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Una proposta su depositi e investimenti
Crisi finanziaria, la quarta ondata è tra noi

mercoledì 22 ottobre 2008

Elio Dardano

 

Per gli Stati garantire i prestiti interbancari vuol dire perpetrare l'attuale finanza allegra sui prestiti, con gli utili ai privati e i debiti allo Stato, legalizzando il sistema Parmalat moltiplicato 100.
L'Europa sta peggio dell'America, il piano di salvataggio costa il doppio e  i Tanzi delle banche sono ai loro posti, garantiti dallo Stato ! L'iniziativa  presa di tutelare i conti correnti da parte dello Stato è un provvedimento illusorio, valido solo se fallisce una  banca!  
I depositi su c/c, per esempio in Irlanda  e in Italia, sono rispettivamente il doppio e il 50% del pil ! Basterebbe invece separare giuridicamente nelle banche la gestione  dei depositi da quella dell'investimento. In questo caso la banca farebbe da cassaforte per il conto corrente del cliente, garantito dal mancato utilizzo.
Se il cliente vuole remunerare i soldi, darà esplicito incarico alla banca di investire, assumendosene il rischio.
Il settore investimento delle banche opererà con i mezzi propri, quelli esplicitamente prestati dai clienti e quelli forniti dalla Banca Centrale, i prestiti interbancari non saranno più necessari.  La  B.C.E non emetterà più denaro a debito, ma utilizzerà come garanzia i beni pubblici (sistema Svizzero che rende 7 miliardi di euro alle istituzioni pubbliche garanti ), trasferendo il TUS di competenza  agli Stati garanti.
In questo modo l'emissione monetaria non graverà più sul debito, per quanto riguarda l' Italia almeno 20 miliardi annui di euro risparmiati di mancati interessi!
Naturalmente occorrerà modificare Maastricht, ma è nell'interesse di tutti farlo! 
Gradirei  la valutazione del progetto.  

Elio Dardano, Alessandria

 

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