E' scattato finalmente uno degli avvenimenti più attesi a livello planetario: il Sud Africa (Figura 1) sta ospitando i Mondiali di Calcio 2010 e sarà al centro delle attenzioni internazionali per circa un mese. Che Paese sarà svelato?

Il Sud Africa è una "Nazione Arcobaleno" in movimento: una commistione di lingue, culture, storia che cercano di avvicinarsi - non senza fatica - dopo la fine dell'apartheid.

Grazie ad un rapido sviluppo negli ultimi anni, oggi il Sud Africa è annoverato da molti economisti internazionali tra quelli che potenzialmente potrebbero essere i nuovi Paesi emergenti: insieme a Turchia, Indonesia e Messico, compone il cosiddetto STIM.

Il Sud Africa mostra un miglioramento sostanziale negli ultimi mesi dopo un periodo di recessione durato circa un anno. Nell'ultimo World Economic Outlook di aprile, il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le precedenti previsioni stimando la crescita reale del Pil 2010 intorno al 2,6%, contro 1,7% del precedente report (Figura 2).

La crescita nel 2010 sarà ancora debole, trainata principalmente dalla domanda esterna di materie prime e beni intermedi. Sarà inoltre importante il settore (Figura 3) delle costruzioni e quello dei servizi governativi, sociali e finanziari.

Il problema della disoccupazione (Figura 4) e gli squilibri dei conti pubblici portano alla cautela. L'indebolimento della domanda interna è parzialmente compensato dalla continua crescita della spesa pubblica, veicolata in massicci investimenti infrastrutturali nei campi dell'energia e dei trasporti, collegati  alla organizzazione della Coppa del Mondo di Calcio.

La contrazione complessiva del commercio internazionale è stata di circa il 25% tra il 2008 e il 2009, mentre se si allarga l'orizzonte temporale a 5 anni, si registra un incremento del 50% (Figura 5).

La recessione economica ha provocato nel 2009 una contrazione della domanda di importazioni che supera il calo registrato esportazioni, riducendo di conseguenza il deficit della bilancia commerciale.
Il principale partner commerciale del Sud Africa è la Cina (Figura 6), Paese che nel 2009 ha conquistato anche la propria posizione di primo Paese fornitore di merci del Sud Africa con una quota di mercato che ha superato il 13% delle importazioni totali.

Nel 2009 la categoria di merci maggiormente esportata (Figura 7) è quella dei metalli preziosi, grazie al valore che platino e oro hanno raggiunto (la quotazione dell'oro nel 2009 è arrivata a circa 1.200 dollari a oncia contro un valore di 900 dollari a inizio anno, +25%). 
A livello di produzione, il settore minerario ha subito una flessione dell'11% nel 2009. Risultano inoltre diminuite nel 2009 le vendite di carbone, in calo di quasi il 9% rispetto all'anno precedente.

L'interscambio con l'Italia ha raggiunto buoni livelli negli anni 2007 e 2008 per poi decrescere sensibilmente nel 2009 (Figura 8). Le principali esportazioni del Sud Africa in Italia sono metalli e combustibili nucleari, antracite, prodotti della siderurgia, mentre dall'Italia il Sud Africa importa macchine di impiego generale/speciale, medicinali e prodotti chimici.

 

 

 

I flussi finanziari in entrata hanno contribuito a un rafforzamento della valuta locale, il rand sudafricano, sia nei confronti di euro che dollaro. Negli ultimi 12 mesi il rafforzamento (Figura 9) è stato del 17% nei confronti dell'euro, e del 7% nei confronti del dollaro. Tali performance sono state tra le migliori registrate dalle valute dei mercati emergenti negli ultimi mesi.

A partire dal 2009, e in particolar modo negli ultimi dodici mesi, i mercati finanziari (Figura 10) hanno mostrato una forte ripresa. L'indice FTSE/JSE ALSI (All-Share Price Index) ha registrato un incremento di circa il 30% negli ultimi 5 anni. Il valore si è stabilizzato a quota 28.000, guadagnando notevolmente rispetto al punto di minimo (18.000) raggiunto a fine 2008, ma ancora inferiore ai livelli massimi pre - crisi (33.000 nei primi mesi del 2008). Le scelte del governo in materia monetaria e fiscale sono rivolte alla cautela. Lo dimostra l'ulteriore taglio di 50 basis point che ha attuato l'attuale governatrice della Banca Centrale, Gill Marcus, al tasso di sconto il 25 marzo 2010. Tale intervento ha fissato il tasso al 6,5% dopo essere stato al 12% solo nel dicembre 2008.

In Aprile, a poco più di due mesi dal fischio di inizio della Coppa del Mondo, un fatto di cronaca ha scosso le già agitate acque della politica locale. È stato assassinato il leader dell'estrema destra sudafricana Eugene Terreblanche e pare che per ora l'appello alla calma lanciato dal presidente sudafricano Jacob Zuma sia caduto nel vuoto. Andre Visagie, uno dei leader del movimento di resistenza Afrikaner, ha dichiarato che l'omicidio è "una dichiarazione di guerra dei neri contro i bianchi" e ha promesso vendetta.

Altra eredità dell'apartheid sono le cosiddette township, aree urbane limitrofe ad aree metropolitane nelle quali abitavano esclusivamente i non bianchi e che oggi accolgono i "disperati", e dove spesso i minorenni sono coinvolti in problemi di  droga e i bande criminali.
Inoltre il Sud Africa è oggi il Paese al mondo che più soffre del problema dell'HIV: le stime parlano di 5,7 milioni di persone sieropositive o ammalate di Aids nel 2009, e di 250 mila morti nel 2008. Il problema è affrontato oggi in maniera più decisa dal governo locale anche per i Mondiali di Calcio alle porte e per l'impennata di turismo sessuale che si prevede durante la competizione.

La Coppa del Mondo grazie alla costruzione delle infrastrutture (cosa ne sarà di loro a fine torneo?) ha permesso a migliaia di persone di avere un lavoro, seppur molto spesso a termine, e sarà di stimolo al settore turistico: sono circa 400.000 le persone attese nel periodo interessato. Ciò causerà una temporanea pressione sull'inflazione, in particolare dei prezzi dei trasporti e degli alloggi, che renderà difficile il rispetto del tetto del 6%, obiettivo delle autorità monetarie.

In conclusione, il Sud Africa è la venticinquesima potenza industriale del mondo e uno dei Paesi più avanzato del continente africano. I Mondiali di calcio solo vent'anni fa sarebbero stati impensabili nel Paese dell'apartheid.
Ma l'estrema concentrazione della ricchezza, le enormi disuguaglianze e le problematiche descritte, ne fanno a tutti gli effetti un Paese con caratteristiche da terzo o quarto mondo. La consapevolezza oggi è che "dopo aver scalato una montagna, ci si accorge solo che ce ne sono tante altre da scalare" (Mandela).

                                              Rocco Paradiso

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