Archiviato il 2011, caratterizzato dalle turbolenze sui mercati finanziari connesse ai debiti governativi (in particolare europei), è interessante ora prendere atto delle previsioni che giungono dai principali analisti internazionali, in relazione al possibile andamento del ciclo economico nel 2012 e 2013.

L'intonazione del clima economico mondiale pare, al momento, indicare un sentiero di crescita, come evidenzia la Figura 1 relativa alle stime elaborate dal FMI (Fondo Monetario internazionale) sul PIL mondiale. Anche graficamente salta subito all'occhio che il minimo relativo dell'ultimo frangente dovrebbe porsi a cavallo fra 2011 e 2012, lasciando spazio ad una contenuta ripresa verso ritmi di crescita del 3,5%-4%.

A fine Gennaio il FMI ha diffuso il nuovo aggiornamento del suo documento periodico, il World Economic Outlook. L'estrema sintesi di tale previsione è costituita dalla Figura 2, la cui tabella riporta i dati annuali storici dei PIL 2010 e 11 e le previsioni FMI sui PIL (annuali) 2012 e '13. Si evidenzia immediatamente che la crescita del PIL mondiale (calcolata dal FMI), dopo essere "scesa" dal +5,2% del 2010 al 3,8% del 2011, dovrebbe ancora calare al 3,5% nel 2012 (evidentemente il peso specifico del rallentamento di inizio anno non sarà adeguatamente compensato dall'eventuale accenno di ripresa nella parte finale), salvo rimbalzare al 3,9% nel 2013.

Ma il dato più significativo è la dicotomia, che ormai pare irreversibile, fra il ritmo economico delle cosiddette Economie Avanzate e quello delle cosiddette Economie Emergenti. Vi sarebbe da spendere qualche considerazione sulla fondatezza di tali definizioni, in quanto non si comprende come possano essere ancora considerati "avanzati" i paesi che versano in gravi difficoltà congiunturali, finanziarie e occupazionali. Analogamente non si comprende come possano ancora essere considerati "emergenti" quei paesi, che da almeno un decennio tirano la volata all'intera economia mondiale e, spesso, compensano le profonde problematiche delle "vecchie" economie.

A parte questa riflessione terminologica, la tabella dell'FMI evidenzia il diverso cammino previsto per queste due aree economiche. Le Economie Avanzate (USA, Europa, Giappone, Regno Unito, etc) dovrebbero mettere a segno una crescita complessiva dell'1,2% nel '12 e dell'1,9% nel '13. Le Economie Emergenti, invece, dovrebbero rispettivamente aumentare del 5,4% e del 5,9%.

Tuttavia non manca qualche "sbavatura" neppure fra i quattro pilastri dell'area Emergenti. In Cina, soprattutto, è atteso un rallentamento, connesso al cambiamento di leadership politica e quindi economica nel prossimo autunno: la classe dirigente che sta per abbandonare, ha dimostrato negli anno scorsi di saper giudiziosamente manovrare la politica economica, giocando fra allentamenti e successive restrizioni monetarie, in modo da favorire il più possibile l'espansione economica, senza incappare in rischi inflattivi. L'incognita si incentra ora sulle effettive capacità dei prossimi dirigenti e, ancor prima, sull'evoluzione che assumerà il dibattito in corso fra l'ala più riformista (aperta sempre più ad un'economia di mercato di stampo occidentale) e i cosiddetti "neomaoisti", decisamente più conservatori in merito.

Questa incertezza, tradotta in termini di potenziale di evoluzione economica, induce a stimare un rallentamento del tasso di crescita cinese. La tabella dell'FMI segnava per la Cina ipotesi di PIL '12 a +8,2% e di PIL '13 a +8,8%. Ma le recentissime revisioni che si rintracciano in giro, limano i tassi di crescita del PIL cinese in area 7%-8%, stimando una maggior severità monetaria in chiave antinflattiva, al fine di evitare a priori qualsiasi fiammata dei prezzi interni, specie nel comparto alimentare, fonte di potenziale malcontento sociale, ipotesi non gradita a cavallo del cambio della guardia.

In ogni caso, anche in India, Brasile e Russia, gli altri tre elementi dell'acronimo B.R.I.C., sono stimati lievi rallentamenti rispetto ai tradizionali ritmi di crescita, da cui deriva la conclusione che le maggiori chance di ripresa economica sono attese dalle restanti aree, in primis quelle ricche di materie prime.

 

Infatti la sensibile domanda industriale (specie cinese ed indiana, nonostante la riduzione dei ritmi di crescita delle rispettive economie) alimenta nei Paesi esportatori di materie prime un volano economico: la maggior attività richiede nuove e più sofisticate infrastrutture, che comportano maggiori investimenti e maggior assorbimento di occupazione qualificata.

Anche nell'ambito dei Paesi avanzati, si registra una separazione fra ipotesi di ripresa americana (PIL '12: 1,8; PIL '13: 2,2%) e stasi, per non dire recessione, nel continente europeo (PIL '12: -0,5%; PIL '13: +0,8%). Qui domina l'austerity resasi necessaria per curare i problemi dei debiti pubblici, ma questa impostazione arriva a condizionare anche la Germania (PIL '12: +0,3%; PIL '13: +1,5%). In netta difficoltà Italia (PIL'12: -2,2%; PIL '13: -0,6%) e Spagna (PIL '12: -1,7%; PIL '13: -0,3).

Dopo questa "iniezione di entusiasmo", collegata alle previsioni FMI, è interessante effettuare una verifica con altri dati, elaborati più di recente: con il mese di marzo, infatti, l'Economist introduce per la prima volta le previsioni sul PIL dell'anno successivo (nel nostro caso: 2013), da affiancare a quelle dell'anno in corso.

Come è noto, la survey è un'indagine condotta mensilmente su un campione di analisti qualificati, senza che venga rilasciata la previsione di ogni singolo analista interpellato. L'Economist diffonde i valori medi, che (seppur in modo un po' approssimativo); possono essere considerate come "le previsioni di mercato".

Esaminiamo prima le previsioni 2012: il grafico di Figura 3 evidenzia come il sentiment degli analisti sia peggiorato nel corso del 2011, a fronte delle crescenti difficoltà sui debiti pubblici.
Le previsioni sul PIL 2012 italiano e, complessivamente, su quello dell'area Euro sono calate inesorabilmente di mese in mese. Balza invece all'occhio la risalita, a partire dall'estate scorsa, delle previsioni sul PIL '12 degli USA, attualmente posizionato a cavallo del 2%.

Dovrebbe essersi arrestata anche la discesa del ritmo di crescita in Giappone (collegata al terremoto di un anno fa), con accenni di inversione di tendenza, ipotesi che consentirebbe alla congiuntura nipponica di ri-agganciarsi all'andamento del ciclo mondiale.

Per quanto riguarda le previsioni sui PIL 2013 diffuse nella survey dell'Economist, si riportano i seguenti dati. USA: 2,2%; Europa: 0,7% (dopo il -0,6% del 2012); Giappone: 1,5%; Italia 0%, cioè crescita nulla 2013 su 2012 (dopo -1,6% nel '12)

La Figura 4 illustra un possibile quadro prospettico di evoluzione economica europea ed americana. Partendo dai rispettivi PIL 2011 (dati storici acquisiti) è possibile tracciare innumerevoli combinazioni matematiche che colleghino i dati 2011 con i valori medi dei PIL 2012 e 2013 espressi dalla survey. Tra queste molteplici combinazioni, si è cercato di recepire quella che appare più ragionevole, al fine di evidenziare i movimenti trimestrali delle due economie.

L'economia europea potrebbe registrare nel primo semestre del 2012 segni negativi a livello trimestrale (QoQ, quater-on-quarter), ma sembra in grado di realizzare un successivo recupero nella seconda parte dell'anno ed una sostanziale stabilizzazione nel corso del 2013, però sempre a ritmi QoQ di poco superiori allo zero. L'economia USA, invece, potrebbe vivere un 2012 decisamente brillante (come richiesto dalla esigenze "elettorali"), anche sul finale (1,1% QoQ nell'ultimo trimestre) e attestarsi ad un ragguardevole ritmo medio trimestrale dello 0,5% nel corso del 2013.

La contrapposizione delle due situazioni è graficamente sintetizzata nella Figura 5: la conclusione è che la convalescenza europea post turbolenze sui debiti governativi durerà molto a lungo e il confronto economico per l'Europa risulterà penalizzante non solo se rapportato ai Paesi emergenti, ma anche alla "vecchia" America.

                                                 Carlo Crovella

 

                                

                              

                                                

            

 

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