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L'evoluzione del debito pubblico italiano
Il debito pubblico italiano: San Giorgio e il drago

martedì 15 novembre 2011

Franco Tadiotto

 

Se  ricordo bene lo Stato, fino al 1980, aveva un debito pubblico in linea con le altre economie occidentali. I risparmiatori compravano i buoni del tesoro a 10, 20 anni ad un tasso di interesse in linea con quei tempi.
Nel 1973 ci fu una prima crisi finanziaria mondiale, in seguito alla chiusura del canale di Suez. L'inflazione comincio' a galoppare e raggiunse valori a 2 cifre.
Coloro che avevano i buoni del tesoro poliennali all'1% si trovarono in mano carta straccia.
Qualche tecnico del Tesoro invento' i Buoni Ordinari Trimestrali con tasso di interesse fino al 20%.
Fu una rivoluzione. Questa novita' insieme ad altre escogitate dall'Europa (per esempio il serpente monetario) ridusse l'inflazione sotto il 10%.
Si dovevano allora restituire ai risparmiatori le somme depositate, ma arrivo' Craxi alla presidenza del Consiglio dei Ministri e per fare bella figura con i suoi elettori e clienti, tra i quali anche Berlusconi, fece man bassa di questa montagna di denaro, lasciando i creditori, di nuovo, con carta straccia in cassaforte.
A questo punto ai sottoscrittori italiani, si sostituirono gli amici stranieri ed ora il debito pubblico e' per la maggior parte in mano alle banche centrali dei Paesi europei, della Cina e degli Stati Uniti.
I paesi stranieri non ci stanno piu' a finanziare le spese pazze dei governi italiani e reclamano i loro soldi.
Non sarebbe accaduto se Berlusconi non avesse abolito l'ICI (che tanto adesso sara' reintrodotta); Berlusconi, in assenza del gettito dell'ICI, ha dovuto prelevare i soldi dal debito pubblico, facendolo lievitare e creando il panico tra gli investitori stranieri.
Se vogliamo il fenomeno e' il risultato di una lacuna nel trattato di Maastricht, che non ha congelato i debiti di tutti i Paesi membri al momento dell'introduzione dell'euro.
Il trattato di Maastricht si è limitato a prevedere un limite tra il debito corrente e il PIL, fissandolo al 3%, ma se il debito pubblico non ha un tetto, ecco che il limite del 3% si puo' aggirare.
Non credo di sbagliarmi; in caso contrario vi prego di rilevare gli errori.
Soluzioni non ce ne sono: bisogna restituire il debito, evitando gli sperperi "sovrani"; pero' il pagamento delle pensioni di vecchiaia non deve essere considerato uno sperpero, ne' l'ICI deve essere un alibi per continuare negli sperperi.
Saluti 
 
Franco Tadiotto
 
 
 
 
 
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