La crisi finanziaria che ha colpito l’economia mondiale è stata descritta in questi ultimi mesi con toni sempre più preoccupati, che evocano bufere, tempeste, epidemie, terremoti e altre visioni apocalittiche pronte ad abbattersi sul sistema capitalistico.

Abbiamo quindi voluto coinvolgere i lettori che, oltre a visitare il sito, sono anche iscritti alla newsletter, sottoponendo loro un questionario-lampo di appena tre domande sull’attuale situazione economica più una sulle prossime elezioni negli Stati Uniti.

Ci ha sorpreso l’elevato tasso di risposta, segno che il problema è un problema di tutti e non solo di addetti ai lavori.
Le risposte provengono, infatti, da un ampio spettro di lettori che hanno in comune la necessità non solo di informarsi sulle complesse dinamiche della finanza e dell’economia moderne, ma anche di “interagire”, di “partecipare”, di “dire la loro”. Ricordiamo a tutti che è possibile lasciare un commento a ogni scheda del sito; qualora lo scrivente lo richieda, e nei limiti delle nostre possibilità, provvederemo a rispondere. I visitatori del sito possono anche in questo modo instaurare (con la nostra necessaria regia) un dialogo più generale.

Ecco un breve  quadro d’insieme di domande e e risposte:

1) Che livello di gravità assegnate a questa crisi finanziaria ?
A
- molto grave e lunga
B- grave ma risolvibile entro il 2009
C- non passerà all'economia reale, i piani di salvataggio dei vari governi e gli interventi BCE/FED la freneranno.

Il 48,6 per cento delle risposte (Figura 1) sono andate alla prima opzione, confermando la preoccupazione di molti per una crisi di sistema che non si risolverà facilmente. Si tratta quindi di un’opinione prevalente ma non schiacciante.
Una cospicua minoranza, infatti (42 per cento), sembra avere fiducia nel fatto che la crisi passerà in tempi relativamente brevi, e il 9,4 per cento ritiene che non ci saranno contraccolpi sull’economia reale. Se sommiamo le risposte alle opzioni B e C, possiamo notare come la maggioranza sia comunque ottimista circa una soluzione positiva seguente alle ingenti cadute di borsa.

2) In qualche misura, vi ha colpito personalmente?
A
- sì
B- no
C- non rispondo

La maggioranza (ben il 58 per cento) si dice purtroppo colpita direttamente dall’attuale situazione, mentre il 35,5 per cento se ne ritiene (almeno per ora) immune. Il 6,5 per cento non ha saputo o voluto dare una risposta (Figura 2). Confrontando il  risultato con quello della domanda precedente, si può concludere che anche una parte dei rispondenti che sono stati personalmente colpiti appartiene alle fila  degli ottimisti moderati e ritiene pertanto che i guai saranno transitori. Sembra persistere, in altre parole, una fiducia di fondo nelle capacità di tenuta del sistema.

 

3) Quale ritenete essere l'investimento migliore in questo periodo?

Come era prevedibile, le risposte a questa domanda hanno coperto una vasta gamma di opzioni, che abbiamo dovuto raggruppare in alcune categorie che al loro interno  risultano molto diversificate (Figura 3).
Ciò che maggiormente colpisce è l’assenza di una corsa sfrenata alla liquidità. La liquidità è infatti esplicitamente menzionata dall’11,7 per cento degli intervistati. Forse l’ansia di portarsi a casa i depositi e nasconderli sotto il materasso è stata esagerata dai giornali.

La maggioranza degli investitori (30,8 per cento) si rivolgerebbe  verso i titoli di stato, bot o cct italiani o titoli di altre nazioni, ossia impieghi “ragionevoli” di carattere difensivo.

Siamo rimasti favorevolmente sorpresi dal fatto che il 26,7 per cento si dica attratto dalle opportunità di guadagno sul mercato azionario, considerati i bassi prezzi attuali; i settori più citati in cui investire sono – correttamente - quello energetico e  quello alimentare, due comparti “anticlici” (ossia poco influenzati dalle vicende congiunturali).
I frequentatori del nostro sito non sono rappresentativi dell’italiano medio e mostrano una buona consapevolezza di alcuni meccanismi fondamentali dell’economia e del mercato finanziario. Percentuali più piccole hanno indicato impieghi di carattere “specialistico” (oro, diamanti, fondi di private equità.
E’ interessante che il 5 per cento abbia indicato gli immobili, che pure sono nell’occhio del ciclone in quanto (sia pure non in Italia) causa scatenante della crisi.

Manca quindi una linea di tendenza precisa mentre si può osservare un’attiva ricerca in varie direzioni che, a nostro parere,  rappresenta un fatto positivo.

4) Elezioni americane: Barack Obama è nuovamente in vantaggio nei sondaggi. Ritenete che possa vincere e che rappresenterà la svolta necessaria?

A- la situazione di crisi lo avvantaggia, vincerà
B- no, non ce la farà

La linea di tendenza precisa è invece molto chiara per quanto riguarda le elezioni americane (Figura 4). Le risposte giunte sono un plebiscito per Obama (74,8 per cento), ma molti hanno aggiunto commenti che mostrano che al plebiscito non sempre si accompagna l’entusiasmo. Sono stati sollevati dubbi sul fatto che la vittoria di Obama possa rappresentare una vera svolta o è stato comunque sottolineato che il margine della vittoria sarà molto risicato. Preoccupazioni vengono anche dal timore che gli Stati Uniti non siano ancora pronti per un presidente nero che potrebbe incontrare ostacoli nei poteri forti o addirittura rischiare la vita.
Tra il 12,1 per cento dei rispondenti che dà per vincente Mc Cain, molti sottolineano come gli Stati Uniti siano un paese conservatore. Il 13,1 per cento non si sente di fare previsioni e considera incerto il risultato.

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