Sembra impossibile a dirsi, invece le "due Coree", del Nord e del Sud, sono Paesi tanto vicini da un punto di vista geografico, quanto lontani da ogni altro punto di vista (politico, economico, sociale, culturale, ecc). Scopriamo perché.

Abbiamo descritto in una recente scheda la Corea del Sud, Paese che dopo la Seconda Guerra Mondiale era disastrato, praticamente senza una propria Industria, con buona parte della popolazione che viveva al di sotto della soglia della povertà. Ed oggi? Ebbene, come visto, la Corea del Sud ha saputo crescere e  più volte "rialzarsi" allontanando i diversi periodi di crisi che l'hanno attanagliata. È riuscita anzi ad avvicinare ed in alcuni casi - leggasi ad esempio per capacità di innovare - a superare i primi dieci Paesi al mondo, mantenendo oggi, al contrario, ad esempio, del vicino Giappone, una ottima "stabilità nei conti", che le permetterebbe addirittura di rientrare nei "ferrei" parametri attuali dell'Unione Europea

Dall'altra parte del confine, la Corea del Nord (Figura 1). Vorremmo analizzare i fondamentali macro e micro-economici per avere un' idea del momento che sta attraversando e di quali potrebbero essere gli scenari futuri. Impossibile. Perché?
È da anni ormai che i dati statistici che vengono elaborati internamente dagli organi ufficiali restano segreti.
E, volendo, è difficile verificare di persona lo stato delle cose recandosi in loco poiché l'ingresso e la visita nel Paese - ove consentiti - si potrebbero effettuare solo insieme a rappresentanti locali. Sembra di parlare di una fortezza, decadente e quasi inaccessibile.

Come saperne di più? Intanto dalle azioni di politica internazionale che il Paese sta attuando, dai rapporti sia politici sia commerciali che sta (o non sta) mantenendo con gli Stati vicini e lontani, dalle indagini effettuate per i progetti internazionali (in particolare grazie a quelli per cui è consentito l'ingresso nel Paese), dai cronisti che l'hanno visitato, attraverso gli occhi degli emigranti, ed infine dalle immagini che i governanti locali vogliono mostrare, anche per propaganda nazionale. Cominciamo con il descriverne la geografia e proviamo a scoprire successivamente il Paese dalle diverse angolature a nostra disposizione.

La Corea del Nord, definita dalla sua Costituzione come Stato socialista con sistema economico pianificato, si estende per 120.500 chilometri quadrati, confina con Corea del Sud, Cina e Russia e conta 25 milioni circa di abitanti. Le zone pianeggianti occupano solo un quinto della superficie e si trovano nella zona occidentale e lungo le valli, i cui principali corsi d'acqua scorrono per lo più verso occidente sfociando nel Mar Giallo.

Il Paese, con i campi coltivabili a disposizione, intende perseguire l'autarchia con risultati a dir poco discutibili se si pensa alle innumerevoli carestie che l'hanno colpito, causando morti su morti con episodi, sembrerebbe, anche di cannibalismo. La capacità di essere autosufficiente non è oggi in miglioramento in modo significativo. Ne sono una riprova i risultati della missione della FAO (Figura 2), che ha visitato sul finire del 2013 le nove Province nordcoreane e il Programma sulla valutazione della sicurezza alimentare e dei raccolti del World Food Program.

I dati mostrano che i raccolti del 2013 (Figura 3) sono più ricchi rispetto a quelli del 2012 del 5% (specialmente riso e patate) portando la produzione alimentare stimata a circa 5 milioni di tonnellate.
È sufficiente per un regime che adotta un modello agricolo che si fonda sulla collettivizzazione dei terreni, un modello di industrializzazione basato sostanzialmente sull'industria pesante e che aspira ad essere autarchico? No, se si pensa che ben l'84% della popolazione ha un consumo di cibo vicino alla soglia di povertà, e che tale alimentazione è per di più squilibrata poiché mancherebbero in particolare, secondo quanto affermato nella relazione, alimenti ricchi di proteine.

I problemi sono ancor più gravi se consideriamo le fasce di età più giovani, bambini e neonati per cui si riscontrano molto di frequente problemi nella crescita per la carenza in primis di cibo ed in secondo luogo di equilibrio alimentare. Il programma internazionale ha riscontrato inoltre criticità logistiche nella distribuzione degli alimenti, tanto che si sono sviluppate forme di baratto specie nelle aree urbane. Quindi, baratto, povertà, fame ed anche, diffusione solo parziale di energia elettrica (Figura 4).
È quest'ultimo un altro indice di povertà, emerso dalle foto che la Nasa ha effettuato della regione: a confronto con la vicina Corea il consumo pro capite di energia è nel Sud 10.162 kilowatt, nel Nord 739, quasi quattordici volte in meno.

E se la Corea del Sud ha il primato di essere la Nazione al mondo prima per capacità diinnovare, pochi chilometri più in là, la Corea del Nord risulta essere secondo la Fondazione Heritage il Paese con la minore libertà, essendo rimasto essenzialmente chiuso, senza aver beneficiato di riforme significative in tale senso, ma con una dittatura che controlla ogni aspetto dell'attività economica e sociale.
Come detto, si tratta di un sistema dove i commerci internazionali sono limitati (il partner principale, quasi unico, è la vicina Cina), e per cui gli scarsissimi Investimenti Diretti Internazionali sono consentiti in alcune aree specifiche e solo dietro un'attenta analisi caso per caso da parte del governo.

Oltre ad essere il Paese con minore libertà al mondo, declinata nelle diverse accezioni da parte della Fondazione Heritage (come ruolo della legge, presenza dello Stato, equità del livello di tassazione, apertura dei mercati), la Corea del Nord è stata di recente oggetto di una rapporto dell'Onu da cui è emerso uno scenario impietoso. I nordcoreani vivrebbero in uno Stato in cui le forze di sicurezza violano di continuo i diritti umani e in cui omicidi, torture e campi di concentramento sono prassi e non memoria di un recente passato (i confronti non tanto velati della ricerca sono stati fatti ad esempio con i campi di concentramento nazionalsocialisti e l'apartheid in Sud Africa). Da questo rapporto hanno preso le distanza sia la stessa Corea del Nord, sia la Cina per via del fatto che il lavoro sarebbe stato condotto non con notizie "di prima mano", ma riportate dagli occhi di testimoni.

A queste accuse, bisogna aggiungere che la prosecuzione degli investimenti bellici e nel nucleare (Figura 5) continuano a distogliere risorse importanti dalla crescita economica: il 22% del Pil è indirizzato a spese belliche e sono 1,2 milioni gli uomini facenti parte dell'esercito. Esercito così corposo per combattere quale guerra? La Corea del Nord ha recentemente dichiarato di essere in stato di guerra contro la Corea del Sud (venendo meno all'armistizio firmato nel 1953), proseguendo nei test nucleari e nelle prove di lancio di missili a breve/media gittata per incutere timore ai vicini nemici. L'origine della tensione va ricercata negli anni Cinquanta, all'epoca della guerra di Corea, quando le due forze mondiali USA e URSS si schierarono apertamente l'una con la Corea del Sud, l'altra con la Corea del Nord per il controllo della penisola, di importanza strategica per entrambe. Da allora non fu mai firmato un trattato di pace e gli USA hanno mantenuto un presidio militare nella zona.

In conclusione, se in alcune precedenti schede, abbiamo parlato di "migliore dei mondi possibili" riferito a Paesi come il Canada, quello descritto potrebbe essere uno dei peggiori, in cui la politica di isolamento internazionale di certo non favorisce interventi a sostegno della crescita del Paese.
La crescita che non c'è.

 

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