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In merito all'articolo Clima e riscaldamento globale: stato di paura?, voglio ricordare alcuni dati tratti dal sito della rivista National Geographic:
-Le temperature medie sono aumentate di 1,4 gradi Fahrenheit (0,8 gradi Celsius) nel mondo dal 1880, in gran parte nelle ultime decadi, secondo studi della NASA.
-Il tasso di riscaldamento è in crescita; le ultime due decadi del ventesimo secolo sono state le più calde negli ultimi 400 anni. Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazioni Unite 11 degli ultimi 12 anni sono stati fra i dodici più caldi dal 1850.
-Nelle regioni artiche il riscaldamento aumenta a ritmo doppio rispetto alla media globale, con gravi ripercussioni sui ghiacci (report dell’Arctic Climate Impact Assessment).
-Essendo l’emisfero sud meno inquinato e popolato di quello nord, le regioni antartiche, finora, sono forse state meno interessate dal fenomeno. Pochi mesi fa, comunque, i media di tutto il mondo hanno mostrato le immagini di un iceberg lungo 41 km distaccatosi dalla banchisa del Polo Sud e i ghiacciai sono in costante arretramento ovunque, anche in Cile e in Sudamerica.
Sappiamo che in questi anni il riscaldamento globale è stato invocato praticamente per ogni anomalia sul pianeta, venendo quindi esposto a critiche e analisi fantasiose come quelle del romanziere Crichton. Il rapporto del Febbraio 2007 dell’IPCC delle nazioni Unite, basato sul lavoro di 2500 scienziati di ogni paese, conclude che è estremamente probabile che il fenomeno sia in gran parte causato dall’uomo, tramite industrializzazione, deforestazione e inquinamento. Le spiegazioni non saranno ancora esaurienti, ma, di fatto, in questi ultimi anni non c'è stata una sola teoria, a livello di pubblicazioni scientifiche, che metta in discussione il riscaldamento in sè.
La velocità con cui si sono manifestati gli attuali cambiamenti climatici è senza precedenti storici.
Circa un milione di differenti specie animali e vegetali rischiano l’estinzione a causa dei danni all’ecosistema.
Crichton ha venduto milioni di copie del suo libro raccontando una storiella nemmeno molto originale. Attribuire i mali del mondo all’ambientalismo e a stimati studiosi e accusarli di quegli stessi difetti su cui prospera lo spensierato materialismo voluto dalle grandi multinazionali mi pare un approccio cieco e scorretto, sostenuto solo dalla medesima cupa disperazione di quelli che bollarono Galileo come eretico.
Chiunque, aprendo la sua finestra od osservando il mondo che cambia, può oggettivamente notare che c’è qualcosa che non va, senza aspettare le spiegazioni di qualsivoglia teoria o grafico.
Basta il buon senso.
Francesco D., Savona
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