Il nostro questionario rivolto agli iscritti alla newsletter di Quadrante Futuro storicamente ottiene più risposte nella sua versione di inizio dell’anno che in quella che proponiamo prima delle vacanze estive. Anche in questo caso la regola si è confermata; purtroppo il tema della crisi economica, sul quale vertono principalmente le nostre domande, continua a essere sentito da molti e le risposte indicano che il futuro non sembra roseo.

Come era forse prevedibile, la situazione sta diventando insostenibile soprattutto nei paesi meno sviluppati, con gli aspetti drammatici cui assistiamo in questi giorni in Tunisia e in Egitto, mentre in Italia è in corso una crisi istituzionale dagli aspetti grotteschi e il resto d’Europa stenta a riprendersi salvo poche eccezioni.

La prima domanda rituale (Figura 1), sull’impatto dell’attuale congiuntura dal punto di vista personale dei lettori, presentava questa volta una quarta opzione, tesa a capire per quanti la crisi abbia avuto un impatto ormai strutturale: la percentuale non è alta, ma nemmeno insignificante (13,8%, compresi un paio di casi che rispondono di aver cambiato in meglio).

Rispetto all’ultimo sondaggio di Luglio, cala ulteriormente il numero di coloro che si dichiarano immuni e di quelli colpiti dal punto di vista patrimoniale, che evidentemente hanno ormai dovuto accettare il danno economico definitivo e hanno quindi risposto all’opzione D. Stabili i lettori danneggiati dal punto di vista lavorativo.
Aggregando i dati e confrontandoli con i questionari del passato (Figura 2), non possiamo non segnalare dunque che la percentuale  di coloro che sono stati colpiti dalla crisi economica ha ripreso a salire (da  65,8% a 72,4%).

1) La crisi:

A - non mi ha toccato finora: 27,6%
B - mi ha toccato dal punto di vista patrimoniale: 25,9%
C - mi ha toccato dal punto di vista del lavoro: 32,7%
D –ha cambiato le mie prospettive di vita: 13,8%

La seconda domanda (Figura 3), sulle previsioni per il nuovo anno in Europa, ha registrato un plebiscito per la risposta B, che delinea uno scenario sostanzialmente stagnante e caratterizzato dal problema disoccupazione. La percentuale è molto alta e, se confrontata con le risposte di luglio 2010 mostra un’ ulteriore lieve calo di fiducia, dato che coloro che credono in una ripresa vera e propria scendono dal 18,4% al 17,2%. Dobbiamo ancora ricordare, osservando le risposte del passato, che la percentuale di ottimisti è scesa nettamente rispetto a Luglio 2009 e non tende a risalire; sembra prevalere una sottile rassegnazione (Figura 4).

2) Durante il 2011 in Europa:

A – Non ci sarà ripresa: 6,9%
B – Ci sarà una ripresa lenta e insufficiente a riassorbire la disoccupazione: 75,9%
C – La ripresa sarà discreta e acquisterà gradualmente vigore: 17,2%

 

 

Il nostro terzo quesito (Figura 5), inedito, intendeva tastare il polso sui timori per una crescita dell’inflazione.
L’opzione, in precedenza sostanzialmente ignorata anche perché posta in un diverso contesto dal questionario, è stata indicata come poco probabile e comunque contenuta dalla maggioranza dei lettori, che però la indicano in graduale crescita. Il 36,2% la prevede relativamente elevata, ma nessuno pronostica un’inflazione fuori controllo

3) Durante il 2011 l’inflazione sarà:

A – Molto contenuta, quasi inesistente: 5,1%
B – Molto contenuta ma in graduale crescita: 58,7%
C – Relativamente elevata: 36,2%
D – Elevata, in crescita e fuori controllo: 0%

Abbiamo infine chiesto l’opinione dei lettori sull’Euro (Figura 6), che in questi mesi ha palesato non poche difficoltà, destando anche seri dubbi sulla sua tenuta futura.
La maggioranza mostra fiducia nella valuta europea e solo qualcuno teme per il futuro dei paesi oggi in difficoltà, ma praticamente nessuno crede davvero a una prossima scomparsa dell’Euro. Alcuni lettori non si sono però riconosciuti in nessuna delle nostre opzioni e pensano forse a una crisi più articolata.

4) L’Euro

A - Supererà abbastanza facilmente la debolezza attuale: 58,6%
B - Supererà la crisi ma alcuni paesi usciranno dal sistema: 29,3%
C - Smetterà di esistere entro l'anno e sarà sostituito da due o più monete (es. un Euro "A" ed un Euro "B") variamente collegate tra loro: 5,2%
D - Smetterà di esistere e sarà sostituito da monete di ambito nazionale: 0%

Non sa / Non risponde: 6,9%

Per quanto riguarda i temi indicatici come meritevoli di attenzione in futuro, vi rimandiamo alla sezione dedicata ai commenti, dove abbiamo riportato i più significativi, di cui cercheremo di tenere conto nelle nostre prossime schede.

Alcune richieste ci consigliano di dedicare attenzione anche alla situazione italiana, quando non addirittura piemontese; la linea editoriale del nostro sito segue una visione più internazionale e globale, ma cercheremo di soffermarci sull’Italia quando i temi trattati lo consentiranno.

 

                                                

 

Commenti

Comments are now closed for this entry