Fino a un certo tempo, Argentina e Stati Uniti hanno avuto storie parallele: entrambi i paesi  sono il risultato di colonizzazioni europee di spazi largamente vuoti (anglosassoni al Nord, spagnoli e italiani al Sud), entrambi si rivoltarono contro le madrepatrie e si proclamarono indipendenti (nel 1776 gli Stati Uniti, nel 1816 l'Argentina). Sia negli Stati Uniti (1861-65) sia in Argentina (1850-62, a intermittenza), forze secessioniste e fautori dell'unità si scontrarono in cruente guerre civili con la vittoria di questi ultimi. Nell'ultima parte del XIX secolo, gli Stati Uniti si svilupparono mettendo a coltura le grandi pianure dell'Ovest, esportando grano e avanzando verso l'Oceano Pacifico; gli argentini avanzarono verso Ovest fino alle Ande e verso Sud nella Patagonia fino a sfiorare il Pacifico nella Terra del Fuoco.

Poi i loro sentieri si dividono: le ricchezze dell'espansione agricola degli Stati Uniti vengono largamente investite in una successiva espansione industriale, basata sull'acciaio e i mezzi di trasporto, quelle dell'espansione agricola argentina fanno di Buenos Aires una grande e bella città (che oggi conta oltre 11 milioni di abitanti, Figura 1) ma per il resto trovano la via del nascente mercato finanziario di New York e contribuiscono a finanziare la crescita dell'industria dei "cugini" del Nord. Gli Stati Uniti partecipano alle guerre mondiali e acquistano la leadership economica e politica dell'Occidente; l'Argentina rimane "confinata" nel "Cono Sud", ossia la parte meridionale del Continente, con sporadici conflitti con il Cile e una competizione con il Brasile per il primato nel Sudamerica, ma le enormi produzioni di grano e di carne le assicurano crescita e benessere. Alla fine nella seconda guerra mondiale è l'ottavo paese del mondo nella classifica del reddito per abitante.

Di qui inizia un lungo declino relativo, caratterizzato dalla presidenza del generale Peròn (1946-55) che dà origine al peronismo, un confuso movimento politico mirante alla giustizia sociale, da ottenersi anche con una forte presenza dello stato nell'economia, al nazionalismo economico, alla neutralità, e quindi all'isolamento internazionale che si scontra con partiti di impostazione laico-liberale.

Nel 1976, dopo alcune deboli presidenze, un colpo di stato portò al potere una giunta militare (presieduta prima dal generale Videla e poi dal generale Galtieri ) che attuò una dura repressione nei confronti degli oppositori soprattutto di sinistra (decine di migliaia di cittadini, i cosiddetti desaparecidos, furono semplicemente fatti scomparire); la disastrosa guerra alla Gran Bretagna per conquistare le Isole Malvine (o Falkland), da sempre rivendicate dall'Argentina, occupate da truppe argentine e riconquistate dagli inglesi (aprile-giugno 1982) segnò la fine, nel 1983, di questo governo.

L'Argentina è membro fondatore del Mercosur, il mercato comune che la lega dal 1991 al Brasile, all'Uruguay e al Paraguay. Su questa base, l'esperimento liberista del presidente Menem (1989-99), con una versione rivista del peronismo, portò ad ancorare - anche con un apposito articolo nella Costituzione - la moneta argentina al dollaro. Questo ancoraggio inizialmente favorì una rapida crescita e attrasse ingenti capitali stranieri, con un forte indebitamento con l'estero, ma l'ascesa della moneta nordamericana fece perdere di competitività alle imprese argentine; la bilancia dei pagamenti peggiorò sensibilmente (Figura 2). Ne seguì nel 2001 una durissima crisi, con il crollo della moneta, la sospensione dell'attività bancaria, una netta riduzione dell'attività economica (Figura 3)  e naturalmente l'eliminazione del legame col dollaro. Disoccupazione e inflazione raggiunsero livelli altissimi (Figura 4). L'allora presidente De La Rua, radicale, dovette abbandonare la casa Rosada in elicottero assediato dalla gente comune; i radicali entrarono in una fase di grave crisi politica, fino a cedere nuovamente il potere al peronista Duhalde.

Successivamente, dal Maggio 2003, sotto la presidenza di Nestor Kirchner, peronista anch'egli, l'economia si è ripresa con grande rapidità, anche per l'aumento dei prezzi dei cereali e in particolare per la nuova forte domanda di mais quale base per la produzione di carburanti non petroliferi. Il debito verso organismi internazionali è stato interamente ripagato (quello verso i privati è ancora soggetto a negoziazione ma non sarà ripagato integralmente). A partire dal 2006, la crescita si è consolidata a livelli alti e stabili, la disoccupazione continua a calare, l'inflazione si aggira intorno al 9-10 per cento (Figura 3 e Figura 4).

Nell'ottobre del 2007, la moglie del presidente Kirchner, Cristina Fernandez, ha vinto le elezioni. E' la seconda volta che una moglie succede al marito quale presidente: Maria Estela Martinez successe al marito, Juan Peròn, e fu presidente dal 1974 al 1976 (cambiò il suo nome in Isabela, in ricordo della prima moglie di Peròn, popolarissima e scomparsa in giovane età). 

                                                  Mario Deaglio

 

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