Il Bahrain è un arcipelago composto da 33 isole, molte delle quali inabitabili per caratteristiche morfologiche, che si estende complessivamente per 680 kmq (poco più di tre volte l'Isola d'Elba).

L'arcipelago del Bahrain (Figura 1) è storicamente crocevia degli scambi commerciali tra i Paesi che si affacciano sul Golfo Persico e la vicina India.
Così come nel secondo millennio avanti Cristo era considerato una tappa fondamentale per le imbarcazioni dirette nell'Oceano Indiano, anche oggi è avanposto per i commerci nell'intera area. Il porto commerciale più importante è situato a Mīnā Salman, nei pressi della capitale Manama, mentre il terminale petrolifero marittimo di Sitra provvede al traffico di greggio.

Il principale partner commerciale del Bahrain è l'Arabia Saudita, i cui collegamenti sono resi più agevoli attraverso il ponte denominato King Fahd Causeway, costruito tra il 1982 e il 1986 e la cui importanza crescente ha portato a progetti simili di connessione tra Bahrein e Qatar e tra Qatar ed Emirati Arabi Uniti. È prevista infatti la costruzione di un ponte tra Bahrain e Qatar - il cosiddetto Qatar Bahrain Friendship Bridge - lungo circa 40 km, che consentirà il transito in 30 minuti (invece delle 4 ore attuali) e richiederà un investimento di circa 2,3 miliardi di dollari. Sarà il più lungo ponte al mondo non appena sarà terminato (previsioni nel 2013). Anche il sistema delle comunicazioni terrestri è buono: pur essendo privo di tronchi ferroviari, il territorio dell'isola possiede circa 300 km di strade di cui 200 asfaltate. Importante nel contesto regionale è anche l'aeroporto di Al Muharraq, su cui convergono collegamenti da oltre venti Paesi.

Il Bahrain è una monarchia costituzionale - nata nel 2002 grazie alla promulgazione della Costituzione ad opera di Sheikh Hamad bin Isa al-Khalifa - la cui economia è retta per un 25% dal petrolio (Figura 2), ma soprattutto da altri settori quali quello finanziario e immobiliare (il cui contributo al Pil si attesta intorno al 32%) e il manifatturiero.
Per quanto concerne il settore "oil", l'unico campo petrolifero e di gas inshore è quello di Awali; le riserve si attestano intorno ai 125 milioni di barili e vengono estratti circa 33 mila barili al giorno di petrolio grezzo e 500 milioni di piedi cubi di gas.
Su tutte le industrie, quella dell'alluminio è la più importante ed ha spessore internazionale: tra il 2004 e il 2009 quest'ultima ha accresciuto - e di molto - la produzione di tonnellate annue passando da 550.000 a più di 800.000 facendo registrare un aumento del 59% (Figura 3).

In Bahrain è possibile dunque trovare materie prime a basso costo e un'ottima posizione geografica che lo rende crocevia di traffici commerciali "da e per il Golfo Persico". Ma non solo.
L'economia del Bahrain è competitiva sotto molti aspetti, inclusa la bassa tassazione, lo sviluppo dei mercati finanziari, la creazione di un Parco per gli investimenti internazionali.
Questo, oltre a comprendere servizi alle imprese, offre numerosi vantaggi per le aziende straniere dei settori farmaceutico, dell' alluminio, engineering ed elettronica che investono nel Paese: 0% di Corporate Tax per 10 anni, rinnovabile per altri 5, e affitto del terreno a 1,33 $ al metro quadro all'anno. Inoltre, il livello di libertà di business, fiscale, monetario e specialmente finanziario è alto.
L'indice di libertà dell'economia del Bahrain si attesta a 74.8, collocando il Paese al sedicesimo posto al mondo tra le economie più libere del 2009.
Il livello è il più alto di quello dei diciassette Paesi facenti parte della regione del Middle Est, ed è ben oltre la media mondiale. 

Il tasso di crescita del Pil reale del Bahrain si mantiene a livelli piuttosto alti nel 2007 e nel 2008 (Figura 4), facendo registrare però una frenata nel 2009 (restando tuttavia saldamente in terreno positivo con un +3%) e una leggera risalita nel 2010 (3,7%) secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale aggiornate ad ottobre del 2009.

La crescita economica del Paese, con un mercato interno intorno al milione di persone, è fortemente dipendente dalla domanda regionale soprattutto nell'ambito dei servizi finanziari che rappresentano il settore più ampio.
Allo stesso tempo, comunque, la crescita economica, così come quella degli altri membri del Gulf Cooperation Council, sarà più sostenuta rispetto a quella degli altri paesi del mondo.
L'inflazione dovrebbe diminuire a causa di una più bassa domanda interna (Figura 5) attestandosi intorno al 3%, contro valori molto più elevati dei Paesi del Medio Oriente (+8,3%).

Il Bahrain è un Paese di forte immigrazione: il 49% della popolazione residente, secondo le statistiche fornite dalla Central Bank of Bahrein, è straniera (circa 512.000 su 1.039.000). Il tasso di disoccupazione locale risulta molto elevato: secondo dati ufficiali quello della popolazione giovanile supera il 10%.
Tale problematica ha causato una serie di disordini che ha portato il governo a modificare il mercato del lavoro favorendone una maggior flessibilità. Detto questo, il reddito pro capite medio si attesta intorno ai 33.000 dollari, in notevole crescita rispetto solo a pochi anni fa (Figura 6).

Per quanto riguarda il commercio con l'estero (Figura 7), il saldo della bilancia commerciale è attivo anche nel 2009.
Tra i principali partner commerciali c'è l'Arabia Saudita (il Bahrein ne è indipendente solo dal 1971), Paese da cui arriva il 36.5% delle importazioni e che assorbe il 3.6% delle esportazioni.
Risulta importante inoltre anche il peso degli USA (6,4% delle import e 2,5% delle export).
I rapporti commerciali tra Bahrain e USA sono stati favoriti dall'accordo bilaterale di libero scambio firmato nel 2004 e in vigore dal 1 gennaio 2006 che ha fatto del Behrain - a detta dell'ex Presidente Bush - "il principale alleato USA al di fuori della NATO".

E l'Italia? Il nostro Paese ha un saldo positivo nel commercio con il Bahrain, importando da qui prodotti della metallurgia (95% del complessivo e in particolare alluminio,  ferro, ghisa e acciaio) ed esportando per lo più macchinari, prodotti tessili, articoli in gomma e materie plastiche.

Per concludere, il Bahrain fa parte del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Figura 8), organizzazione internazionale regionale che riunisce sei stati arabi del Golfo Persico. Creata nel 1981 su impulso dell'Arabia Saudita e sotto la pressione degli USA, ha scopi di carattere economici e sociali e l'obiettivo ambizioso di creare una moneta unica, il Khaleeji, per il 2010.
Nel frattempo, il Mercato Comune del Golfo è stato ufficialmente varato il 1 gennaio 2008 ed entro la fine del 2009 verrà creata la Banca Centrale dei Paesi del Golfo, che avrà un ruolo simile a quello della Banca Centrale Europea.
La moneta comune sarà il passaggio fondamentale
per integrare il sistema economico e finanziario all'interno della Regione.

                                              Rocco Paradiso

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