Accra – John Dramani Mahama, del National Democratic Congress (NDC) è il nuovo presidente del Ghana. 
A deciderlo, nelle elezioni del Dicembre 2012, è stato il 50.7% degli elettori, percentuale sufficiente ad evitare il secondo turno contro il candidato del National Patriotic Party (NPP) Nana Akufo-Addo (47.7%) (Figura1).

Il presidente:John Mahama, già vicepresidente del Ghana dal 2009 al 2012, e’ salito in carica per sostituire il Presidente Mills (NDC) scomparso nel mese di luglio scorso. Esperto di comunicazione, storico e scrittore molto rispettato, Mahama è stato parlamentare nel periodo 1997-2009 e ministro delle Comunicazioni dal 1998 al 2001. Come ministro fu membro fondatore della commissione ghanese per l’AIDS e vicepresidente del Comitato Pubblicità per la reintroduzione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) (Figura 2), nonche’ membro del comitato consultivo UNDP per la risoluzione dei conflitti in Ghana. Come presidente si è ripromesso di trovare soluzioni concrete per questioni come mancanza diposti di lavoro, lotta contro la corruzione e istruzione secondaria gratuita per tutti. Mahama intende usare la nuova ricchezza petrolifera nazionale per aiutare i poveri. Dal 2010, infatti, la produzione di petrolio ha continuato ad espandersi e, secondo stime della Banca Mondiale, ciò dovrebbe pesare in modo positivo sulla vita dei cittadini e sull’economia, la cui crescita è stimata di ben 8 punti percentuali per tutto il 2013-2014 (Figura 3).

Il ruolo dei media: Fondamentale in queste elezioni è stato l’uso delle piattaforme sociali: più di 200 blogger hanno per mesi cercato di informare, educare e incoraggiare la partecipazione dei cittadini alle elezioni 2012. Malgrado ad oggi solo il 10% del territorio ghanese sia coperto dalla rete internet (Figura 4), Mahama è stato soprannominato "The Facebook President" per il suo uso estensivo della rete come mezzo di comunicazione, mentre Akufo-Addo si è fatto conoscere in campagna elettorale grazie a Twitter e Google Hangout.

Le elezioni: Lunghissime le file di persone che in dicembre hanno finalmente espresso la propria opinione.
A conferma che la strategia è senza dubbio stata vincente, nonostante i numerosi problemi tecnici. Molti, infatti, hanno denunciato di non essere riusciti a votare in tempo per colpa di lettori d’impronte digitali malfunzionanti. Parte del materiale inoltre è arrivato in ritardo, provocando un ulteriore allungamento del processo elettorale. Malgrado le proteste di alcuni gruppi e il boicottaggio della cerimonia di inaugurazione da parte del NPP, queste elezioni - seste da quando nel 1992 è stato istituito un governo democratico -  sono state considerate “libere, eque e pacifiche” dalla comunità internazionale.

Il cacao: “Il contadino Tetteh-Quarshie introducendo la fava di cacao in Ghana, ha reso in paese il secondo esportatore di cacao al mondo” ricorda il nuovo presidente durante il discorso d’apertura. Dopo la Costa d’Avorio il Ghana, infatti, è il maggiore produttore di cacao al mondo ed è anche l’unico Paese in cui lo stato detiene il controllo dell’intero volume delle esportazioni. Una liberalizzazione parziale è stata avviata nel 1993 con l’introduzione di società locali, ma sono soprattutto le straniere (private licensed buying companies, LBCs) a detenere il primato. Tuttavia è il “Cocobod” (o Consiglio del Cacao) a stabilire il prezzo minimo per tutti gli acquisti sul mercato interno del raccolto: anche se le LBCs hanno legalmente il diritto di acquistare il raccolto ad un prezzo superiore il “premium” è spesso di poco valore. La competizione quindi si basa sul volume degli acquisti totali ed è principalmente generata da strategie ad hoc come l’utilizzo di sussidi e manovre di credito.

La produzione di cacao in Ghana inoltre è quasi raddoppiata negli ultimi dieci anni, contribuendo a favorire il rendimento del settore agricolo e una notevole riduzione della povertà tra i produttori di cacao.

Il petrolio: Nonostante il ruolo centrale della produzione di cacao, il livello di sviluppo necessario per trasformare il paese e migliorare la qualita’ della vita dei cittadini non è ancora stato raggiunto.  Un’attenta analisi economica suggerisce come lo sviluppo potrebbe essere conquistato se il Ghana riuscisse a creare un settore delle esportazioni efficiente e diversificato. La sfida principale consiste nel sopperire alla mancanza di competitività da parte delle industrie locali a livello internazionale e nella forte dipendenza dalle esportazioni di cacao. La soluzione potrebbe risiedere nella scoperta, negli ultimi anni, di sedici nuovi giacimenti petroliferi. Le previsioni anticipano una crescita economica al 10,5 per cento nel 2013, e nuove leggi sulla gestione di petrolio sono recentemente state approvate dal nuovo governo che vede nello sfruttamento di tale materia prima il  principale fattore per un cambiamento strutturale dell'economia.

Il futuro: L’aumento del flusso di valute estere provenienti dall’acquisto di petrolio nel paese ha, di fatto, portato ad un apprezzamento del tasso di cambio. Questo ha messo in moto un processo di auto-regolazione verso un nuovo equilibrio che implica una perdita di competitività a livello internazionale dei prezzi nei settori non petroliferi. Per questo motivo, nei prossimi anni il governo dovrà adottare misure e politiche adeguate a contrastare le conseguenze distruttive del “male olandese. Tra queste, ci saranno sicuramente politiche mirate a ridurre il costo del doing business in Ghana, in particolare nei sotto-settori d‘importazione agricoli e manifatturieri.

Sfide: La prima decisione da prendere riguarderà l’uso di queste risorse da parte del governo. Quest’ultimo, infatti, dovrà dare priorità agli investimenti in infrastrutture pubbliche o a programmi volti a stimolare l’attività economica? Usare le entrate per ridurre il debito pubblico o fornire una maggiore istruzione, sanità e servizi? La seconda decisione riguarderà invece la forma che gli eventuali risparmi dovranno prendere: meglio reinvestire all’estero o nel mercato domestico? La convenzione vorrebbe che parte della ricchezza venisse messa da parte per le generazioni future. Ma data la presente situazione economica del Ghana (Figura 5), quello che John Mahama dovrà sicuramente fare è puntare su un piano economico che dia priorità alla creazione di un’eredità basata su un’economia diversificata e vibrante e una società stabile.

                                                                                                                                                                                         Micol Chiesa

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