Situato sul versante settentrionale del Golfo Persico, il Kuwait chiude quasi interamente lo sbocco al mare del vicino Iraq, diventandone forzatamente un punto di accesso navale (Figura 6).
Forte di questa posizione, il Governo kuwaitiano ha intrapreso un importante piano strategico per rendere il Paese il punto d'accesso dei materiali e dei mezzi destinati alla ricostruzione e allo sviluppo dell'Iraq. In una tale ottica si inserisce pertanto il forte interesse dimostrato per lo sviluppo delle infrastrutture.
Nella fattispecie, l'ampliamento della rete stradale e, soprattutto, del porto sull'isola di Boubyan, vicinissima a Nord al territorio iracheno (Figura 7), sembrano rappresentare due elementi fondamentali per lo sviluppo di un tanto ambizioso progetto.
Tuttavia, il Governo kuwaitiano si trova a dover affrontare difficoltà di stabilità interna. L'effetto-domino delle proteste mediorientali e nordafricane non ha lasciato indenne Kuwait City, dove lo scorso 8 marzo centinaia di manifestanti hanno reclamato maggiore libertà politica, hanno protestato contro la concentrazione di potere nelle mani della famiglia regnante ed hanno chiesto le dimissioni del primo ministro e nipote dell'emiro del Kuwait, lo sceicco Nasser Mohammad al-Ahmad al-Sabah.
D'altra parte, le proteste in Kuwait non rappresentano una novità. Dalla sua nomina a primo ministro nel 2006, lo sceicco Nasser si è trovato ad affrontare una forte opposizione parlamentare, che ha portato allo scioglimento di cinque dei sei governi da lui presieduti.
Sebbene un PIL pro-capite tra i più alti al mondo ed un tasso di disoccupazione tra i più bassi rendano la popolazione generalmente più soddisfatta rispetto ad altri paesi della regione in cui si sono verificate proteste, in un Kuwait in cui in cui il titolo di emiro è ereditario e in cui spetta all'emiro stesso designare il primo ministro e i suoi vice-ministri, starà ora all'abilità del Capo dello Stato il compito di venire incontro alle istanze della popolazione.
Forse, un cambio di rotta nella configurazione politica kuwaitiana, oltre che in quella economica, potrebbe essere un inizio.
Giovanni Andriolo