La crescita globale degli impianti fotovoltaici, che sfruttano l'energia solare incidente per produrre energia elettrica mediante effetto fotovoltaico, è estremamente dinamica e varia da Paese a Paese. Nel corso del 2015 la capacità totale è cresciuta di più di 50 gigawatt (GW), raggiungendo così i 227 GW, sufficienti a fornire l’1% del consumo totale mondiale di elettricità, che si attesta attualmente a oltre 18.000 terawattora (TWh). Come nel biennio precedente, i paesi con la maggior crescita nel 2015 sono stati la Cina (che ha superato la Germania come primo produttore al mondo), il Giappone e gli Stati Uniti, mentre in Europa Regno Unito e Francia tentano di colmare il gap storico con Italia e Germania. India e Australia si presentano come forze emergenti e sono ormai entrate nella top 10 per capacità totale (Figura 1).

Il nostro Paese, grazie alle favorevoli condizioni climatiche e alle politiche di sostegno al settore, è da sempre nelle posizioni di vertice: siamo infatti al primo posto fra i 22 Paesi in cui il contributo del fotovoltaico al fabbisogno elettrico interno ha superato l’1%, avendo da noi raggiunto l’8%, davanti alla Grecia a quota 7,4% e alla Germania al 7,1%. Quest’ultima è anche l’unica a precederci nella classifica di watt pro capite prodotti grazie al sole.
Secondo i dati raccolti dal GSE (Gestore Servizi Energetici, responsabile della rilevazione statistica di tutti gli impianti fotovoltaici e di tutti gli altri impianti a fonte rinnovabile fino a 200 kW) nel Rapporto Statistico 2015, al 31 dicembre 2015 il numero di impianti fotovoltaici in Italia è salito fino a 688.398 (Figura 2), per una potenza complessiva di 18.892 MW (18.920 secondo i dati IEA in Figura 1). Di questi, poco più di 40.000 impianti sono stati installati nel 2015, con un vistoso calo del 23% circa rispetto al 2014, anno in cui erano stati attivati gli ultimi che hanno beneficiato del Conto Energia, il programma europeo (conclusosi nel 2013) di incentivazione per la produzione di elettricità da fonte solare mediante impianti fotovoltaici permanentemente connessi alla rete elettrica. Si è ridotta del 30% anche la potenza installata, in un quadro generale dove comunque oltre il 90% degli impianti totali sono di piccola taglia, con una potenza inferiore o uguale a 20 kW, per lo più installazioni a servizio di utenze domestiche. La taglia media nazionale degli impianti fotovoltaici è così scesa a poco più di 27 kW.

Le differenze fra le diverse regioni sono significative: Lombardia (101.403) e Veneto (93.168) guidano la classifica per numero di installazioni e insieme rappresentano il 28,3% del totale sul territorio nazionale (Figura 3).
In termini di potenza installata (Figura 4) è invece la Puglia a detenere, con 2.600 MW, il primato nazionale; nella stessa regione si rileva anche la dimensione media degli impianti più elevata (61 kW).
Le regioni con più bassa penetrazione di impianti fotovoltaici sono la Liguria, il Molise e la Valle D’Aosta. Complessivamente, il Nord detiene il 54% circa del totale, il Centro circa il 17% e il Sud il restante 29%:
L’andamento del 2015, sia a livello regionale che provinciale, ha ricalcato quello dell’anno precedente non portando quindi variazioni. Roma è la prima provincia italiana per numero di installazioni, con il 3,7% del totale nazionale, seguita da Treviso e Brescia con il 3,3%, mentre nel sud primeggia la provincia di Lecce, con il 2,1%.
L’analisi dei dati relativi alla potenza installata per abitante, a fine 2015, pone ai vertici le Marche con 677 Watt per abitante, seguita da Puglia (636 W/ab), Basilicata (626 W/ab) e l’Umbria (516 W/ab).
Nel 2015, la potenza pro-capite nazionale è stata pari a 311 W per abitante (308 secondo i dati IEA), in leggero aumento rispetto al 2014 (+1,6%).
Per quanto riguarda la produzione (Figura 5), nel 2015 sono stati raggiunti i 22.942 GWh - il 55% generato dal settore industriale (che include anche le centrali fotovoltaiche), il 21% dal settore terziario, il 13% dal domestico e l’11% dal settore agricolo - ovviamente con picchi nei mesi estivi e con un incremento del 2,8% rispetto al 2014, inferiore anch’esso a quelli registrati negli anni precedenti. La produzione più elevata da fotovoltaico è stata realizzata dalla Puglia (con Lecce prima fra le province), che detiene il 16% della produzione totale nazionale di 22.942 GWh, seguita dall’Emilia Romagna e dalla Lombardia (Figura 6).
Le variazioni delle produzioni regionali rispetto all’anno precedente si rivelano, nel complesso, contenute; le regioni che hanno registrato incrementi più rilevanti sono il Friuli Venezia Giulia (+11% rispetto al 2014) e il Veneto (+9%). In controtendenza invece le Isole, entrambe caratterizzate da decrementi della produzione da fonte solare del 4% circa rispetto al 2014.

La grande maggioranza degli impianti installati in Italia, circa l’80%, sono utilizzati in ambito domestico e sono perciò di piccola taglia, principalmente tra 3 kW e 20 kW, seguiti da quelli con potenza fino a 3 kW. mentre la maggior parte della potenza (52%) è relativa al settore industriale. in particolare negli insediamenti produttivi con impianti di potenza compresa tra 200 kW e 1 MW.
Nel settore industriale sono comprese sia le attività manifatturiere sia le centrali di produzione di energia. Le regioni del Nord insieme a Puglia e Sicilia annoverano il 61% della potenza installata. La regione con il più alto numero di impianti afferenti al settore terziario è la Lombardia con 13.297 unità, seguita dal Veneto (9.154) e dall’Emilia Romagna (8.934), mentre al Sud il primato è della Puglia con 5.119 impianti. Gli impianti afferenti al settore agricolo si distribuiscono principalmente al Nord; in particolare, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto rappresentano insieme circa il 41% degli impianti e il 38% della potenza del settore.
Per quanto riguarda gli impianti installati nel corso del solo anno 2015 in Italia, l’85% delle unità produttive è riconducibile al settore domestico. Il 90% dei 298 MW istallati si suddivide tra il settore domestico (47%) e il settore terziario (42%).

Un aspetto importante per la crescita del settore è l’autoconsumo, cioè la quantità di energia prodotta che non viene immessa nella rete di trasmissione o di distribuzione dell’energia elettrica, in quanto direttamente utilizzata nel luogo di produzione.
In Italia gli autoconsumi nel 2015 risultano pari a 4.270 GWh (il 18,6% della produzione complessiva degli impianti fotovoltaici), in crescita del 20% rispetto al valore del 2014 e del 2013 (Figura 7). L’autoconsumo massimo si è avuto nel mese di Luglio, in corrispondenza del picco di produzione.
Il rapporto tra gli autoconsumi e la produzione netta nel 2015 è risultato massimo in Liguria e generalmente maggiore nelle regioni del Nord Italia (Figura 8).
In valore assoluto l’autoconsumo più elevato è stato registrato in Lombardia e il più basso in Valle d’Aosta.
Nel settore domestico praticamente tutti gli impianti generano autoconsumo, per quanto i settori terziario e industriale siano quelli con le maggiori quote percentuali: il 44% dei 4.270 GWh autoconsumati in Italia nel corso del 2015, derivano infatti dall’industria e il 28% dal terziario; seguono il settore domestico (21%) e il settore agricolo (8%).
Guardando le curve mensili degli autoconsumi risulta evidente la flessione nei settori terziario ed industriale ad Agosto, in corrispondenza del calo delle attività produttive.

E’ difficile comunque prevedere per quanto tempo ancora il nostro Paese possa mantenere le posizioni di vertice, dato che le nuove restrizioni normative introdotte dal Governo, dai tagli retroattivi contenuti in gran parte nel cosiddetto decreto “Spalma-incentivi”, alla riforma della bollette domestiche che penalizza l'autoproduzione, potrebbero frenare ulteriormente la crescita del solare fotovoltaico minacciandone la competitività economica e la sua futura espansione, in un contesto che prevede anche un rallentamento della crescita globale del fotovoltaico nel 2016.

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