Le imponenti cadute di Borsa della prima settimana dell'ottobre 2008 hanno disperso ogni residua illusione sulla gravità della situazione dell'economia mondiale. Siamo ormai alla "quarta ondata" della crisi finanziaria illustrata a luglio da Quadrantefuturo: il suo elemento scatenante è la caduta generalizzata dei prezzi immobiliari negli Stati Uniti, dopo sessant'anni di stabilità o crescita.

Dalla fine della seconda guerra mondiale, infatti, il mercato delle case negli Stati Uniti non aveva mai fatto registrare (nei valori medi, e quindi escludendo segmenti speciali) delle cadute di prezzo, ma sempre solo stabilità e crescita. Nasce di qui la propensione delle banche americane a concedere con facilità prestiti fino al cento per cento dei valori immobiliari dati in garanzia.

Ora però i prezzi stanno scendendo in maniera marcata (Figura 1), la velocità della discesa è rapidissima (Figura 2) e pare addirittura in aumento. Le cadute non riguardano solo più le case, spesso molto modeste, sulle quali è stato sottoscritto un mutuo subprime ma la generalità delle abitazioni, ma anche i mutui più "normali" di persone finanziariamente solide.

Come mostra la Figura 3, non solo un titolare di mutuo subprime su cinque, ma anche un titolare di mutuo prime su venti è oggi "delinquente", secondo la terminologia americana (cioè inadempiente). La differenza (negativa) tra prestiti concessi e valore delle garanzie deve essere iscritta nei bilanci delle banche americane; per conseguenza, a partire dal 1^ trimestre del 2008, queste hanno fatto registrare perdite sempre più ingenti.

E' questo il nocciolo del problema che implica una "mutazione" del virus che ha scatenato la crisi: dopo aver attaccato solo un segmento specifico, e relativamente piccolo, del mercato immobiliare, si è ora esteso a tutto il mercato immobiliare, aggredendo così un ganglio vitale del sistema finanziario mondiale e riacutizzando l'ondata di sfiducia tra le banche che fa passare la crisi dal livello americano a quello mondiale.

E' un po' come se l'influenza aviaria avesse davvero saltato la barriera della specie e, per conseguenza, avesse cominciato ad attaccare non solo i volatili ma anche gli esseri umani.

L'analogia con il virus e le epidemie porta a una schematizzazione che presentiamo nella Figura 4: dopo questa "mutazione", il virus della crisi sembra sul punto di subirne una seconda. Esso sembra attaccare l'economia reale, con conseguenze che si cominciano a vedere chiaramente negli Stati Unti e anche in Europa: la disoccupazione americana è salita (a  9,5 milioni da 7,3 milioni di un anno fa), la produzione rallenta, con vistose cadute nel settore dell'auto e in altri beni durevoli. E' quella che in un'altra scheda abbiamo chiamato la "quarta ondata".

Il futuro? Per ora cerchiamo di migliorare la diagnosi. E' impossibile, al momento attuale, fare previsioni.
Allacciamo le cinture.

                                                  Mario Deaglio

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