Sono passati ormai oltre cinque anni da quando, per la prima volta, abbiamo inviato agli iscritti alla nostra newsletter un breve questionario per conoscere le loro reazioni personali a una crisi economica che proprio in quei giorni si andava minacciosamente propagando in tutto il mondo e l'impatto che aveva sulla loro vita.

Da allora abbiamo ripetuto l'esperimento annualmente riscontrando sempre una buona partecipazione, della quale ringraziamo il nostro pubblico.

Lo scopo, naturalmente, e' quello di fornire una valutazione, per quanto piccola e "anedottica" e contribuire cosi' alla conoscenza di una crisi inedita.
E naturalmente di comunicare questi risultati ai nostri lettori. I quesiti sono sempre stati più o meno gli stessi, non per scarsa fantasia o accanimento, ma perché il protrarsi e l'aggravarsi della congiuntura negativa ci sembravano tematiche sulle quali soffermarsi periodicamente per analizzarne le ricadute sui lettori e confrontarle con i dati degli anni precedenti.

Quest'anno abbiamo variato leggermente il tono dei quesiti, non riproponendo la classica domanda sull'impatto della crisi dal punto di vista personale, che aveva ormai ottenuto il record assoluto di risposte negative lo scorso anno.
Ci siamo dunque soffermati sulle conseguenze della crisi sullo stile di vita. Ecco i risultati (Figura 1).

1) A seguito della crisi:

A......  Ho cambiato alcune abitudini/priorità di spesa: 54,1%
B......  Ho ricominciato a risparmiare: 2,9%
C......  Non ho più potuto risparmiare: 12%              
D......  Non ho cambiato il mio stile di vita: 31%

Sostanzialmente un terzo dei partecipanti al questionario,  pur se toccato in qualche modo in questi anni dalla crisi globale, è riuscito a mantenere il suo tenore di vita o addirittura a risparmiare, mentre per i restanti due terzi le sofferenze sono state più tangibili; un risultato in linea con le statistiche, e le indagini. ufficiali o non ufficiali, che vengono rese note con un ritmo quasi quotidiano..

Meno entusiastiche le previsioni per l'anno nuovo in Italia. Coloro che credono in una ripresa generalizzata sono solo il 6,2%. La maggioranza assoluta propende per un leggero miglioramento, offuscato però dalla disoccupazione alla cui riduzione pochissimi sembrano credere.
Il dato più negativo, pero' è il 28,8% che immagina addirittura un peggioramento di una situazione già assai grigia per il nostro paese (Figura 2).

2) Il 2014 in Italia sarà:

A......Migliore del 2013: si vedrà una certa ripresa: 6,2%
B......Migliore del 2013 ma non per tutti, in quanto la disoccupazione non scenderà ancora: 52%
C......Come il 2013: 14%
D
......In peggioramento, per l'instabilità politica o altri motivi :  28,8%     

La terza domanda, sul futuro in Europa, ricalcava in parte quella dell'anno passato. Ci sembra di poter dire che la fiducia nel superamento della crisi a livello continentale sia cresciuta, come del resto indicano i recenti dati ufficiali, ma anche in questo caso lo spettro disoccupazione incombe e provoca una reazione complessivamente negativa.
Le prossime elezioni europee non sono viste come occasione di sostanziale miglioramento, e anche questa scelta conferma quello che è il sentimento dominante in questo periodo, cioè la scarsa fiducia nella classe politica (Figura 3).

3) Durante il 2014 in Europa:

A......  Ci sarà ripresa, più che in Italia: 32,3%
B......  Ci sarà una ripresa lenta e insufficiente a ridurre sensibilmente la disoccupazione: 58,3%
C......  La situazione risentirà dell'esito delle elezioni europee: 9,4%

Il quarto quesito aveva un tono più leggero: abbiamo proposto alcune opzioni sugli avvenimenti da ricordare dell'anno appena trascorso. I voti si sono alquanto differenziati, come era prevedibile, ma alla fine si sono imposte le clamorose dimissioni di Papa Ratzinger, seguite a distanza dal caso Snowden e dalle altre opzioni. Fra le risposte ricevute segnaliamo ancora l'entusiasmo per il nuovo corso di Papa Francesco (le questioni religiose non perdono mai il loro fascino nel nostro paese…), l'elezione di Renzi a segretario del PD, le guerre in Siria e in Africa, l'attuazione del tapering negli Stati Uniti, le rivolte di piazza in molti paesi emergenti e anche in Italia (in particolare per l'annoso problema TAV), la rielezione di Obama e, last but not least, ancora la crisi e la mancanza di lavoro (Figura 4).

4) Del 2013 saranno da ricordare:

A......  Il 'disgelo' con Teheran: 16%
B......  Il caso Snowden e i problemi della sicurezza informatica: 24%
C......  La tragedia di Lampedusa del 3 ottobre: oltre 300 morti: 14,7%
D....... Le dimissioni di Papa Ratzinger: 30,7%
E
....... Le bombe alla Maratona di Boston: 2,6%
F.......  
Altro: 12%

La quinta domanda sulle attese per il 2014 conferma le tendenze già emerse nelle risposte precedenti: il lavoro è percepito come il problema principale (pur in calo rispetto alle risposte dello scorso anno che raggiungevano il 45,4%), incalzato dal futuro dell'UE, nella quale evidentemente si concentrano le speranze di molti a scapito del crescente euroscetticismo. Discreta è anche l'attenzione per lo scenario internazionale, in primis per la Cina, ma anche per i vari conflitti che turbano il mondo.
Altre opzioni suggeritici sono l'incapacità della classe politica a fornire risposte credibili, la crescente disuguaglianza nella distribuzione delle risorse economiche e le migrazioni di massa dal terzo mondo verso l'occidente (Figura 5).

5) I principali problemi a livello globale nel 2014 secondo mesaranno:

A...... Le elezioni in alcuni paesi: Afghanistan, India, Brasile e midterm negli USA: 2,2%
B
...... Le riforme e l'economia in Cina: 23%
C...... I conflitti aperti (Siria e vari stati africani): 15%
D...... Il futuro dell'Unione Europea: 27,6%
E...... La mancanza di lavoro: 28,8%
F...... Altro: 3,4%

Per quanto riguarda i temi indicatici come meritevoli di attenzione in futuro, vi rimandiamo alla sezione dedicata ai commenti, dove abbiamo riportato i più significativi. Ringraziamo ancora tutti per la partecipazione e i numerosi consigli.
La nostra linea editoriale ci ha finora tenuti lontani da questioni politiche o troppo specificamente italiane (come la giustizia o il sistema previdenziale, di cui alcuni ci chiedono di trattare). Nel nuovo anno, insieme ad un ormai ineludibile aggiornamento grafico del nostro sito, ci ripromettiamo comunque di allargare la nostra attenzione al nostro paese, dove i problemi e le questioni da affrontare certo non mancano.

 

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