Sono ormai cinque anni che, a fine dicembre, invitiamo i visitatori del nostro sito iscritti alla newsletter a rispondere a un questionario, teso a sondare direttamente impressioni e opinioni sulla situazione che stiamo vivendo.

Nel dicembre 2010 pensavamo di essere al massimo dell'incertezza: Tunisia ed Egitto sperimentavano tumulti dall'esito incerto, la crisi economica continuava a frenare le economie occidentali,  l'Italia doveva fare i conti con serie difficoltà di funzionamento dei suoi meccanismi politici.

L'incertezza non si è certo dissolta nel 2011: la primavera dei paesi arabi è ancora ben lungi dal dare frutti maturi, l'Europa continua a proporre piani per salvare la Grecia, ma non sembra ancora aver trovato una ricetta veramente affidabile per salvare se stessa e, dopo una ripresa stentata, pare nuovamente sull'orlo di una contrazione produttiva. mentre dall'America giungono segnali contraddittori; l'Italia ha dovuto affidarsi a un governo tecnico per la difficoltà delle forze politiche a esprimere misure anticrisi efficaci.

Questa situazione di incertezza e di almeno potenziale negatività si riflette nelle risposte dei lettori al questionario del dicembre 2011, nel quale abbiamo ripetuto le stesse domande sull'impatto della congiuntura che poniamo ormai dal 2008, agli inizi della crisi globale. Purtroppo il clima caratterizzato dal binomio recessione-rassegnazione sembra non volersi ancora attenuare, anzi risulta rafforzato.

La prima domanda, sugli effetti della crisi sulla vita dei visitatori del nostro sito, mostra la continuazione della tendenza all'allargamento dell'area di chi è toccato dalla crisi dal punto di vista patrimoniale (un balzo dal 26 a oltre il 40 per cento). Inferiori appaiono gli effetti dal punto di vista del lavoro (probabilmente il peggio era stato vissuto nell'anno precedente, quando quasi un terzo dei lettori disse di essere in questa condizione).

Appena un visitatore su quattro si dichiara "non toccato finora", in lieve calo rispetto al 2011. Nel complesso prosegue una lenta ma inesorabile crescita dell'impatto della congiuntura negativa sulla vita degli italiani (Figura 1).

Aggregando infatti i dati e confrontandoli con i questionari del passato (Figura 2), notiamo dunque che la percentuale  di coloro che sono stati colpiti dalla crisi economica è salita ulteriormente dal  72,4% al 74,2%. Coloro che si dichiarano immuni scendono dal 27,6%  al 25,8%, mentre crescono considerevolmente quelli toccati nel loro patrimonio o addirittura nel loro modus vivendi. Il problema non sembra essere solo più di carattere lavorativo, ma decisamente strutturale.

La seconda domanda (Figura 3), sulle previsioni per la ripresa dell'Europa,  segna analogamente un acuirsi del pessimismo: coloro che credono in una ripresa vera e propria scendono dal 17,2% al 4,8%, un vero e proprio crollo, e anche la speranza in un ripresa lenta scende dal 75,9% al 53,3%. Per un significativo 19,3% la situazione potrebbe addirittura peggiorare…la rassegnazione da sottile è diventata palpabile.

Il nostro terzo quesito (Figura 4) vuole viceversa tastare il polso sui timori per una crescita dell'inflazione.
In questo caso ottimismo e pessimismo si bilanciano tra chi la vede contenuta (45,2%) e chi elevata (41,9%), pochi la indicano come inesistente e quasi nessuno come molto elevata.

Gli spostamenti rispetto al dicembre 2010 non mettono in luce una tendenza precisa: aumenta la percentuale sia di coloro che ritengono che l'inflazione sarà molto contenuta, quasi inesistente (più che raddoppiata dal 5,1 per cento del 2011 all'11,3 per cento del 2012), sia coloro che la vedono relativamente elevata (41,9 per cento rispetto al 36,2 per cento dell'anno precedente).

 

 

 

 

Nella Figura 5 possiamo fare il confronto con le risposte dell'anno precedente: sostanzialmente non si percepisce l'inflazione come un pericolo imminente. A farne le spese sono le posizioni intermedie di chi ritiene che l'inflazione sarà, sì, molto contenuta ma anche in graduale crescita; dalla maggioranza assoluta delle risposte nel 2011 (58,7 per cento) si scende a una risicata maggioranza relativa (45,2 per cento).

Abbiamo infine chiesto l'opinione dei lettori sull'Euro (Figura 6), che nell'ultimo anno ha mostrato difficoltà di ogni genere generando non pochi dubbi sul suo futuro.

La maggioranza mostra ancora fiducia nel recupero della valuta europea, ma anche questa fiducia appare in, sia pur leggera, erosione: a ritenere che l'euro supererà la crisi sono l'85 per cento circa e quelli che pensano che la supererà "abbastanza facilmente" sono meno del 42 per cento, contro più del 58 per cento dell'anno precedente. Una parte di questi si è convertita a una fiducia "minore", in quanto è aumentata la percentuale di coloro che ritengono che l'euro supererà, sì, la crisi,  ma che alcuni Paesi usciranno dal sistema (33,8 per cento contro il 29,2 per cento del 2011).

Complessivamente coloro che ritengono che smetterà di esistere passano dal 5,2 all'11,4 per cento; tra questi il 3,2 percento ritiene probabile il ritorno a monete di ambito nazionale e non a un sistema monetario caratterizzato dall'esistenza di due o più monete.

Per quanto riguarda i temi indicatici come meritevoli di attenzione in futuro,  rimandiamo alla sezione dedicata ai commenti, dove abbiamo riportato i più significativi, di cui cercheremo di tenere conto nelle nostre prossime schede.
I nostri lettori, come già l'anno scorso, ci chiedono di analizzare anche la situazione italiana, per quanto il nostro sito mantenga un impronta più strettamente internazionale.
Poniamo questa richiesta alla base del buoni propositi dell'Anno Nuovo, anche se l'analisi dell'Italia richiede un tipo di orientamento diverso da quello internazionale.

1) La crisi:
A - non mi ha toccato finora: 25,8% - (27,6% nel 2011)
B - mi ha toccato dal punto di vista patrimoniale: 40,3% - (25,9% nel 2011)
C - mi ha toccato dal punto di vista del lavoro: 12,9% (32,7% nel 2011)
D - ha cambiato le mie prospettive di vita: 21% - (13,8% nel 2011)

2) Durante il 2012 in Europa:
A – Non ci sarà ripresa: 22,6% (6,9% nel 2011)
B – Ci sarà una ripresa lenta e insufficiente ad assorbire la disoccupazione 53,3% (75,9% nel 2011)
C – La ripresa sarà discreta e acquisterà gradualmente vigore: 4,8% (17,2% nel 2011)
D – La situazione peggiorerà ulteriormente: 19,3% (assente nel 2011)

3) Durante il 2012 l’inflazione sarà:
A – Molto contenuta, quasi inesistente: 11,3% (5,1% nel 2011)
B – Molto contenuta ma in graduale crescita: 45,2% (58,7% nel 2011)
C – Relativamente elevata: 41,9% (36,2% nel 2011)
D – Elevata, in crescita e fuori controllo: 1,6% (0% nel 2011)

4) L’Euro
A - Supererà abbastanza facilmente la debolezza attuale: 51,6% (58,6% nel 2011)
B - Supererà la crisi ma alcuni paesi usciranno dal sistema: 33,8% (29,3% nel 2011)
C - Smetterà di esistere entro l'anno e sarà sostituito da due o più monete (es. un Euro "A" ed un Euro "B") variamente collegate tra loro:  11,4% (5,2% nel 2011)
D - Smetterà di esistere e sarà sostituito da monete di ambito nazionale: 3,2% (0% nel 2011)
Non sa / Non risponde: 6,9% solo nel 2011

                                               

                                                     

Commenti

Comments are now closed for this entry