Banca Centrale Indiana di Rajan, notizia che pare aver giovato anche alla rupia, nel mercato delle valute. Infatti nel corso degli ultimi tre anni (Figura 5) il continuo deprezzamento della rupia nei confronti di dollaro USA ed euro si è arrestato proprio in agosto, quando per scambiare un dollaro servivano 66 rupie, e per un euro 92 rupie. Nel triennio, i minimi si sono avuti, rispettivamente, nei confronti con il dollaro nel luglio 2011 quando servivano 44 rupie per scambiare un dollaro e con l'euro nel gennaio 2011 quando ne servivano 59. Quindi le variazioni percentuali massimi / minimi sono state del 50% nel raffronto con il dollaro e poco più del 56% in quello con l'euro.

Le scelte che dovrà fare Rajan non saranno semplici, tanto più se contestualizzate in un Paese in cui a maggio 2014 sono previste le prossime elezioni politiche, motivo per cui sono improbabili interventi "decisivi".
Il governatore della Banca Centrale Indiana dovrà riuscire a trovare il giusto mix tra sacrificare la crescita ed alzare il costo del denaro (così da sostenere la rupia e l'inflazione), o non sostenere la rupia e rischiare così forti incrementi dell'inflazione, che nel 2013 ha toccato i massimi livelli pari 10,9% (Figura 1), dopo il 10,4% del 2012. Il cambio resterà sotto pressione nei prossimi mesi a causa dei fattori di volatilità sui mercati internazionali in un contesto di deterioramento del quadro macroeconomico con rischi di rialzo sull'inflazione e possibili conseguenze sui bilanci di imprese e banche, con un effetto negativo sulla crescita economica che già sconta i citati elementi di debolezza.

Le elezioni che si terranno nella primavera del prossimo anno per scegliere il primo ministro e i 545 deputati della Lok Sabha, la Camera bassa del Parlamento, saranno, anche a detta del New York Times, le più importanti dell'ultima generazione. Il candidato dell'opposizione sarà Narendra Modi, riformatore da un punto di vista politico-economico ma con posizioni molto radicali contro i musulmani (in un Paese in cui sono il 13%, contro l'80% di indù). 
L' attentato che lo ha visto recentemente coinvolto in un comizio dove sono morte 6 persone mostra però che gli estremismi in campo religioso sono sempre pericolosi

Dall'altra parte, il Partito del Congresso - di cui è presidente Sonia Gandhi - è piuttosto in difficoltà a causa dei problemi in cui sta versando il Paese e di cui il popolo in parte lo colpevolizza. Solo ora, forse, è stato individuato un candidato: si tratterebbe di Rahul Gandhi, figlio di Sonia. Nato nel 1970 e attualmente vice Presidente del Congresso Nazionale Indiano, Rahul è una figura relativamente "nuova" nel dibattito politico nazionale, tanto nuova che i suoi detrattori potrebbero tacciarlo di inesperienza da un punto di vista politico e dirigenziale e potrebbero associare il suo cognome a una politica familista e priva di cambiamenti. Resta comunque ad ora una ipotesi tale candidatura che verrà verificata nei prossimi mesi.

La scelta del nuovo premier sarà effettuata da quei milioni di abitanti che rappresentano un altissimo capitale umano ad ora però non sfruttato a pieno a causa della bassa scolarizzazione e dell'emarginazione delle donne e tra le cui fila si sta diffondendo un senso di disperazione e rassegnazione.
Lo sviluppo dell'India (Figura 6) passerà necessariamente da qui, non essendo certo sufficienti i successi dell'industria cinematografica o il lancio di una nuova automobile ultra low cost a 1800 euro...

                                             Rocco Paradiso

Commenti