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Ho letto con interesse le vostre analisi sull'attuale crisi internazionale e ne condivido la preoccupazione. Mi pare tuttavia che vi sfugga quello che, prima o poi, sarà il nuovo scenario da affrontare, cioè la fase di declino ormai inarrestabile del mondo occidentale. Il tema non è nuovo, dato che se ne parlava già nei primi anni ottanta, ma è stato poi ignorato a lungo grazie alla caduta del muro di Berlino e al nuovo colonialismo americano. I segnali interessanti sono molti: cosa accadrebbe se le code dei correntisti davanti alla banca Northern Rock diventassero un fenomeno incontrollato nei paesi più avanzati?
E se il sistema bancario collassasse nel giro di una settimana?
Come sarebbe il mondo con un nuovo ordine stabilito da cinesi e paesi musulmani?
I nostri sistemi politici stanno percorrendo la stessa strada che ha portato al crollo dell'URSS: controllo sempre più maniacale della popolazione, informazione distorta ma onnipresente, esaltazione delle forze dell'ordine, lo sport come oppio interno e vetrina internazionale, tendenza verso un partito unico ( la "grande coalizione" in Germania, Sarkozy che arruola come ministri membri dell'opposizione, i programmi fotocopia di Veltroni e Berlusconi...) ed enormi ricchezze nelle mani di pochi.
Mi piacerebbe che analizzaste di più questi scenari un tempo detti apocalittici, ma oggi secondo me assai prossimi. Nulla dura per sempre, facciamocene una ragione.
Claudio O., Oberlin, Ohio (USA) |