In Brasile si cominciano già a considerare gli anni dal 2011 al 2020 come la decade d'oro di Rio de Janeiro, in virtù di una serie di investimenti che dovrebbero facilitare la crescita economica e sociale della città.
Grandi eventi mondiali, come la conferenza di Rio+20 dell'ONU, ma soprattutto il mondiale di calcio 2014 e le Olimpiadi nel 2016, avranno luogo a Rio in questo periodo. Oltre a generare posti di lavoro e attrarre investimenti, questi grandi eventi lasceranno un'eredità in infrastrutture e opere sociali, fondamentali per il miglioramento della qualità di vita dei cariocas.
Rio de Janeiro è la città con il secondo PIL più alto nel Brasile (e trentesimo di tutto il pianeta), equivalente al 5,54% del totale nazionale (Figura 1).
Grazie al ruolo di capitale federale svolto per un lungo periodo (dal 1763 al 1960), la città col tempo si è trasformata in un dinamico centro amministrativo, finanziario, commerciale e culturale.
La Grande Rio, la Cidade Maravilhosa,che costituisce il secondo maggior polo di ricchezza nazionale (dopo San Paolo), concentra il 70% della forza economica dello stato e l'8,04% di tutti i beni e servizi prodotti nel paese (Figura 2).
In questo quadro, quale sarà l'impatto reale dei prossimi grandi eventi sportivi? Essi fungeranno davvero da enorme leva per gli investimenti e stimoleranno lo sviluppo socio-economico locale?
Il Ministero dello Sport brasiliano ha pubblicato gli investimenti previsti per le infrastrutture del mondiale 2014, per quanto riguarda la mobilità urbana e la ristrutturazione e costruzione ex novo degli stadi. Secondo i dati, quasi il totale degli investimenti (circa 15 miliardi di Reais) proverranno da organi pubblici (Figura 3). Ciò indica una quasi totale inesistenza di risorse provenienti da iniziativa privata o di partnerships pubblico-privato.
Dando uno sguardo ai dati sugli effetti degli investimenti per il mondiale 2014 nei diversi stati brasiliani (Figura 4), si possono fare due considerazioni: la prima, è che in tutti gli stati l'impatto sul livello di attività è positivo, con una crescita media dell'1,8% del PIL rispetto a uno scenario senza evento; la seconda, è che i risultati sono correlati alle dimensioni dell'investimento in ogni stato, oltre che da relazioni di interdipendenza regionale e struttura produttiva locale esistente.
Stati strutturalmente più poveri, come l'Amazzonia e il Rio Grande do Norte, mostrano una crescita del PIL e del tasso di occupazione più significativa, ma se si considerano le dimensioni relative delle diverse economie regionali (PIL regionale in R$), è evidente come in realtà i maggiori effetti degli investimenti si concentrino negli stati con la struttura produttiva più complessa e integrata al resto dell'economia brasiliana e, di conseguenza, emerge come Rio de Janeiro sarà uno degli stati che beneficierà maggiormente dell'evento.
Il rapporto tra gli investimenti per il mondiale del 2014 e l'impatto sulla crescita economica di ogni stato brasiliano è influenzato quindi sia dalle dimensioni stesse degli investimenti, sia dalla realtà produttiva preesistente e il suo inserimento nell'economia brasiliana. Tuttavia, rispetto agli altri stati ricchi (come Sao Paulo e Minas Gerais) che a fronte di un investimento relativamente basso riescono a generare effetti moltiplicatori significativi, Rio de Janeiro sembra avere minor capacità di internalizzare gli effetti degli investimenti (Figura 5).
Se si restringe il cerchio dell'analisi all'impatto nelle singole città che ospiteranno le gare, il quadro emerge ancora più chiaramente: Rio de Janeiro presenta un incremento solo del 0,58% del PIL a fronte di un incremento medio dell'1,25% e un indice di occupazione che aumenta dello 0,33% contro l'1,26 della media dei municipi coinvolti (Figura 6).
La situazione migliora un po' se si guarda il dato in valore assoluto, in termini di numero di posti di lavoro creato; tuttavia, è comunque molto al di sotto rispetto alla media delle vicine grandi città del sudest, San Paolo e Belo Horizonte.
Anche le Olimpiadi di Rio avranno delle ricadute benefiche sulla crescita economica della città e del suo territorio metropolitano. Uno studio dell’Università di San Paolo ha stimato i costi di investimento e i costi operativi per un totale di 14,4 miliardi di dollari.