L'Estonia è attualmente un paese relativamente ben inserito nel contesto economico-politico dell'area di appartenenza e in quello più in generale dell'Unione Europea, nonostante alcune difficoltà.
L'economia estone ha conosciuto negli ultimi di anni un generale calo dell'export (Figura 1) e degli investimenti esteri, mentre la produttività del paese continua a risentire di un comparto industriale ancora poco innovativo. Preoccupa poi il crescente livello di povertà del Paese, superiore alla media europea. Esso è dovuto principalmente ai tagli effettuati sulla spesa sociale, che è scesa dal 19% al 15,1% del PIL nel 2013. Pensioni, assistenza sociale e sussidi di disoccupazione si attestano ai livelli più bassi d'Europa. Un altro serio problema è costituito dall'aspettativa di vita relativamente bassa, dovuta alle lunghe liste d'attesa per accedere alle strutture sanitarie, che fanno di nuovo dell'Estonia il paese con la peggiore performance UE.

Di contro, il Paese presenta un mercato del lavoro molto flessibile, con tassi di occupazione superiori alla media europea (Figura 2) e una forte crescita salariale (+5,9% nel 2014), in grado di sostenere adeguatamente la domanda interna. Nel complesso è necessario contrastare il graduale aumento della povertà e investire maggiormente in sviluppo tecnologico, con particolare attenzione per l'efficienza energetica. Anche la crescita salariale può divenire causa di preoccupazione, se non sostenuta da un crescita coerente in produttività. Le previsioni della Commissione Europea indicano comunque che il gap esistente tenderà a ridursi.
Nel complesso, l'Estonia è dunque un catching-up country, cioè un paese in forte recupero. con una performance allineata agli altri paesi dell'area baltica, ma che può certamente migliorare.

Il dato più caratterizzante dell'Estonia è relativo alla sua cultura digitale.
Guidata da una classe dirigente giovane e dinamica, particolarmente aperta agli sviluppi della tecnologia informatica e alla sperimentazione, l'Estonia è attualmente il paese più digitalizzato d'Europa ed è spesso indicato come modello di successo a cui ispirarsi. In questo paese che va fiero di aver creato Skype, ogni bambino riceve alla nascita una sua e-mail personale con dominio governativo e persino le votazioni dei ministri sono effettuate in modalità remota attraverso tablet.

Non sorprende dunque che l'Indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI), divulgato ogni anno dalla Commissione Europea, veda l'Estonia attualmente in testa a tutti i paesi europei per ciò che riguarda i servizi pubblici digitali (Figura 3). Il governo ha introdotto un'ampia varietà di servizi accessibili attraverso la Carta d'Identità Digitale, che include la possibilità di autenticarsi elettronicamente e firmare contratti online, votare, effettuare la dichiarazione dei redditi e controllare l'andamento scolastico dei propri figli.
Ben l'80% della popolazione usufruisce di tali servizi regolarmente.
Sempre secondo gli indici della Commissione, i cittadini estoni sono al 5° posto in Europa per propensione individuale all' utilizzo di Internet (Figura 4).
In particolare, l'utilizzo dei servizi bancari online (Figura 5) è elevatissimo (91%) e garantisce all'Estonia il 2° posto nella classifica europea, ma anche lo shopping online è assai diffuso (Figura 6).
La cultura digitale dell'Estonia è indubbiamente notevole, sostenuta da università gratuite e all'avanguardia nel settore hi-tech, ma anche da start up che hanno saputo distinguersi a livello mondiale nell'ambito dei pagamenti via smartphone.

Il processo di digitalizzazione dell'Estonia ha però anche dei lati oscuri su cui è opportuno riflettere, perché rivelatori di una cultura politica e sociale ancora poco matura in tema di diritti.
Il problema più serio è costituito dal sistema elettronico di votazione elettorale. Attualmente, circa il 25% degli elettori estoni esprime il proprio voto via Internet, facendo dell'Estonia un caso pressoché unico al mondo. Si tratta però di una modalità di voto poco sicura e addirittura antidemocratica, perché lede il principio di uguaglianza dei cittadini. In qualsiasi vera democrazia, gli elettori devono poter esprimere il proprio voto in condizioni di assoluta neutralità e indipendenza, attraverso procedure identiche per tutti. Il "recarsi alle urne" è una preziosa conquista storica delle nostre istituzioni, una procedura uniformante e finalizzata a renderci liberi e uguali nell'esercizio dei nostri diritti.
Al contrario, votare da casa, via web o per posta, può esporre l'elettore a pressioni o a coercizione da parte di soggetti esterni (per esempio il coniuge, i familiari, il datore di lavoro, etc.), mettendo a rischio la segretezza del voto. Nella sua apparente semplicità, dunque, la cabina elettorale rimane un autentico baluardo a difesa dei diritti democratici che non può essere sostituita da alcuna tecnologia sofisticata, mentre il sistema di votazione via Internet rappresenta una pericolosa regressione procedurale.
Anche dal punto di vista informatico la scelta di votare online è decisamente poco raccomandabile. Il governo estone rassicura i suoi cittadini affermando che votare via Internet è sicuro e affidabile quanto la modalità tradizionale, ma la realtà è assolutamente un'altra: i rischi relativi ad attacchi informatici, frodi ed errori nel sistema estone sono altissimi, come denunciato dagli osservatori internazionali e dai cittadini stessi.
Nel 2014, i ricercatori dell'Università del Michigan hanno svolto approfonditi test sul sistema di votazione estone, confermando quelle preoccupanti criticità di cui già si sospettava.

I controlli e le procedure finalizzate a proteggere i server dagli attacchi hacker sono risultati essere pericolosamente insufficienti, inadeguati o semplicemente ignorati. Il problema è estremamente serio, perché un eventuale attacco avvenuto con successo a danno dei server governativi può modificare il risultato finale delle elezioni, senza lasciare alcuna traccia della violazione effettuata: la frode può risultare del tutto invisibile al governo stesso. Tutto ciò si inquadra, tra l'altro, in un pericoloso contesto politico internazionale, che vede l'Estonia sistematicamente esposta a guerre di rete con la Russia. La vulnerabilità del sistema elettorale appare perciò ancora più grave.
Per ciò che riguarda la sicurezza dal lato utente, va rilevato come la votazione via Internet non sia mai in grado di assicurare l'uguaglianza e l'integrità del dato informatico. I computer degli elettori infatti non sono tutti uguali: virus, trojan e malware possono compromettere le necessarie caratteristiche di integrità dell'hardware domestico e alterare l'esito del voto senza che i cittadini ne siano consapevoli. Gli imposter websites possono addirittura dare all'utente l'illusione di accedere al sito governativo per le elezioni, portandolo in realtà su un sito falso.
Alla luce di tutto ciò, si comprende perché nessun paese europeo sia particolarmente propenso ad abbandonare la cabina elettorale in favore di smartphone e tablet. Votare via Internet non è affatto una procedura equa né sicura, e non rappresenta, al momento, una best practice da incoraggiare.

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