Le cadute di Borsa di inizio marzo sono come delle folate di vento gelido che lasceranno presto il posto al bel tempo? Oppure l'inizio della primavera astronomica coinciderà con una stagione "invernale" dell'economia? E' naturalmente molto difficile, per non dire azzardato, cercare di rispondere a queste domande, di fronte alle quali misuriamo tutta la nostra mancanza di conoscenze dei veri meccanismi dell'economia.

Se non una previsione, per lo meno una "fotografia" la si può fare. E la presentiamo con l'aiuto di alcune tavole tratte da un recente lavoro dell'OCSE, l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che è un vero e proprio "ufficio studi" per i paesi ad alto reddito (e tra le organizzazioni internazionali forse quella che fa le previsioni più esatte).

Come si può vedere nella Figura 1, le variazioni dell'indice di fiducia delle imprese americane sono al ribasso, mentre quelle delle imprese europee e giapponesi sono al rialzo. La stessa situazione si verificò nel 2000, quando le cadute di Borsa segnalarono una recessione incentrata sugli Stati Uniti. C'è da sperare che questo non si ripeta oggi.

Un dato relativamente tranquillizzante è il basso valore dell'inflazione (Figura 2). Le economie avanzate hanno saputo assorbire senza grandi effetti generali il raddoppio in cinque anni dei prezzi del petrolio. Nessuno sa bene come abbiano fatto ma è un segno altamente positivo, da collegarsi all'evolversi delle tecnologie (e anche al contenimento dei salari).

Per conseguenza, la disoccupazione è in ribasso ovunque, come indica la Figura 3. Negli Stati Uniti la discesa è stata più rapida e più incisiva (ma i dati americani sottostimano leggermente il fenomeno); in Europa, invece, la disoccupazione continuava ad aumentare quando in America già diminuiva, e questo a causa del grande "rigonfiamento" tedesco. In ogni caso, da più del10 per cento del 1995 siamo passati a meno dell'8 per cento nel 2007, il che non è cosa da poco.

Sembra, tutto sommato, un quadro accettabile. Ma ecco che, in maniera molto brusca, è arrivata la "perturbazione": come si può vedere chiaramente nella Figura 4, la caduta nell'avvio della costruzione di nuove case si è concentrata nel periodo novembre-marzo e fa francamente paura se si tiene conto che proprio le costruzioni sono state il salvagente che ha tenuto a galla le economie americana e mondiale.

Non ci resta che vedere, come faremo insieme con chi ci segue su questo sito, che cosa succede con la primavera; la quale, come dice una vecchia filastrocca, viene cantando, ma non siamo in grado di dire che cosa ci porta.

                                                Mario Deaglio

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