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Ecco alcune delle opinioni sul neo-eletto Presidente degli Stati Uniti espresse dai nostri lettori nel questionario inviato agli iscritti alla newsletter:
Spero che Obama possa determinare una rivisitazione delle regole e delle autorità di mercato. (M.L.)
Sarà determinante per il migliore andamento dell'economia. (E.S.)
Ho molti dubbi circa le sue possibili risposte politiche alla crisi. (G.M.)
E’ necessario, per gli USA ed il mondo, cambiare l’approccio dato da G. W. Bush. (D.S.)
C'è da augurarsi che sia in grado di dare fiducia e imprimere una svolta importante al sistema americano. (G.M.)
A giudicare dai consiglieri che si è scelto, non ripongo grandi aspettative purtroppo. (N.O.)
Non sono sicuro che Obama sia la svolta necessaria nelle politiche economiche. (F.P.)
In America c'è bisogno di qualcuno che faccia un po' d'ordine ed Obama sembra la persona adatta. Servono regole ed organi che le facciano rispettare, serve un po' di pulizia e comunque bisogna riportare il treno del capitalismo sui binari giusti ed anche un po' etici .... fino ad ora ha corso solo sui binari di profitti e speculazione! (A.C)
Credo che Obama possa aiutare nella risoluzione dell'attuale crisi finanziaria mondiale. Tuttavia sono convinta che sia necessaria una riforma globale e coordinata del mercato finanziario mondiale. (D.A.)
La prossima presidenza degli Stati Uniti dovrà proporre modifiche strutturali al modello di crescita americano. (F.G.)
Obama può essere 2 cose: un grande abbaglio oppure l'uomo nuovo della politica americana. (E.L.)
Non so se questa sia la svolta necessaria. La svolta è data da un recupero dell'etica professionale del settore economico-finanziario e dal rispetto di nuove regole. Ritengo che la mancanza di etica professionale ed il distacco dall'economia reale di molti operatori finanziari e la conseguente necessità degli interventi governativi rappresenti una sconfitta per chi come me vorrebbe un mercato libero con regole certe da rispettare. In questo gli USA sono stati un pessimo esempio e non mi sembra di vedere un disegno di cambiamento ma un tentativo di salvare e riproporre il modo di vivere precedente la crisi finanziaria. (G.D.)
Non è detto che sia la svolta necessaria, la lobby dei banchieri e le loro trappole monetariste finora hanno sempre prevalso. (E.D.)
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