Nel febbraio del 2010 il Governo del Kuwait (Figura 1) ha annunciato un piano quinquennale di sviluppo da 106 miliardi di dollari, che rappresenta il progetto più ambizioso degli ultimi vent'anni nel Paese: l'industria delle costruzioni è vista come il probabile maggior beneficiario del pacchetto di investimenti.

Il Governo infatti ha sottolineato l'importanza di aggiornare l'infrastruttura dei trasporti del Paese e nel dicembre del 2010 il Ministro dei Lavori Pubblici kuwaitiano ha annunciato lo stanziamento di 10 miliardi di dollari per progetti di sviluppo stradale. Inoltre, il Governo sta pianificando due ulteriori progetti di larga scala, sempre nel campo delle infrastrutture. Il primo è l'espansione del Kuwait International Airport, per il quale saranno aperte delle gare d'appalto nei prossimi due anni e il cui inizio dei lavori è fissato per il marzo del 2013. L'aeroporto sarà ampliato considerevolmente, il che porterà la sua capacità di accoglienza da settemila passeggeri all'anno a ventimila.

Il secondo progetto è lo sviluppo del porto dell'isola di Boubyan, già iniziato nel settembre del 2007 e non ancora ultimato. Il porto vedrà la costruzione di sessanta banchine, lunghe 1.600 metri e con profondità di 15 metri. Un progetto di tale entità richiederà interventi di dragaggio dei fondali marini, di costruzione di edifici di servizio e di accesso ai trasporti. In un primo momento, due bretelle autostradali di 30 km e una linea ferroviaria saranno costruite in modo da connettere il porto con le maggiori arterie stradali del paese.

Il cambio di rotta della politica di spesa pubblica adottato dal Governo kuwaitiano appare come una misura necessaria per lo sviluppo e il mantenimento della stabilità economica nel Paese.
Il Kuwait infatti è un paese piccolo (circa 3.400.000 abitanti), caratterizzato da un elevatissimo reddito pro-capite (51.200 dollari per abitante nelle stime del 2010) e da un elevato PIL a prezzi correnti (Figura 2). L'elemento principale della fiorente economia dell'emirato è l'esportazione di greggio, di cui il paese produce 3 milioni di barili al giorno (Figura 3).

Le riserve petrolifere del Kuwait compongono il 9-10% di quelle mondiali, posizionando il Kuwait al quinto posto al mondo (Figura 4). L'attività di produzione e vendita del petrolio greggio è la voce principale del bilancio delle entrate del paese (Figura 5). Se una tale configurazione economica ha assicurato finora crescita e sviluppo al paese, il Kuwait sente oggi la necessità di superare il modello di un'economia export-led trainata da un solo settore, per sfruttare al meglio gli ingenti surplus della bilancia commerciale e l'altro grande vantaggio che, assieme al petrolio, favorisce il paese: la posizione geografica.

 

Situato sul versante settentrionale del Golfo Persico, il Kuwait chiude quasi interamente lo sbocco al mare del vicino Iraq, diventandone forzatamente un punto di accesso navale (Figura 6).
Forte di questa posizione, il Governo kuwaitiano ha intrapreso un importante piano strategico per rendere il Paese il punto d'accesso dei materiali e dei mezzi destinati alla ricostruzione e allo sviluppo dell'Iraq. In una tale ottica si inserisce pertanto il forte interesse dimostrato per lo sviluppo delle infrastrutture.

Nella fattispecie, l'ampliamento della rete stradale e, soprattutto, del porto sull'isola di Boubyan, vicinissima a Nord al territorio iracheno (Figura 7), sembrano rappresentare due elementi fondamentali per lo sviluppo di un tanto ambizioso progetto.

Tuttavia, il Governo kuwaitiano si trova a dover affrontare difficoltà di stabilità interna. L'effetto-domino delle proteste mediorientali e nordafricane non ha lasciato indenne Kuwait City, dove lo scorso 8 marzo centinaia di manifestanti hanno reclamato maggiore libertà politica, hanno protestato contro la concentrazione di potere nelle mani della famiglia regnante ed hanno chiesto le dimissioni del primo ministro e nipote dell'emiro del Kuwait, lo sceicco Nasser Mohammad al-Ahmad al-Sabah.

D'altra parte, le proteste in Kuwait non rappresentano una novità. Dalla sua nomina a primo ministro nel 2006, lo sceicco Nasser si è trovato ad affrontare una forte opposizione parlamentare, che ha portato allo scioglimento di cinque dei sei governi da lui presieduti.

Sebbene un PIL pro-capite tra i più alti al mondo ed un tasso di disoccupazione tra i più bassi rendano la popolazione generalmente più soddisfatta rispetto ad altri paesi della regione in cui si sono verificate proteste, in un Kuwait in cui in cui il titolo di emiro è ereditario e in cui spetta all'emiro stesso designare il primo ministro e i suoi vice-ministri, starà ora all'abilità del Capo dello Stato il compito di venire incontro alle istanze della popolazione.

Forse, un cambio di rotta nella configurazione politica kuwaitiana, oltre che in quella economica, potrebbe essere un inizio.

                                          Giovanni Andriolo

  

 

 

 

 

 

 

 

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